IL BAVAGLIO DELLA RETE: OSCURATO PIERO RICCA!
Il sito www.pieroricca.org è irraggiungibile. E’ stato come si dice in gergo “oscurato”. Le ragioni le spiega lo stesso Ricca in un appello pubblicato anche da Beppe Grillo. Ovviamente per un sito di un libero (ripeto libero) cittadino oscurato se ne illuminano altre decine. Giusto per far presente agli arroganti di turno che Ricca non è solo e che stanno continuando a segnare autogol…
Questo filmato di propaganda per “le libertà garantite dal capitalismo” realizzato negli U.S.A. nel 1950 oggi è inquietante.
“Sono Piero Ricca.
CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
Naturalmente farò immediata richiesta di dissequestro. Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d’ora di farlo girare.
Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro.
E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti.” A presto, Piero.
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il
diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare,
ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo
a frontiere. – Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Articolo 19
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »
(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)



è indecente questa cosa…appena posso lo pubblicherò anche sul mio blog zz
Connettendo l’art 21 della Costituzione con l’articolo 19 della Dichiarazione dei Diritti Umani ma anche con l’articolo 595 del codice penale sulla diffamazione a mezzo stampa o altri mezzi di pubblicità,si avrà un quadro esatto della situazione.Mi dispiace per Ricca ma il sequestro preventivo del post non è stato eseguito in violazione di alcuna legge.Come detto anche sul blog di Capelli è la prassi quando si viene querelati.Fede ovviamente non è il mio preferito,tuttavia le notizie vanno diramate in modo corretto,altrimenti invece di combattere le storture ci limitiamo ai cori vittimistici o peggio stigmatizziamo leggi che invece sono poste a tutela della nostra libertà e dignità.