Quando c'e' il "fermento: intervista coi FaberNoster
"Sì insomma sai, 'lo senti' è come dire... il 'fermento'" - StefsTM
Foto tratte dal sito dei FaberNoster
La foto della mia Carta D'identità la dice lunga.
Ho una camicia hawaiana e rido. Che cosa mi ha portato a fare una foto del genere? Goliardia? Idiozia? Demenza?
Io preferisco chiamarlo "fermento". E non quello presente in una ormai eccessiva gamma di prodotti caseari rinomati per farti cagare addosso. Io intendo quel "qualcosa in piu' " che alcune persone emanano.
Nel caso di Luxor può essere che si sia levato le scarpe.
Forse è qualcosa di assimilabile allo "sgurz" citato in Kamikazen.
Ad ogni modo ieri mi sono trovato di fianco persone col "fermento", artisti diremmo noi, ma voi chiamateli FaberNoster.
Ero al pc in facoltà e loro sono approdati alla postazione di fianco alla mia.
Sono bastate le parole: sito, concerto, De André.
Gli ho chiesto se fossero musicisti e se studiassero qui. Ed in quel momento ho deciso di intervistarli:
Alberto, cantante del gruppo e Ilaria, percussionista.
Con loro Luca, anzi il Dott. Luca che presenzia tacitamente all'intervista e che ha conosciuto i nostri il giorno stesso.
S™: Qual'e' la storia dei FaberNoster?
A: Il gruppo dei FaberNoster si è evoluto negli anni, attualmente i componenti sono 5. La conformazione attuale risale all'estate del 2005 e il nostro genere musicale è un tributo a Fabrizio De André.
S™: Perchè proprio Fabrizio De André?
A: La poetica, parte principale della sua opera ti catapulta verso emozioni ed esperienze particolari ed intense. Noi la consideriamo "Un buon compagno di viaggio".
S™: Molte volte De André è stato paragonato a un "menestrello" figura abbastanza ambigua e sopratutto molto antica. Voi che ne pensate?
A: Il menestrello è il portavoce della canzone italiana, possiamo dire che il cantautore napoletano è un menestrello. De André è in parte questo ma è più che altro un poeta. E' riuscito a creare questa simbiosi tra musica e parole che per noi è come dicevo prima "Il vero compagno di viaggio".
S™: Eseguite unicamente brani di De André? E il vostro nome che significato ha?
A: Alcuni pezzi li eseguiamo senza riarrangiarli altri no. Preferiamo rielaborare, dare del nostro. Il nome FaberNoster deriva da Faber, ovvero il Fabbro in latino - colui che forgia - e NOSTER dal dialetto emiliano e significa "nostro" ed è stato scelto anche per l'assonanza con Faber. Inoltre Faber era il nomignolo con cui gli amici chiamavano Fabrizio.
S™: A 7 anni dalla scomparsa com'e' l'accoglienza del pubblico alle opere di De André?
I: Io le ho conosciute tardi, ma non mi aspettavo che la gente partecipasse cosi bene, vengono coinvolte larghe fasce di eta'.
A: E' un pubblico molto eterogeneo, i suoi testi coinvolgono diversi campi: poesia, musica, letteratura. Questo fa attingere ai suoi lavori pwesone di tutte le eta'. La sua è una musica che definirei 'saporita,densa'.
AeI: Non fa la solita musica.
S™: Secondo voi qualcuno è riuscito a cogliere una sua eredità? Ad avvicinarsi al suo stile, al suo livello?
A: Per me è stato un grandissimo musicista, e fino ad oggi nessuno è riuscito a cogliere la sua eredità. Personalmente ammiro coloro da cui ha preso anche Fabrizio, Leonard Cohen e George Brassens.
S™: Qual'e' il vostro obiettivo come band?
A: Creare un'identita' forte da trasmettere, con una poetica nostra. Ed ovviamente suonare e promuovere ciò che è stato Fabrizio.
S™: Secondo voi dove sta andando la musica italiana?
A: Secondo me la qualità si sta omogeneizzando. Non c'e' originalità. E' diventato più importante avere audience che fare musica di qualità. Nel nostro sito noi abbiamo apposto il logo: "NO ALLA CAMPIONATURA" che è l'opposto della musica di oggi, dove il "playback" e le tastiere campionate sono la norma ovunque.
S™: Secondo voi quanti spazi vengono offerti alle giovani band che vogliono emergere?
A: Io non mi aspettavo di trovare cosi' tanti spaz, ma sicuramente sono meno di quanti concessi ad altri. Per me la musica è arte e come tale dovrebbe essere fruibile a tutti e divulgata.
Che dire amici, speriamo di sentirli presto dal vivo! Nel frattempo non mancate di visitare il loro sito e magari di lasciare un commeno nel guestbook!
Aloha!





Per essere la nostra prima intervista... e' proprio bella! Grazie Fermentologo!
da -ila faber- (Comment this)
Dateci dentro ragazzi e fatevi conoscere!!! (Comment this)
Drogati pure e vediamo chi fa la fine migliore tra te e le persone che lottano e gridano contro le droghe e chi ne fa uso. Per fortuna ci sono associazioni come "UN SASSO NELLO STAGNO" che (seppur poche in confronto a chi si è rovinato con la droga, a chi continua a rovinarsi e a chi rischia di farlo) si fanno sentire, aiutando chi è entrato in questo tunnel e condannano coloro che ne permettono la circolazione.
Se per caso ho interpretato male il tuo messaggio, dimmelo; è che leggendo quella frase mi sono permessa di esprimere quello che penso a riguardo. Le droghe, chi le usa e chi le distribuisce, mi fanno parecchio incazzare.
Ciao a tutti... (Comment this)
Ma in vece di incazzarvi perchè non fate qualche cosa di serio??? :)
Spero di non farvi "incazzare" con questa affermazione...
Sul "capelli" non do commenti :)) (ovviamente eli ha frainteso)
Ila mi stai una cifra simpatica...mi sa che sei proprio una che ci crede parecchio, modello gattare...infojata fino alla muerte...
ma tu fai la volontaria presso questa associazione o affini?
Io, fino ad oggi, gente che si buca non ne ho incontrata se non per strada a "deprimersi".
Ma tu, forse, hai una più ampia esperienza in materia...che cosa fa questo gruppo oltre a gettare sassi nello stagno (suppongo per farsela passare!)?
(eli scherzo! non ti inacidire)
ciao
(Comment this)
comunque non sai suonare il flauto...a prescindere!!!!!!
(se vuoi sentire un flautista serio fammi un fischio) ;)
(Comment this)