Mi è successo ieri sera, durante il Reiki. Ero senza occhiali, come di consuetudine durante i trattamenti e ho guardato un cartellone in fondo alla sala. La mia miopia non mi permetteva di capire cosa ci fosse scritto. Allora ho chiuso la mano "a cannocchiale" e ho guardato dentro. Ovviamente le parole erano sempre sfocate e illeggibili. Poi però ho notato una lettera, attraverso una asola formata dalle pieghe del mignolo. Una sorta di buco nel cannocchiale.
E ci sono rimasto di merda.
Leggevo! Senza occhiali, ma leggevo.
Ho provato a fare la stessa cosa con l'altro occhio ed ho ottenuto il medesimo risultato.
Ho chiesto ad altri miopi presenti di fare altrettanto e anche loro riuscivano a leggere!
Allora ho guardato i miei occhiali e ho cominciato a chiedermi se non esista una soluzione alternativa ai disturbi della vista come il mio.
Che io abbia scoperto il segreto di Pulcinella?
Nota particolare su ieri sera: Nel gruppo Reiki si è unito un nuovo ragazzo, che mi è sembrato fin da subito di conoscere. O di averlo gia' visto almeno. E cosa scopro? Che un paio di settimane prima che lui iniziasse Reiki, io avevo fatto la spesa dove lavora come cassiere e l'avevo salutato dopo alcune compere.
La cosa "buffa" è che in quel supermercato ci sono almeno 40 casse, e io non ci vado praticamente mai! Ancora piu' buffo il fatto che lui si ricordasse di me perche' l'avevo salutato per nome (avendolo letto sul badge) cosa inusuale per il cliente medio. Che razza di coincidenze!
Nota di colore: Durante una cena tra erasmus ero seduto vicino a questa ragazza spagnola studentessa in medicina e, così come se nulla fosse mi giro e dico: tu suoni il piano. Lei mi guarda tra lo stupito e il sospettoso e dice: Sì....ma.. tu come lo sai?
Ecco un estratto del discorso di Chaplin ne "Il Grande Dittatore" (consiglio di ascoltarlo se possibile o direttamente dal film o in file musicale). Oreste Lionello ha dato corpo a queste parole doppiando Chaplin.)
"Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c'è posto per tutti. E la buona terra è ricca e in grado di provvedere a tutti. La vita può essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l'animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso l'infelicità e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi dentro. Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha resi cinici; l'intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto. L'aereo e la radio ci hanno avvicinati. E' l'intima natura di queste cose a invocare la bontà dell'uomo, a invocare la fratellanza universale, l'unità di tutti noi. Anche ora la mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che costringe l'uomo a torturare e imprigionare gli innocenti. A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L'infelicità che ci ha colpito non è che un effetto dell'ingordigia umana: l'amarezza di coloro che temono la via del progresso umano. L'odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. E finché gli uomini non saranno morti la libertà non perirà mai. Soldati! Non consegnatevi a questi bruti, che vi disprezzano, che vi riducono in schiavitù, che irreggimentano la vostra vita, vi dicono quello che dovete fare, quello che dovete pensare e sentire! Che vi istruiscono, vi tengono a dieta, vi trattano come bestie e si servono di voi come carne da cannone. Non datevi a questi uomini inumani: uomini-macchine con una macchina al posto del cervello e una macchina al posto del cuore! Voi non siete delle macchine! Siete degli uomini!"
"Perchè mi tenete qui? Perchè mi fate tutte queste domande!?"
"Ma niente, si tratta di... una pura formalità."
Questo film mi è capitato tra le mani dopo una cena in cui si e' parlato sopratutto di teatro. Per prima cosa lasciatemi dire che tutti i motivi per cui mi è stato caldamente consigliato si sono rivelati fondati. Personalmente lo trovo un bel film, con una proporzione positiva di recitazione, regia, fotografia, e sceneggiatura.
A proposito della trama: prendete uno scrittore, fermato dalla polizia nel pieno della notte sotto un'acquazzone e in mezzo a una strada, privo di documenti e mettetelo in un commissariato dimenticato da Dio alla presenza di un commissario appassionato di libri. Lo scrittore (Gerard Depardieu) e il commissario (Roman Polansky) si sfidano in un incalzante botta e risposta che terrà lo spettatore in tensione fino alla fine.
Segnalo anche la presenza di un giovanissimo Sergio Rubini nei panni di uno dei polizitti del commissariato.
Consiglio questo film a tutti, magari durante un temporale autunnale.
Tuttavia credo sia il caso di migliorarle quanto basta per poter dire: "non vanno bene, vanno alla grande!".
Quiindi, qui lo scrivo e qui lo confermo: d'ora in poi mi impegno solennemente a non pensare, scrivere o in alcun modo collegare eventi presenti e futuri con quelli che ho passato un anno fa.
Basta.
E' solo una strana coincidenza che su 365 giorni la mia ex coinquilina si sposi proprio il giorno in cui un anno fa io cominciavo a stare male.
Questo fine Ottobre e' diverso!
Spero solo di non star prendendo in giro me stesso.
Questo post l'avevo concepito esattamenteil 10 luglio 2006. Chissà perchè lo scrivo solo oggi.
Sono passati solo pochi mesi, ma gia' faccio fatica a ricordare con precisione tutti gli eventi del 9 Luglio 2006.
Il giorno in cui l'Italia del calcio ha salutato i mondiali del 1982 e dato il benvenuto a quelli del 2006 consegnando alla storia i giocatori, l'allenatore e un quarto titolo mondiale.
Quel giorno tutto e' andato semplicemente come doveva andare:
Domenica mattina, stanco marcio ma con la sveglia alle 7 per poter andare a prendere una ragazza a Parma. E' una splendida giornata estiva, non troppo calda ma con i colori brillanti. A S.Polo c'e' di che far colazione e per lei assisto anche a una messa (la prima dopo ANNI) senza essere vittima di autocombustione spontanea o venir fulminato.
Arrivare in cima a Bismantova è sempre un piacere, solo che mai mi era capitato di salire e trovare un cielo cosi' azzurro con l'erba ingiallita dal sole e una marea di farfalle. Oggi mi chiedo come ho fatto a scendere da lassu'!
Poi il pranzo a Canossa. E il pomeriggio a casa mia.
Con la scaramanzia che la fa da padrona, devo essere vestito come con la magica semifinale contro la Germania: pantaloncini bianchi e camicia azzurra con spilletta dell' Italia. E non può mancare la vera canzone di questi mondiali: "Siamo una squadra fortissimi" di Checco Zalone, resa disponibile gratuitamente da Deejay.it
E poi da Carla per fare il gruppo di tifo con Irina, Cecile, Omar! E in piazza una marea di bandiere con ben due megaschermi uno peggiore dell'altro, ma che importa l'importante e' tifare.
E il valzer tra un megaschermo e l'altro per capire dove si veda meglio, capendo che comunque e' un casino, dividendosi.
Poi il rigore di Zidane e l'impressione che l'abbia sbagliato per rimanere tutti sbigottiti scoprendo che il gol c'e': ... ma come? ma cazzo.. ma noo.
Io che la meno con la storia dell' Inno di Mameli e dei versi che dicono "Se uniti noi siamo chi vincer ci può?" e invito tutti a stringersi.
Ed arriva il pareggio siglato da Materazzi, che ancora molti chiamano Macellazzi ed è il delirio come non l'avevo mai visto a Parma.
Poi arrivano i supplementari. Sempre loro, l'incubo. Cala uno strano silenzio in Piazza Garibaldi, tutti ci ricordiamo fin troppo bene la finale degli europei nel 2000. Il dejavù, francese di pronuncia e fastidioso come uno stormo di zanzare ci obbliga a fissare le immagini che giungono dall' Olympiastadion di Berlino.
La situazione non si sblocca. Zidane, che in seguito vincerà il premio come miglior giocatore dei Mondiali viene espulso per una testata su Materazzi a gioco fermo mentre l'arbitro non sta guardando. La carriera di Zidane si chiude con un cartellino rosso in mondovisione che lo costringe a tornare negli spogliatoi passando accando alla coppa del mondo.
Ed ecco i rigori. Altro dejavù che questa volta sembra portoghese, che porta i piu' a pensare a quella finale di Pasadena durante i mondiali 1994 in Usa. Baresi e Baggio non sono in campo ma è difficile non pensare a loro.
Poi succede. Un' onda emotiva ci travolge tutti, è inarrestabile, ci si abbraccia, ci si bacia si urla. C'e' chi piange, c'e' chi rimane di sasso. Per molti e' una sensazione unica, mai provata prima e narrata solo dai genitori o dai parenti piu' grandi. Ed' e' bellissimo, i cori sono spontanei di tutti i tipi.
Dall' inno di Mameli, al ritornello di Seven Nation Army dei White Stripes che poi sarà conosciuta come Pooo popopopo.
Il Megaschermo ci manda le immagini dei giocatori e delle altre piazze italiane in delirio: Milano, Bari, Roma e Napoli dove invece si vede soltanto un inquietante nuvola rossa...
Io, sventolo la mia bandiera italiana, per me enorme per poi trovarne una mastodontica a barriera repubblica. Una bandiera con un palo di almeno 8 metri sventolata da due persone e grande quanto la facciata di una casa.
Il traffico non esiste, sono solo macchine che si muovono convulsamente con clacson e grida.
La gente getta gavettoni dalle finestre. C'e' chi pensa che siano francesi e si creano gruppi spontanei di sfotto' sotto le finestre degli scaricatori d'acqua.
Siamo stravolti, andiamo in Piazzale delle Pace dove il prato e' pieno di gente stravolta coi colori dell' Italia, un' orgia di verde, bianco, rosso e azzurro.
Non mi sembra giusto fermarci ORA, non sono pago. Convinco gli altri a girare ancora, a far casino, a schiamazzare, a gioire. Io e Carla abbiamo dei tamburi artigianali ricavati da bidoncini dell'azienda e li suoniamo con cucchiai di legno.
E poi tutti ad attaccare E LA FRANCIA NON CANTA PIU'! o anche OH FRANCESE NON T'INCAZZARE, L'IMPORTANTE E' PARTECIPARE!
Emanuele vistosamente sbronzo sembra l'allegoria dell' Italia e della statua della liberta' con tutti i vari amenicoli tricolore che porta addosso.
Poi trovo un secchio di latta ed impazzisco. Lo suono facendo un casino tremendo dando il tempo ai piu' eterogenei gruppi di tifosi da via Repubblica al Ponte di Mezzo.
Sto urlando da almeno un'ora e sento la gola bruciare e la voce abbassarsi, ma non mi importa. Questo momento devo goderlo fino in fondo. L'ho atteso da troppo tempo.
Mi si affianca un ragazzo con una pentola e ci diamo il ritmo a vicenda, intanto la citta' comincia a svuotarsi.
Parmigiani o parmensi son sempre loro, riescono a essere sottodimensionati anche col tifo.
Rimango con Irina e decido che bisogna provare anche a fare il carosello con tanto di musica a palla e clacson tachicardico. Giriamo un pò tutta la città, le altre macchine ci affiancano, le persone ci fermano, per fortuna nessuno se la prende con la mia Yaris, è solo festa e delirio.
Radio Deejay manda degli spezzoni della telecronaca di Fabio Caressa commentatore di Skysport sulle note di SevenNation Army assieme a musiche incalzanti, e festose tra cui Shout dei Blues Brothers.
Lascio Irina davanti al suo cancello e mi dirigo verso casa mentre una luna piena mi dice che questa giornata non posso dimenticarla. Campioni del mondo. Siamo campioni del mondo.
Ed ecco che arriva il momento di intervistare StefsTM. Parliamo del tuo nickname, perchè proprio StefsTM?
Sono molto legato al mio nick. Anche perchè è il frutto di diverse esperienze reali e internautiche. Nel 1998 ospitai due australiani per uno scambio internazionale tra il mio liceo e il loro. Quando se ne andarono mi lasciarono diversi regali tra cui un biglietto che diceva "Thanks for all the good times Stefs, we'll miss you." . Il TM che poi sarebbe ™ ha un duplice significato: ™ come Trademark ovvero un marchio registrato, qualcosa che è illlegale imitare data la sua unicità, e sopratutto è l'abbreviazione di The Mad. Due frasi che preferisco per riuscire a sopravvivere al giorno d'oggi sono "L' ironia ci salva dalla follia" e "I pazzi vedono i normali pazzi e i pazzi normali."
Chi è StefsTM?
Scopritelo. Fine dell' intervista.
Ma come...tutto qui?
No, volevo dire anche grazie per l'intervista, e Tibet Libero!
ATTENZIONE! IL POST CHE STATE PER LEGGERE E' MOLTO LUNGO!
"Adoro l'odore del napalm a colazione, sa di .... napalm!"
Un altro giorno e' iniziato da diverse ore e so che per me sarà lungo e impegnativo.
Essenzialmente un blog non è un luogo molto democratico comunicativamente parlando dato che, il blogger scrive e gli altri commentano. Poi se Sua Maestà Blogger vuole dire qualcos'altro al massimo abbozza un commento. O più semplicemente non scrive niente e rimane a meditare/ignorare gli scritti altrui. Un blog forse è una manifestazione edonistica moderna, che ormai appartiene alla realtà quotidiana.
Mi sono sempre definito un buon lettore e un buon ascoltatore quindi invece di replicare a ogni singolo commento sui miei precedenti post ho deciso di creare questo post apposito (Argento ai campionati interregionali di cacofonia).
2 - ti auguro di tutto cuore di riuscire nei tuoi intenti, che tu ritrovi il piacere della vita solitaria (che può essere molto soddisfacente), così come un equilibrio che non dipenda più dal giudizio altrui... purchè il tuo messaggio sia mosso da una sincera e matura convinzione e non sia piuttosto quello della volpe all'uva...In bocca al lupo. (Comment this)
Written by: Anonymous at 2006/10/16 - 10:01:18
Grazie dell' augurio, lo apprezzo molto. La vita solitaria è un piacere? Lo è quella di coppia? Forse sono nel torto a considerarle entrambe piene di pro e contro. Questa storia dell' equilibrio basato sull' altrui giudizio mi e' gia' stata riferita da altre persone e quindi non mi stancherò di ripetere il mio punto di vista anche a te (Che piu' che anonymous mi suoni Irinymous): Essere apprezzati è un piacere, su questo non ci piove. Per quanto si possa essere distaccati o con un ego pompato come il mio bisogna fare i conti con la realtà: non siamo soli. Quello che cambia da persona a persona e' essere giudicati o schematizzati- se non addirittura tratteggiati per supposizioni e pochi elementi a disposizione- come persone che non si e'. L'effetto che ha su di me un tale fenomo e' quello di reale fastidio perche' conoscendomi meglio di chiunque altro mi rendo conto che ciò che sono ( e no, non ciò che vorrei essere) non arriva intatto a chi mi frequenta. Molte volte il messaggio è disturbato se non totalmente differente da quello che voglio trasmettere. Questo però è il mio modo di essere e non è la mia missione combattere contro le concezioni e percezioni altrui. Parlando di equilibrio: nella nostra società la concezione di equilibrio è legata sopratutto a quello mentale, così che una persona squilibrata sia negativa e pericolosa. Ritengo che esistano più equilibri quindi la tua affermazione non mi e' cihara. Non ho bisogno di chiamare altri a testimoniare perche' deve bastarti la mia parola quando ti dico che personalmente vivo col "mio equilibrio" che non comporta l'essere sotto esame altrui. Anzi il piu' delle volte mi fiondo in situazioni e azioni totalmente imbarazzanti e fuorvianti o dico cose che dovrebbero farmi temere il sopracitato esame. Unica eccezione? Mi vesto più elegante del solito quando esco e so che potenzialmente potrei incontrare una ragazza interessante. Sono falso per questo? O più semplicemente anche l'occhio vuole la sua parte e le regole non le ho scritte io? La volpe e l'uva è una buona favola di Esopo, quello che non mi quadra è: quanti di noi continuerebbero a cercare di arrivare all'uva senza sfibrarsi? C'e' anche altra frutta. O piu' semplicemente c'e' una pausa per meditare metodi migliori o se valga realmente la pena di sbattersi per giornate intere per arrivare a un cazzo di grappolo quando questo lo si può ottenere in svariati modi. Esopo è vissuto migliaia di anni fa. Teniamo in conto anche questo. O per essere più moderni, è facile predicare bene ... sì insomma... son tutti froci col culo degli altri.
3 - Concordo con Capelli.
E poi a me sa tanto di cazzata. (personalmente parlando)
Ognuno fa la scelte che ritiene più opportune e ti appoggerò anche in questa.
Però lo sai che non condivido, perchè sempre più una mancanza di voglia di lottare e questo da te non lo accetto.
Certo che a volte una pausa serve...
Costui è mio fratello, e ogni cosa che dica e che faccia mi convince sempre più di questa sua natura. Come ho detto prima "per un pò" non significa "definitivamente" (altrimenti avrei scritto così) , io non mi ritiro dalla battaglia o dallo sforzo per arrivare all'uva (compari reggiani userebbero altro frutto in questa situazione), più semplicemente mi concedo il "riposo del guerriero" , la tregua dell' assediante chiamatela come volete, di mio posso dirvi che già a distanza di qualche giorno da questa decisiione mi sento meglio perchè ho liberato buona parte del mio cervello. Per rendere l'idea la sensazione è piacevole e assimilabile a quella di quando appoggiavamo a terra gli zaini con i libri troppo pesanti. Ve la ricordate?
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Riesco a "sentire" molto bene quello che scri