Flaconi di divertimento.
"Io vorrei possedere soltanto, dei flaconi di divertimento..." - Flaconi di divertimento, Miele
"Interesse e divertimento non sono necessariamente sinonimi, anzi lo sono di rado perchè l'interesse appaga, il divertimento svaga. E c'e' bisogno di entrambi. Sempre." - StefsTM
Giorni fa mentre camminavo per una Modena appena uscita dal tepore delle coperte, mi sono reso conto che stavo coprendo il tragitto dal mercato coperto a casa meccanicamente, come un fantasma. Molti dei "modenesi" che ho conosciuto mi han detto che questa città "ti spegne lentamente" e "ti ammazza" perchè è malinconica. Questo mi veniva detto mesi orsono e stamattina mi sono ritrovato in queste condizioni. Certo, basta che mi metta a ragionare un momento sul come sono arrivato a vagare come un'anonimo cittadino, ed ecco che il quadro è chiaro. La colpa non è solo della città.
Mi sono reso conto di divertirmi sempre meno di recente. Vuoi un cambiamento della situazione domestica a Modena col repentino abbandono dell'appartamento da parte di una delle coinquiline. Aggiungiamoci anche l'affossamento del mio progetto teatrale per motivi che ancora non mi sono chiari. Insomma mentre rimuginavo su tutto questo e altro ancora mi sono reso conto di sentirmi in sintonia con un testo che avevo letto per l'esame di Letteratura Italiana Contemporanea. Queste sono le prime pagine di "Conversazione in Sicilia" di Elio Vittorini, un testo che consiglio a tutti:
"Io ero, quell'inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi son messo a raccontare. Ma bisogna dica ch'erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto. Da molto tempo questo, ed ero col capo chino. Vedevo manifesti di giornali squillanti e chinavo il capo; vedevo amici, per un'ora, due ore, a stavo con loro senza dire una parola, chinavo il capo; a avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo. Pioveva intanto e passavano i giorni, i mesi, e io avevo le scarpe rotte, l'acqua che mi entrava nelle scarpe, e non vi era più altro che questo: pioggia, massacri sui manifesti dei giornali, e acqua nelle mie scarpe rotte, muti amici, la vita in me come un sordo sogno, e non spe-ranza, quiete.
Questo era il terribile: la quiete nella non speranza. Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui. Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse; raggiungerla o no, o sfogliare un dizionario era per me lo stesso; e uscire a vedere gli amici, gli altri, o restare in casa era per me lo stesso. Ero quieto; ero come se non avessi mai avuto un giorno di vita, né mai saputo che cosa significa esser felici, come se non avessi nulla da dire, da affermare, negare, nulla di mio da mettere in gioco, e nulla da ascoltare, da dare e nessuna disposizione a ricevere, e come se mai in tutti i miei anni di esistenza avessi mangiato pane, bevuto vino, o bevuto caffè, mai stato a letto con una ragazza, mai avuto dei figli, mai preso a pugni qualcuno, o non credessi tutto questo possibile, come se mai avessi avuto un'infanzia in Sicilia tra i fichidindia e lo zolfo, nelle montagne; ma mi agitavo entro di me per astratti furori, e pensavo il genere umano perduto, chinavo il capo, e pioveva, non dicevo una parola agli amici, e l'acqua mi entrava nelle scarpe."
A me non entra acqua nelle scarpe e non ho una donna che mi aspetti a casa, ma il silenzio e gli astratti furori li ho anch'io. Ne sa qualcosa Nalia che ogni tanto si mette l'anima in pace e si rassegna (grazie) a sentire i miei ragionamenti su perchè e percome noi ventenni e quasi trentenni si sia in questo limbo con davanti genitori che hanno "cercato di cambiare il mondo" e dietro ragazzini che il mondo a volte manco sanno cosa sia.
Ho cercato qualcosa che mi confortasse, e mi sono ricordato di un file audio che avevo passato a Luxor. Il file in questione era una registrazione di "accetta il consiglio" di Linus, tratto dal monologo dei titoli di coda di "The Big Kahuna". Questo è il testo anche se devo ammettere che l'audio è molto meglio:
"Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicu ramente cose che non t'erano mai
passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio. Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato... canta. Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere. Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca. Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un 85nne. Sii cauto nell'accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta."
Buona giornata & settimana a tutti!
Aloha!



