31/05/06

Il Malato: immaginario.*

* L'asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

"Il Malato Immaginario" è una commedia di Moliere in cui un ricco signore si fa abbindolare da avidi dottori i quali pur di spillargli denaro non fanno altro che confermare le sue paranoie sul suo stato di salute.


"Il Malato: immaginario" è una tragedia postmoderna basata su un giovane ragazzo ( e il suo immaginario appunto) che si fa abbindolare da astrusi pensieri altrimenti detti "seghe mentali" mentre è costretto a camminare il meno possibile a causa del dolore di una ferita operatoria al piede in via di guarigione.

Il pomeriggio post-operatorio in casa era passato discretamente bene.

Passettini, Skycinema, Passettini, Skycinema, Sms, Skycinema, SegheMentali, Skycinema, SegheMentali, Sms, SegheMentali, Telefono, SegheMentali.

Il giorno dopo fu dedicato esclusivamente alle seghe mentali.

Ho visto Collision e mi è piaciuto. Un bel filmozzo sentimentale ben interpretato.

Ho visto Supersizeme e mi è sembrato un pò una cazzata.

Se tutti i giorni andassi a fare la colazione al bar, il pranzo al ristorante e la cena in trattoria... beh anch'io rischierei di rotolare sul mio lardo avvicinandomi a grosse falcate verso l'infarto e Dio sa cos'altro.

Le seghementali hanno occupato buona parte della mia degenza.

L'idea di rivederla (finalmente) è un buon mangime per le seghementali. Il fatto che non risponda agli sms (ormai ne sono certo, troppi) è un ottimo mangime.

Che farò? Che dirò?

Sono arrivato - e qui lo dico e qui lo confermo- a pensare a un discorso. Qualcosa che inizialmente faceva così:

"Ciao come va?"

"Bene e tu?"

E poi il discorso che si snodava con me che dicevo a raffica le scuse per gli sms vari e le dicevo non troppo velatamente che mi piaceva.

Poi verso sera mentre era letteralmente TORNATO L'INVERNO (a causa del rumore, della luce, del freddo potete anche sostituire la lettera V con la lettera F) avevo deciso che non potevo zerbinarmi e chiedere solo scusa, orca zozza qualche scusa la meritavo anche io!

Ah l'orgoglio.

Poi c'e' stato Reiki, e sono stato meglio.

Non so se si sia capito, ma in questi due giorni di degenza zoppicante non ho fatto molto. Sopratutto seghementali e telefonate agli amici per non sentirmi troppo solo col mio piede dolorante e per sentire la loro opionie sui miei propositi.

La cosa più bella che mi sia capitata è stato il tramonto mentre mio padre mi portava a Reiki.

Ragazzi, che colori, il cielo ad oriente era ROSA. Qualcosa di assolutamente inenarrabile a parole.

E quando si vedono degli spettacoli così, senza biglietto, senza spendere niente, beh in quei casi fà piacere essere esseri umani.

Aloha!

Posted by StefsTM at 10:39:43 | Permanent Link | Comments (4) |

30/05/06

Taglia e Cuci.*

* L'asterisco indica che il post è stato scritto nei giorni seguenti ai fatti narrati e non nel giorno indicato dalla data

"Mi devono togliere un neo! Cosa vuoi che sia?"


Ah, la cittadella ospedaliera di Parma.

Immaginate una serie di palazzi svizzeri, con gli orologi precisi come gli svizzeri, frequentati da svizzeri, che parlano svizzero, e seguono indicazioni infallibili come solo quelle svizzere possono essere.

Immaginato? Bravi.

Ora al posto degli svizzeri mettete "italiani". Che però si esprimono in svizzero.

Tremendo.

Semplicemente Tremendo. L'apoteosi della commistione tra il mitologico Labirinto con Minotauro e il più improbabile dungeon di Dungeons & Dragons.

Girare con un foglio in mano dove non c'e' disegnata una mappa ma solo 9 lettere circa che dicono DIP.DERM AMB 1 PRIM PIAN. ecc ecc è un'esperienza... notevole.

Alla fine comunque ce l'ho fatta. Dovevo fare un intervento di crioterapia e invece mi sa che mi hanno affettato (non mi piace il sangue, sopratutto se è il mio quindi non saprei dire che tipo di intervento abbiano effettivamente eseguito sul mio piede).

Il tutto inizia con chiacchiere rilassate:

"ah come và, ah il tempo, sì si tolga le scarpe e le calze, sì si stenda qui, ha già fatto anestesie locali? Tipo dal dentista?"

"Eh va bene, sì fa freddo, ok dove le metto? Va bene Dottore mi stendo, sì le ho fatte dal dentista."

"E' allergico? Effetti collaterali?"

"Beh... sbavavo."

"Però tutto bene? Ma sbavava dopo no?"

"Sì, come un Rotweiler".

"Ok, ecco la parte più fastidiosa, sentirà un pò di dolore"

"Ahi..mhh...ahia...ok"

"Sente ancora pungere?"

"No"

"Adesso?"

"No"

"Adesso?"

"No"

"Adess.."

"AHIA!SI'!"

"Ok, gliene faccio un'altra".

Guardo il soffitto, là in fondo c'e' sangue e qualcuno che armeggia con la mia carne ma io non sento niente.

Oh, sta già mettendo i punti! Ehi ma... oddio.. ma... che sensazione orribile!!! Sento il filo scorrere!!! Penso che sia il caso di farglielo presente:

"Dottore, ho una strana sensazione, mi sento come il tacchino che viene ricucito dopo essere stato farcito!"

"Tranquillo, abbiamo quasi finito"

E finiscono.

"Può camminarci sopra, non può correre, saltare e faccia attenzione a fare le scale."

"Dottore, quando potrò guidare?"

"Hmmm in un paio di giorni"

Dentro di me penso: "perfetto!Potrò andare alla grigliata!"

Saluto e me ne vado.

Zoppicando....

Posted by StefsTM at 09:59:46 | Permanent Link | Comments (2) |

29/05/06

Cotto a fuoco lento.


La lingua italiana è fenomenale per quantità di espressioni colorite con cui descrivere stati d'animo o situazioni.

"Lascia che si cuocia nel suo stesso brodo".

Oggi ho fatto un minimo di chiarezza mentale tenendo a bada queste dannate farfalle nello stomaco e ci sono arrivato:

mi sono preso una sbandata, una cotta.

Gente, erano almeno 6 anni che non mi prendevo una cotta!!!

E questo ovviamente mi aveva portato a pensare che "le cotte" fossero una prerogativa del periodo in cui siamo dei teenagers.

Ho 23 anni dannazione e la situazione mi mette in svantaggio nel tentativo di costruire una qualsiasi relazione.

Che palle non partire alla pari, voi correreste una maratona con un sacco di mattoni legato dietro la schiena?

Ah ovviamente c'e' anche il bonus: la maratona a un certo punto finisce, che vi piaccia o no e non potete farci assolutamente niente.

E' possibile che negli ultimi anni non mi concedessi il tempo di "cuocermi". Sorvolando i periodi in cui sono stato accoppiato, è sempre funzionato nello stesso modo: lei mi piaceva, ci frequentavamo, la corteggiavo e se andava bene tanto meglio.

Penso che le donne apprezzino questo modo di fare, un approccio neutro da semplice interessato e non da "ho preso una cotta per te."

Qui invece o tiro fuori le mie doti teatrali o sarò troppo riconoscibile.

Entrare nel tunnel degli zerbinanti non mi attira affatto. Li avete mai visti gli zerbinanti? Il loro partner potrebbe calpestarli dopo aver fatto una marcia militare in mezzo al letame e loro non batterebbero ciglio. Anzi forse sorriderebbero pure!

E visto che queste sono palesi seghe mentali a cui non posso sottrarmi la domanda è:

Quanto è sottile la linea rossa che separa un genuino corteggiatore da un fastidioso molestatore? Quando si passa dal fare pressioni per incontrarsi (to push) al far sentire l'altro a disagio per attenzioni eccessive(to stalk)?

Un lato positivo in questo stormo di masturbazioni psicologiche c'e': mi è chiaro come sia stato colpito in uno dei miei talloni d'Achille:

In passato ho sempre "battuto il ferro finchè era caldo", non lasciando passare molto tempo senza comunicare e creare occasioni di ritrovo e svago o conoscenza reciproca.

Qui complici anche i miei "arresti domiciliari" e l'assenza di un qualsivoglia messaggio mi sono letteralmente "cotto nel mio brodo" per diversi giorni. Aggiungiamoci i castelli mentali che uno edifica quando è interessato a una persona e questa sembra non considerarlo.

Più passa il tempo e più sento odore di lesso, voglio uscire da questa pentola maledizione! Io non sono un quarto di manzo, mi sono sempre considerato alla stregua di un filetto alla Stroganoff!

Occhio gente, le cotte arrivano anche dopo i 19. Forse voi lo sapevate, io non lo sospettavo.

E non tiratemi fuori "L'ultimo bacio" che di filmografia ne ho abbastanza per il momento.

Aloha!

Posted by StefsTM at 14:09:55 | Permanent Link | Comments (9) |

Prima del salto.

Sono teso come la corda di un violino. Sono qui a pensare prima del salto.


Lo devo fare. Lo sto per fare. Lo faccio?

Cos'e' questa stretta che mi prende lo stomaco e la gola mentre fisso la tastiera del telefono?

Questi sono quegli istanti che dilatano il tempo, gli stessi che si provano quando si deve scegliere una direzione ad un bivio sconosciuto, o si deve saltare da un luogo troppo alto per definirsi "volo" e non "tuffo".

Questo sono gli attimi prima del salto, quando puoi ancora decidere di non saltare, perchè sai che una volta lasciata la terra alle spalle sarà solo questione di bravura e di fortuna: un buon tuffo contro un' entrata in acqua di pancia o di schiena... altamente dolorosa.

Hanno una bellezza tutta loro questi attimi, come quando sulle montagne russe arrivi all' apice della salita e il cassonetto su rotaie rallenta, ti concede la visione di quello che stai per affrontare, e il cuore, lo stomaco e il cervello cominciano a chiedersi chi dei tre stia messo peggio.

Sono messo male gente, sono messo molto male se affronto il tutto in questo modo.

Troppa esitazione e finisce male, troppa fretta e finisce peggio.

 

Basta.Io salto.  

Posted by StefsTM at 11:50:40 | Permanent Link | Comments (2) |

28/05/06

Uno strano sorriso.

Ho l'aria da beota. Felice, ma beota.


Eppure il tempo si è guastato.

Eppure non ho ricevuto nessun sms.

Eppure sto per andare nuovamente ai miei "arresti domiciliari".

Poco importa. Da oggi ho fatto un passo avanti nel mio cammino spirituale, e se quanto mi è stato detto, della mia rinascita, che dai miei errori, fallimenti e sconfitte nascerà un nuovo successo, dicevo e se quanto mi è stato detto non sarà vero non mi interessa.

Forse mi importa poco anche perchè mi è stato detto di seguire il flusso evitando di essere pigro ottenendo l'integrazione.

Basta aspettare, è tempo di mettersi in opera, di entrare in azione, di entrare in scena.

Poi come si faccia a seguire il flusso e al contempo non perdere tempo entrando in azione... lo scoprirò.

Fate il tifo per me, io lo farei per tutti voi.

Aloha e grazie!

Posted by StefsTM at 17:42:54 | Permanent Link | Comments (2) |

Dal tramonto all' alba.


Oggi il cielo è di un azzurro intenso, roba da togliere il fiato a chi lo sa apprezzare (il cielo, non il fiato).

Si prospetta un' ottima giornata su tutti i fronti, spirituale, fisico e sociale. Una di quelle Domeniche che fanno sì che il lunedì sia solo un giorno come un altro e non il temuto e odiato "inizio settimana".

E' incredibile come una notte modifichi tutto, cosa combiniamo dentro noi stessi mentre dormiamo... si chiude gli occhi, e "PAF!" li si riapre con un sorriso che un nuovo giorno è cominciato, e le sensazioni e i pensieri della sera prima sono svaniti.

E parliamone un momento di ieri sera: in una condizione simile agli arresti domiciliari con tutti gli episodi di LOST in lingua originale, più Il Re Leone, Il Grande Dittatore, Taxi Driver e Brancaleone Alle Crociate. Solo DVD, niente TV. Ragazzi, ieri il mio ottimismo è stato messo a dura prova, ho inviato alla ragazza a cui penso un sms e non ho ricevuto risposta. Problemi comunicativi? Problemi di linea? Problemi di credito? Problemi di stomaco? Almeno 18 dei miei amici sapevano delle mie condizioni di carcerato.

Sono rimasto da solo. Ho fatto fatica ad addormentarmi, vuoi per la rogna di non aver ricevuto visite o segnalazioni di spontanea solidarietà (a parte da persone impossibilitate fisicamente a raggiungermi per motivi logistici), vuoi per i millemila rumori scrausi, vuoi per i pensieri che viaggiavano verso il buco nero del "ma perchè cazzo non mi ha risposto"?

E quando siamo da soli si pensa parecchio, mi sono messo a guardare le stelle pensando che almeno una sarebbe cascata ma lo spettacolo della volta costellata di puntini luminosi era godibile anche senza desideri da esprimere.

Alla fine mi sono risolto a stare dalla parte pericolosa del coltello, quando la rivedrò le dirò che se prima volevo conoscerla adesso vorrei frequentarla, che è un peccato avere così poco tempo, che qualcosa mi spinge verso di lei perchè non so se inel suo paese siano molti quelli come me, ma so di sicuro che in Italia ce ne sono poche come lei e che è stata per me una fortuna incontrarla. E se andrà male forse vorrà dire che l'onestà non paga.


E' stata dura addormentarmi ieri notte, è stata molto dura. Ma come ho detto basta chiudere gli occhi e "PAF!" è già uno splendido mattino.

Grazie a questa magica metamorfosi mi sono alzato col sorriso, ho stonato sotto la doccia e sono andato a salutare mia madre. La quale stava già scivolando lungo la ripida china della disperazione: il freezer aveva cessato di freddare. Dopo aver eseguito le manovre comuni al genere umano intero consistenti nell' assestamento di un paio di cazzotti o calci dove si crede si annidi il male dell' elettrodomestico o del macchinario in questione; la giornata sembrava aver preso una brutta piega.

Intendiamoci per me la rottura di un elettrodomestico è sì una rogna, ma non utilizzandoli parecchio non ho una percezione "reale" del danno, solo dopo aver visionato la mole di alimenti conservata in quel sarcofago ghiacciato ho realizzato che "sì, forse abbiamo un problema".

Non potendo fare come Joey in Friends il quale mangia letteralmente tutto ciò che si trova nel frigorifero al momento che quest'ultimo cessa di funzionare, l'unica soluzione era quella di aspettare e fare un ponte aereo con un altro freezer più piccolo comunque abbastanza saturo. Perchè ovviamente dove li trovate degli elettricisti la Domenica mattina?

Maledizione, la mattinata era iniziata così bene! C'era anche il ragù a cuocere a fuoco lento.... con quel profumino inconfondibile... ahhh..

Insomma gente, lo sapete voi e lo so io: a stomaco pieno si ragiona meglio.

Consumata la mia fetta di pane e ragù sono tornato a vedere come procedesse il ponte aereo.

Per dirla tutta, i tentativi di controllare che la presa di corrente fosse funzionante erano stati 3, ora non rimaneva altro che recitare il requiem dei refrigeratori e dare una degna rottamazione al cassone. Eppure, con fare sconsolato mia madre tenta di inserire per l'ultima volta la spina e un sommesso ronzio si fà strada dalle viscere del' ormai miracolato freezer!

La giornata è ancora lunga, ma perchè non essere ottimisti?

Posted by StefsTM at 09:00:48 | Permanent Link | Comments (1) |

27/05/06

Un rito dopo l'altro.

Uff... sono sveglio dalle 3:15.


Mi cala la palpebra in questo Sabato che si preannuncia molto bello almeno sotto il profilo meteo. Cosa mi ha fatto svegliare così presto?

Sarà stato l'essere andato a letto con le galline?

Saranno stati i toast?

Saranno stati i pensieri?

Probabilmente sì, saranno stati loro, giustamente c'e' una clausula vessatoria nel contratto "come mi sento bene".

Questa clausula prevede che l'euforia e la speranza verso certe incombenze si miscelino neanche troppo equamente con dubbi e pensieri nefasti.

E questo è male.

Tutti questi sono caratterizzati dalla parola SE. Ecco a me i SE mi mandano sul sentiero di guerra, e siccome sono un pacifista preferirei di gran lunga correre nudo in mezzo a un campo di ortiche.

E SE non le piacessi?

E SE non ci fosse abbastanza tempo?

Ovviamente la diretta conseguenza del porsi delle domande è darsi delle risposte.

E questo è peggio.

Perchè le risposte sono ovviamente negative: Non le piacerò. Non c'e' abbastanza tempo.

Beh e allora se morte deve essere che sia rapida e indolore! E invece no, nella vasta gamma del "tutto è possibile" il tempo gioca come una tortura cinese.

Mi sembra logico che se si ha una buona considerazione di sè stessi si cerca qualcuno verso cui si abbia la medesima considerazione se non migliore (ma in tal caso partirebbero dei tremendi sensi di inferiorità).

Ho atteso mesi per riprovare questi sentimenti, questa leggerezza, ma stavolta mi si pone davanti il tutto a condizioni e tempi prestabiliti.

Felicità a orologeria. Nella vasta gamma delle imprecazioni pescatene una a piacere.

Le lancette ticchettano verso il futuro, e allora se già sappiamo che finirà, se abbiamo una data, perchè allora non smontare i riti.

Un rito dopo l'altro, è così che funziona. Colloquio di lavoro-Attesa-Conferma-Lavoro. Sipario-Spettacolo-Applauso-Inchino-Sipario. Appuntamento-Evoluzione o Involuzione-Conseguenze Varie. Ogni "-" è un periodo indefinito di tempo. Io non ho tutto questo tempo.

Questa cosa dei riti mi manda in paranoia suicida, sento vera e propria attrazione verso di lei, magnetismo allo stato puro, ed è dura che accada. Bene è accaduto, ora ce l'ho in testa assieme a Storia Contemporanea.

E allora la prossima volta che la vedrò, e vorrei che fosse prestissimo(altro segno che le cose per me si stanno mettendo male) dovrò sorridere perchè mi toccherà perpetuare il rito, dovrò mettermi in gico al meglio che posso, corteggiandola, non potrò dirle di questa "magia", dei miei pensieri, perchè se lo facessi -e ammettiamolo, non ci sarebbe NULLA di male a farlo- dicendo: "Ascoltami, ho voglia di frequentarti, di farti sognare, di farti ridere, di incuriosirti e di sorprenderti, voglio sfruttare al massimo il tempo che ci è concesso perchè so che è limitato. E' maledettamente limitato. Mi piaci, mi attrai, mi hai stregato!" poi dovrei affrontare le conseguenze.

Questa sarebbe appunto una mossa totalmente suicida che mi porterebbe dalla parte pericolosa del coltello.

La cosa più pazzesca sapete qual'e'? Che potrei farlo. Gettarmi su quella lama e via, ottenere la mia morte e lasciare una ragazza interdetta perchè ho smontato il rito.

Felicità a orologeria. Vi è mai capitato? Nella vasta gamma delle imprecazioni lasciatemene una pesante.

La mia colonna sonora è Steady as she goes dei Raconteurs di cui riporto qualche strofa:

When you have completed what you thought you had to do
And your blood’s depleted to the point of stable glue
Then you’ll get along
Then you’ll get along

Steady as she goes (steady as she goes)
So steady as she goes (steady as she goes)
Well here we go again, you’ve found yourself a friend that knows you well
But no matter what you do, it always feels as though the truth ends
So steady as she goes
Steady as she goes

Settle for a girl from the upper-town
Send it to the crowd that’s gathered round
Settle for a girl from the upper-town
Send it to the crowd that’s gathered round

So steady as she goes (steady as she goes)
Steady as she goes (steady as she goes)
Steady as she goes (steady as she goes)
Steady as she goes (steady as she goes)
So steady as she goes (steady as she goes)
Steady as she goes (Are you steady now?)
Steady as she goes (Are you steady now?)
Steady as she goes (Are you steady now?)
Steady as she goes (Are you steady now?)
Steady as she goes

Aloha!

Posted by StefsTM at 09:27:37 | Permanent Link | Comments (3) |

26/05/06

Più vero del vero: la vita come un film.

Premessa: Ma esiste un codice etico o qualcosa di simile che dica che in blog si può mettere solo un post al giorno? Io sto studiando storia contemporanea ma ho voglia di scrivere.


Ragazzi, la fantasia e la realtà. Mi sono sentito dire che vivo in un mio mondo che un giorno o l'altro si schianterà contro la realtà. E' possibile che questo accada, ma fino ad allora posso continuare a sorridere? Volete che giri per strada come la maggiorparte delle persone, con quell' espressione di chi sta succhiando un limone e sembra essersi seduto su qualcosa di troppo appuntito per essere una sedia?

Perchè se non lo sapete, comunque mi intristisco facilmente.

Ho molti "filo" nella mia personalità e alcuni "miso". Sono filosofo, sono filantropo, sono esterofilo, sono eutrofilo e un pò criptofilo (gli ultimi due li ho inventati perchè mi suonavano bene).

Al Liceo mi si diceva che facevo l'attore, che fingevo. Rappresentante di classe, rappresentante di istituto e rappresentante alla consulta. Per dimostrare qualcosa a qualcuno? Io ho sempre sentito di dover far qualcosa (ad esempio in questo preciso istante sento di dover inveire e augurare ore di disturbi intestinali a chi ha progettato i "tasti di scelta rapida" in WinzozzXp, tu pensi a cosa scrivere e logicamente tieni premuto SHIFT, e allora il computer pensa che sia giusto scombinare i caratteri, a questo punto chiunque pensa sia giusto scombinare il computer ottenendo l'inizio di una scombinazione di maroni).

Me ne capitano di tutti i colori nella vita. Oddio di tutti i colori no, ma diciamo che almeno non sto fermo a vedere l'erba che cresce.

Non ho idea di quanto il mio comportamento sia stato influenzato dalla cinematografia, ma alcune volte veramente mi sembra che la vita sia un film. Anche se mi trovo d'accordo con un altro ragionamento esposto in un film... o era un programma? Non ricordo ma il ragionamento in questione era questo:

Perchè nei film quando due si stanno per baciare si guardano negli occhi e si avvicinano l'un l'altro lentissimamente? Nessuno fà così! Caspita se due si piacciono e si vogliono baciare si guardano, si avvicinano e limonano. Tenere il collo in quella posizione e avvicinarli alla velocità cinematografica è impossibile e fastidioso!

Insomma la mia vita è come un film quando me la cerco. Come quando mi torvai in un paesino vicino al mio per comprare un regalo di compleanno e un signore anziano mi chiese un passaggio. Gli risposi cortesemente che avevo da fare e che se l'avessi trovato finito il mio impegno avrei cercato di rendermi utile. Lui sconsolato si lamentò ad alta voce che non c'erano mezzi pubblici e che era bloccato in quel paese e che questo gli avrebbe fatto perdere un appuntamento importante. Dopo averlo ascoltato mi voltai e gli chiesi di cosa si trattava e sopratutto se fosse urgente. Lui mi rispose che doveva andare ad un funerale.

So già cosa state pensando, e no, non era un film dell' orrore la mia vita a quel punto, il funerale non era il suo.

Il paese dove era diretto questo signore si trovava a una discreta distanza, piuttosto lontano. Acconsentii di accompagnarlo celermente per quanto i limiti e la strada lo permettessero e lui mi offrì dei soldi. Gli risposi che era a sua discrezione farlo e che comunque se ne sarebbe parlato solo quando arrivati. Lungo il tragitto mi raccontò la sua vita negli ultimi 20 anni e di come fosse arrivato a quel punto, quel giorno.

Mi sentii onorato e fortunato nel poter ascoltare le alterne vicessitudini di questa persona.

Lungo la strada trovammo diversi ostacoli naturali e artificiali e vi garantisco che non lo dico per romanzare il tutto, ma sembrava che fosse impossibile portarlo a quel funerale in tempo.

E invece ce la feci, lui mi ringraziò con un sorriso (che epr me era già abbastanza) e mi porse due banconote una da 20 e una da 10. Provai a rifiutare ma lui insistette, mi augurò buona fortuna e se ne andò.

Dicevo, la mia vita non è forse un film, ma se qualcuno di voi ha mai videogiocato alle avventure grafiche negli anni passati saprà sicuramente che ci sono punti del gioco che sono morti e bisogna cercarsi qualcosa da fare. Una volta trovato quel "qualcosa" si inizia a seguire la trama e si prosegue.

In questo senso posso dire che la mia vita non è un film, ma un'avventura.

E la vostra?

Aloha!

Posted by StefsTM at 10:40:56 | Permanent Link | Comments (3) |

A cuor leggero.

Now is the winter of our discontent made glorious summer by this sun of York; And all the clouds that lour'd upon our house In the deep bosom of the ocean buried.

Ora l'inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell'oceano.

Richard III - William Shakespeare

L' inverno del nostro scontento è passato! Ah come mi sento leggero il petto in questi giorni, anche l'aria ha una fragranza insolita. E a scapito di suonare come un volumetto della serie Harmony confermo che sono felice.

Non ho conti da saldare col passato, il futuro mi tende il suo largo abbraccio e le prime lucciole hanno fatto capolino nel mio giardino.

Ci aggiungo anche Trullullerò Trullullà.

Bene, ora che ho assolto la mia leggerezza d'animo con un indecoroso e melenso paragrafo stile Heidi, penso a quanto mi disse Andrea mesi fa, tempi in cui il sole preferiva andare a dormire dietro le montagne e il verde dei campi era solo nelle nostre menti. Mi disse:

"Ste non disperare, guarda per noi Capricorni è un periodo nero, ma a Giugno ritroveremo l'amore!"

"Ah sì...fino a Giugno è lunga eh! Ad ogni modo chi è che ha profetizzato 'sta cosa?"

"L' OROSCOPO DI TOPOLINO!"

Considerando gli eventi degli ultimi giorni devo ammettere di avere paura. Ho una paura atavica nei confronti di Topolino e sopratutto di colui che cura tali oroscopi.

E se fosse tutto a livello incoscio? Se funzionasse in questo modo:

Qualcuno ci profetizza che in un tal periodo della nostra vita le cose andranno bene.

Noi ci mettiamo in testa questa profezia.

Carichiamo di aspettative il periodo in questione e quando questo arriva ci comportiamo al meglio per poter cogliere i frutti della profezia di cui in realtà siamo noi stessi gli artefici.

Io non credo nell' Oroscopo, ma ho paura di Kaiser... anzi no, ho paura del curatore degli Oroscopi di Topolino.

E voi a che parte paranormale vi affidate, credete o temete? Gatti neri? Scale? Sale per terra? Tarocchi? Fondi di caffè? Fondi del cesso?

Aloha!

Posted by StefsTM at 09:25:41 | Permanent Link | Comments (2) |

25/05/06

Il numero perfetto.

Molti credono che 3 sia il numero perfetto.

Ma perfetto per cosa? Ditelo a una coppia che invece di essere due sono tre. Probabilemente ogni numero è perfetto per qualcosa. Il mio numero perfetto ancora non l'ho trovato con il blog. Visto che ho fatto in tutto 3 tentativi di blog che alla fine mi sono riusciti più come libri che come blog giornalieri ecco infine il numero 4.

Può darsi che questa sia la volta buona. O forse no.

Personalmente ritengo un blog più un parco pubblico che un diario personale, insomma quanti di voi metterebbero in pasto i propri affari, sentimenti e opinioni al primo che passa? Per ottenere cosa poi? Commenti originali del tipo: "Oh amico 6 troppo skrauso, ma ke tiri mentali ti fai? Segui il mio m8 SPACCA TUTTO!"

Se penso a che genere di blog ci sono in giro mi viene da pensare che la maggior parte delle persone sarebbe propensa a lasciare il proprio diario su una metropolitana, o su una panchina o in piazza. Se vi aspettate qualcosa di simile da questo blog siete nel torto.

Anzi tecnicamente sono nel torto io che sto dando l'ennesima introduzione a un blog. UN BLOG NON HA INTRODUZIONI. Sono pensieri in libertà.

Cogito ergo sub. E se lo faccio sul web gli altri cogitano di loro e poi dicono quello che pensano.

Quindi il mio pensiero di oggi è: Che fine fanno i buoni propositi?

Quanti di voi hanno abbandonato buoni propositi piccoli o grandi? Mi ricordo il mio ultimo proposito che non era nemmeno tanto buono:

Con le donne basta per un pò.

Aloha!

Posted by StefsTM at 14:44:08 | Permanent Link | Comments (3) |