Tuesday, June 27, 2006

Psico: -logia, -farmaci, -patici, -terapeuti.*

* L’asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

I pazzi vedono i normali pazzi e i pazzi normali.” – StefsTM ispirato da Pirandello.


Il funzionamento della mente umana rimane tutt’ora uno dei più grandi misteri della scienza.

Non essendo catalogabile o ascrivibile nelle tabelle dei ricercatori, tutto ciò che gravita attorno alla radice “Psico” muove una massa enorme di quattrini.

Se non ti senti bene, se ti senti stanco, se ti girano i maroni deve essere qualcosa che hai nella testa. Non puoi semplicemente avere le paturnie, no no tu hai un problema, lo strizzacervelli è lì apposta.

In verità, in verità vi dico: lasciate che gli strizzacervelli vengano a me.

Lasciate che legioni di laureati, studiosi, appassionati, laureandi di psicologia vengano a linciarmi perchè io non sopporto la loro categoria.

Non confondiamo la psiche con l’istinto prego o con i riflessi condizionati o i messaggi subliminali.

Quella non è psicologia, è stupro.

Una delle ragioni per cui ho abbandonato lo studio del Marketing e quanto ad esso fosse annesso e connesso è proprio perchè io da stupratore non mi ci vedo.

Eppure lo so che là fuori, dietro finestre a specchio e condizionatori al massimo ci sono tribù di creativi che danzano attorno al fuoco assieme agli psicologi.

E ti nascondono una tetta di qua, una figa di là, un colore sgargiante ma non troppo qua sotto.

Facendo in modo che quando entri in un supermercato o incontri una pubblicità il tuo cervello venga stuprato senza saperlo. E’ una figata se ci pensate, è come quella droga dello stupro tristemente famosa in Francia: si metteva una dose nel bicchiere della ragazza di turno quando questa era distratta e poi accadeva il peggio.

Ci sono anche psicologi buoni non fraintendetemi.

Il problema è quello di cui io e Carla abbiamo discusso ieri sera: la gente fà un (ab)uso eccessivo di psicofarmaci e farmaci in generale.

In particolare non considera che gli stessi farmaci hanno degli effetti collaterali non trascurabili a livello emotivo ed umorale. Quindi ti prendi qualcosa per un dolore e poi senti di prenderti qualcos’altro per il cattivo umore.

Cazzo gente Pessotto si è gettato da un tetto con un rosario in mano.

E non penso che l’essere nel palazzo della Juventus fosse la causa principale del suo gesto.

Si dice che fosse depresso. La gente è depressa perchè è sola! La gente è depressa perchè parla e qualcuno non la ascolta! La gente è depressa perchè viene sottoposta a un quotidiano confronto con una falsa realtà inarrivabile! La gente è depressa perchè qualcuno finge di ascoltarla!

E allora c’e’ lo strizzacervelli che per cifre non indifferenti l’ora ti dice quello che pensi.

Io non credo negli strizzacervelli, i miei mi ci volevano portare al liceo ma mi opposi con tutte le mie forze. I miei psicoterapeuti sono i miei amici, gli dico le mie paturnie loro mi dicono le mie, capiamo che sono cazzi per tutti, sempre tutti i giorni, 24h su 24h e amen. C’e’ un problema? Parliamone.

“L’indifferenza è il più grande peccato mortale” diceva Madre Teresa di Calcutta.

Ma ci pensate se invece di uno StefsTheMad aveste avuto uno StefsTheProzac a scrivere questo blog?

Rabbrividisco..

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 10:01:22 | Permalink | Comments (8)

Monday, June 26, 2006

A passo di danza.*

* L’asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

Ballo da solo e me ne vanto… fantastico zimbello iooo” – Tapparelle. Elio e le storie tese.

Italia 1 – Australia 0   Rigore nei minuti di recupero. Più italiani di così…. 

Una relazione umana di qualsiasi tipo che coinvolga più di una persona necessita della cooperazione.

E’ come un ballo, si compie in due e si cerca di non pestarsi i piedi a vicenda.

Ora, a me è capitato di pestare i piedi di recente vuoi per ingenuità vuoi per non aver ballato per lungo tempo vuoi perchè la persona con cui ballo è di un’altra nazionalità.

Ho pestato i piedi e non me ne sono subito accorto. Sfortunatamente non mi è nemmeno stato fatto notare subito ma dopo 48 ore con una sonora ginocchiata nelle palle (sempre figurativa eh).

E qualunque maschio che si riconosca tale saprà bene del tipo di dolore a cui mi riferisco.

Con questo dolore non si balla proprio.

E’ ovvio che in una situazione del genere si chiedano dei chiarimenti, e si chieda scusa: “Se ti ho pestato i piedi chiedo scusa, ti scuso per la ginocchiata nelle balle.”

A me la ginocchiata nei maroni come reazione a una pestata di piedi mi sembra spropositata.

Ma se mi piace ballare io dico “scusami” e continuo a ballare.

Non ti và di ballare perchè ti ho pestato malamente col mio dolce peso? Capisco, ma dimmelo subito no?

Non aspettare 48h per darmi una ginocchiata nei maroni.

A me qua sembra di essere cornuto e mazziato mie cari signori.

Gli incidenti succedono sempre, se ci si tiene a qualcosa si prova a risolverli.

Ecco la mia situazione al momento è che sono stato lasciato in mezzo alla sala da ballo in attesa di chiarimenti per ben 7 giorni.

Se ti girano le ovaie e vuoi smetterla di ballare non farla tanto lunga. Sii chiara dì “Basta, mi hai fatto male il ballo finisce qui”.

E non “scusa, ne parliamo dopo vado alla toilette”.

Applicando poi il biblico passo della pagliuzza e della trave, puntandomi il dito contro descrivendomi come una persona che presuppone di sapere chi tu sia e con questo confermare che semmai sei tu colei che crede di sapere chi io sia.

Sono deluso da questo ballo al momento, vuoi vedere che quello che dice basta sono io?

Perchè i cazziatoni me li prendo quando me li merito, e sono il primo a voler ballare senza chiedere nulla in cambio, ma essere maltrattato non è nei miei programmi di danza negli anni a venire.

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 10:33:35 | Permalink | Comments (1) »

Sunday, June 25, 2006

Fedeli, Missionari, e Conversioni.*

* L’asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

Hai un momento Dio? No perchè sono qua, sì insomma ci sarei anch’io…” – Hai un momento Dio – Ligabue

Parlare di fede è sempre difficile se non impossibile.

Proprio perchè si tratta di fede, o ci credi o non ci credi. Il dubbio diventa un “mistero della fede”.

Per quanto mi riguarda avere fede vuol proprio dire non avere dubbi, insomma sai qualcosa e non ti viene da farti domande, lo accetti senti che “è” così. 

Non so voi ma io non mi sono cresimato.  Vennero a chiedermi se volessi farlo e risposi che non mi andava.

Non ne sentivo la necessità o il bisogno. Già allora non mi sentivo cristiano o cattolico.

La fede non deve essere imposta. Tuttavia se dovessi sposarmi con rito cattolico per fare contenta la mia compagna sarei costretto a cresimarmi prima del matrimonio.

Molto molto tolleranti i cristiani. Dico, il nazareno pare abbia predicato di porgere l’altra guancia giusto?

E allora perchè dovrei “fingere” solo per farvi contenti? E voi sareste dei fedeli?

Che poi parliamone del credo e dei dogmi. Arriva uno e mi dice che Dio è una bottiglia di vetro in fondo alla fossa delle Marianne. Arriva un altro e mi dice che Dio è una padella di peperoni sempre piena. Arriva un terzo e mi dice che Dio è Dio. 

La fede non può andare a pari passo con l’ignoranza. Se “bisogna avere qualcosa in cui credere” bisogna sapere questo qualcosa cosa sia. O sentire dentro noi stessi che cosa possa essere.

In questo mi puzzano molto i missionari e i convertitori vari. La fede non si vende, non si esporta, non si baratta, la carità è un’opera di fede e io rispetto coloro che professano la loro fede solo se interrogati.

Sia rispettato ovunque colui che offre aiuto e risponde alla domanda “Perchè lo fai?” e solo allora professa la propria fede.

Stia lontano da me colui che offre il suo aiuto solo dopo aver professato la sua fede.

Stia lontano da me colui che ostenta la propria fede.

Sia rispettato colui che crede e ne parla senza cercare di convertirmi.

Io pratico il Reiki da diversi mesi, ma non cerco di trasformare ogni mio conoscente in un potenziale praticante.

Ne ho tratto benefici e continuo a trarne, ma non giro con una spilletta che dice  “Vuoi stare meglio? Chiedimi come!”

Grazie, non ho bisogno di domande spintanee e non ho bisogno di fedi spintanee.

A un mio caro amico che frequenta un gruppo di fedeli e che legge questo blog dico:

La fede è una cosa personale. Se non sei pecora nella vita e non segui istintivamente il gregge non iniziare a farlo in materia di fede. Sii il maestro di te stesso.

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 11:49:10 | Permalink | Comments (1) »

Saturday, June 24, 2006

(Er) Capelli.*

* L’asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data.

Che poi me dovete a spiegà… ma come se ferma na macchina su un tubo?” – Capelli

Ci sono diversi personaggi nel Pantheon fumettistico e novellistico.

Ci sono i malvagi, ci sono gli ambigui e ci sono i buoni.

Ma anche tra i buoni si devono  fare delle distinzioni.

Ci sono i buoni buoni e i buoni dentro.

I buoni buoni sono quelli che in genere la gente “apprezza” ma che non considera molto e a volte odia pure. Stucchevoli, buoni fino al midollo, sempre sorridenti e con una parola buona per tutti. Se frequentati troppo la loro dolcezza e stucchevolezza può indurre la comparsa del diabete.

I buoni dentro sono i migliori, quello che il pubblico esalta, quelli che quando gli chiedi se possono smettere di fumarti addosso ti rispondo “..no.” senza nemmeno guardarti ma se sei a terra ti tendono una mano per rialzarti.

Ecco Capelli per quel poco che conosco di lui di persona mi sembra appartenere alla seconda categoria.

Le sue parole sono misurate, tarate su una romanità d.o.c. con commenti al fulmicotone taglienti ma esilaranti.

Insomma di quelle armi che ti ammazzano ma che ti fanno esclamare prima di spirare:  “ah però, che bella lama..!”

C’e’ stile nel non voler aver stile signori miei.

Forse è per questo che Luxor lo compara a una semi-divinità e quando si riferisce a Capelli i suoi occhi si inumidiscono e un sommesso sospiro viene smorzato in gola. 

A Luxor Capelli direbbe di trovarsi una donna ma lo direbbe a modo suo.

E proprio per questo modo suo io lo vedrei a fare uno di quei lavori che ti mette sempre a contatto con la gente, magari anche stranieri, tipo il cameriere:

Costretto a vestire una uniforme e ad essere servile il nostro buono dentro si troverebbe in mezzo a situazioni contorte in cui l’umana pazienza è messa a dura prova.

Ma ve lo immaginate alle prese con una turista straniera di qualsivoglia paese?

Con lei che cerca di pronunciare in italiano sgrammaticato: “Ci ha pasta con uovi sì?” 

e lui rispondere con tono sconsolato e scuotendo lentamente la testa: “No signorina, qui ciabbiamo la pasta alla carbonara.”

Grande Capelli.

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 11:46:05 | Permalink | Comments (1) »

Friday, June 23, 2006

Il Marcio su Roma.*

* L’asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

“Papà mi dai un passaggio a Roma?” – StefsTM


Deve essere l’età o il karma o entrambe le cose. Organizzare un weekend nella capitale in mezzo alla mia città natale e ai miei amici in meno di 2 ore.

E riuscirci!

Più che una triste Marcia su Roma si tratta di un Marcio su Roma, il sottoscritto.

Che nulla ha a che spartire con “c’e’ qualcosa che non và oh frà!” Mondomarcio.

Insomma dopo che per mesi e mesi e mesi i miei timpani erano stati torturati dalle urla dell’urlapiedi che mi invitava nella sua dimora per passare lieti e gaudenti giorni capitolini eccomi pronto a cogliere l’occasione, ad applicare il “Carpe Diem”.

Autostrada intasata, caldo assurdo e arrivo ad Orte per le 19:49.

“Dica..”

“Un biglietto per Roma, il primo!”

“C’e’ un eurostar in ritardo…”

“Bene prendo quello!”

“Ma costa il doppio.”

“Ho detto che prendo quello, và bene!”

*Dlin, Dlon l’eurostar per Roma è in partenza al binario 5 Dlin, Dlon*

“Grazie e arrivederci. Signorina dopo di lei chiudiamo la biglietteria”

Comincio a correre lungo la stazione di Orte, sottopassaggio, binari 1 e 2 , 3 e 4 … 5

Salgo le scale, eccolo l’eurostar è lì… ci sono! Ma… che fà?!

SI MUOVE?!?!

Ecco, adesso sì che sono incazzato. E libero la mia incazzatura con una parola che fà rima con razzo che è stata udita probabilmente fino in Umbria.

Prenderò il prossimo, ho mal di testa e non parteciperò alla Tortellata di S.Giovanni. Se le cose non iniziano a girare meglio sarò un peso per i miei amici e non mi và.

Salgo sul treno con il biglietto da Eurostar e cerco il capotreno prima che sia lui a scovarmi.

E’ tutto a posto, a Roma c’e’ Luxor ad aspettarmi ed è contento di vedermi, è più che contento sprizza felicità.

Lo sono anche io ma non ce la faccio, sono a digiuno da 24 ore e ho dormito solo 4 ore. Decisamente non sono nella mia condizione migliore.

Ma poi carburo e si comincia a fare quello che ci viene meglio: i cazzoni.

Come sono contento di rivedere queste facce e di conoscerne di nuove, sono contento di viaggiare anche così.

Sono contento e questo è tanto.

Sono a Roma e questo è più che tanto.

Sono a Roma con delle persone a cui tengo e questo è decisamente moltissimo.

Grazie ragazzi.

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 10:58:09 | Permalink | Comments (1) »

Thursday, June 22, 2006

Ecce Estate.*

* L’asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

Le vere stagioni sono due, e due diventeranno perchè l’autunno e la primavera sono già mezzestagioni.” Non ricordo chi quindi metto anonimo.


Italia 2 – Rep. Ceca 0 Siamo stati bravi noi o hanno fatto pena i cechi?

Come ho già detto a me l’estate piace ma non tantissimo. Dal 21 Giugno data del solstizio d’estate i giorni riprendono ad accorciarsi.

E’ iniziata l’estate e per me coincide con un esame e una partita della nazionale.

Arrivare in una Modena simile ad un colossale forno a legna è facile, è più difficile non andare nel panico mentre attendo di essere messo alla prova.

La prova si svolge e la passo. Avvalendomi anche del buon’ umore della mattinata e dal “tifo” di tutti i miei amici informati di questa avventura accademica.

Riesco ad organizzare in tempo record un pomeriggio in dolce compagnia a base di gelato e mondiali di calcio che si conclude con una romantica serata.

La mia estate promette bene.

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 11:19:19 | Permalink | Comments Off

Wednesday, June 21, 2006

Finisce il Ripassone.*

* L’asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

E’ finito il Ripassone per Storia Contemporanea.

E così ho ripassato per 8 ore di fila.

Non ricordo più niente, non capisco più niente, sono solo agitato.

Poi c’e’ Reiki e tutto ritorna al suo naturale equilibrio.

Poi c’e’ lei e tutto è in equilibrio ma con lo zucchero a velo.

Ormai quel che è fatto è fatto, domani dovrò andare alla mia battaglia.

Sono un pò triste però, odio quando inizia l’estate.

I giorni riprendono ad accorciarsi e proprio non mi và.

Viva la luce.

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 11:08:48 | Permalink | Comments (1) »

Tuesday, June 20, 2006

Inizia il Ripassone.*

* L’asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

E’ iniziato il Ripassone per Storia Contemporanea.

Il Ripassone.

Non ne ho fatti molti nella mia vita.

In genere li faccio quando l’esame è molto difficile o molto importante o entrambe le cose.

La Biblioteca di Felino è il mio rifugio, ma è anche l’antro dove alberga Andrea e lui sì che è inesauribile fonte di brio e distrazione!

Non ho concluso tantissimo, ma almeno ho fatto scoprire ad Andrea che film fantastico è “Profumo di Donna” con Al Pacino.

Peccato per il condizionamento rotto.

Peccato per il caldo assurdo.

Non riesco a ragionare, questo esame mi sta succhiando via da tutto, amici, internet, fortuna che è dopodomani.

Comunque sento il “tifo” dietro di me, grazie a quanti mi stanno supportando (alternare la vocale u con la vocale o a piacere) in questi giorni.

Aloha!

 

Posted by S.P.b4 in 11:03:11 | Permalink | Comments Off

Monday, June 19, 2006

Il nemico del buon gusto.

“Muccino è espressivo come una calamita da frigorifero.” – Discussione all’ università.

Le campagne pubblicitarie odierne sono più martellanti di quelle di una volta.

Ad ogni telespettatore con un minimo di raziocinio regalano sensazioni che spaziano dalla noia, all’ isteria alla nausea fino alla perdita di coscienza coincidente all’ ascolto per la cinquecentesima volta nell’ arco di una giornata, dello stesso spot.

A parte la sintomatologia pubblicitaria la cosa che personalmente sopporto di meno è il rovinare volti, paesaggi, personaggi e musiche.

Molto efficaci sotto questo punto di vista sono le compagnie telefoniche le quale hanno sempre una promozione per ogni periodo dell’anno.

Ricordo ancora diversi anni fà il mio odio viscerale nei confronti delle tre donne TIM che giravano in barca.

E già pregustavo scenari alternativi in cui le acque del Mediterraneo erano infestate di squali peggio delle sconosciute Molucche.

Un pubblicitario potrebbe venire da me a dirmi che lui ha compiuto il suo dovere, che la campagna mi ha effettivamente colpito e mi è rimasta in testa.

Poi però dovrebbe andare il medico da lui a dirgli che ho compiuto il mio dovere, che la sedia che brandisco lo ha effettivamente colpito e gli rimarrà il segno in testa.

Andreotti deve aver capito l’effetto collaterale delle campagne pubblicitarie quindi ha pensato bene di girarne uno solo.

Parimenti lungimirante non pare esser stato Amendola il quale forse ha considerato l’opzione espatrio con i quattrini guadagnati prestando volto e voce per le campagne della cinese H3G.

Tutte queste campagne, comprese quelle di Aldo, Giovanni e Giacomo mi scivolano addosso.

Poi un giorno di questi assisto a qualcosa che mi blocca.

Vedo Silvio Muccino – e già questo basta a bloccarmi per diversi minuti- che sulle note di Happy Hour di Ligabue asserisce che in vacanza non gli serve altro che un cellulare.

COOOSAAAA?!

Vogliono rendermi insopportabile una delle canzoni che più mi caricano di energia positiva?!

Vogliono che io associ queste note con la faccia di quello lì?! Che ancora devo capire cosa ci abbia visto di straordinario Verdone!

Non ti serve altro?! Prova a raderti con un cellulare, usalo come cartaigienica, lavatici i denti!

NON SERVE ALTRO!? DA VIAGGIATORE MI SENTO OFFESO DA UNA SIMILE AFFERMAZIONE!

UN CERVELLO ECCO CHE SERVE!

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 10:14:49 | Permalink | Comments (6)

Sunday, June 18, 2006

Risate.

“Buongiorno, posso darle del tu?”

“Certo!”

“Ma Vaffanculo!”

Gino Bramieri.

In questo Paese non si ride più. Insomma ci siamo presi e abbiamo preso in giro il mondo anche nei momenti più bui della nostra storia, abbiamo scherzato su tutto. Oggi invece abbiamo la comicità da fast-food, le barzellette come quelle di Gino Bramieri non le racconta più nessuno.

Gino, che nostalgia con le sue barzellette avrebbe smontato chiunque allo Zelig.

Non che i cabarettisti non siano bravi, anzi. Tuttavia Gino Bramieri era comico, cabarettista, attore e sopratutto barzellettiere.

C’e’ stato un tempo in cui essere un barzellettiere era motivo di ammirazione, per alcuni anni venne anche messo in onda un programma in cui gli italiani provavano le loro doti di barzellettieri.

Ma vuoi una scarsa gestione del contenitore e una non troppo brillante conduzione affidata a Pippo Franco il programma andò scemando in qualità con gli anni fino ad essere cancellato.

Io sono del 1982 e se penso che solo quelli della mia generazione conoscono le “barze” del tipo “Ci sono un italiano, un francese e un tedesco…” goliardiche eredità di un Europa non ancora tale (la è forse adesso?) mi rattristo.

Per molto anni da piccolo mi sono allenato a raccontare le barzellette, e tutti sapevamo che sarebbero state più divertenti se raccontate alla fine di una serata e non prima, forse perchè il senso di sazietà e benessere le rendeva più esilaranti.

Ricordo ancora le delusioni derivanti dal fallimento di raccontare una barzelletta ascoltata altrove che a me sembrava grandiosa e ai miei amici no.

O i volti di quanti non le capivano subito e scoppiavano a ridere dopo qualche secondo.

O i volti di quanti non le capivano MAI.

Una barzelletta si differenzia da una freddura perchè dura di più, è una breve storia che deve essere narrata e mimata ad arte.

Una volta eravamo un popolo di attori, tutti attori pronti a ridere e a commediare.

Ci hanno lasciato la tragedia con qualche sprazzo di riso bisogna essere professionisti.

Se ve la ricordate raccontate una barzelletta, anche se non farete ridere il vostro pubblico avrete allungato la vita di questa antichissima tradizione.

Aloha!

Posted by S.P.b4 in 10:05:30 | Permalink | Comments (3)