ATTENZIONE! QUESTO E' UN POST LUNGO. BUONA LETTURA.
"Ni hao...ciao? Bu?! WATA!" - StefsTM

Ed eccomi qui ancora per poche ore con le chiappe a Parma.
La giornata di ieri è proseguita di bene in meglio, toccando punte di comicità che sarà dura riportare su questo blog.
Mettetemi al volante per 30Km con l'idea di comprare una nuova macchina fotografica digitale e il programma di fare un salto prima al negozio di audio-video per sentire il parere di uno specialista sulla defunta Olympus, per poi andare presso le grandi catene di distribuzione e agguantare un saldo.
Nella testa un gran ronzare di termini come "Zoom Ottico", "Zoom Digitale", "Megapixel", "Obiettivo al vanadio" e cose così ma nel cuore il rammarico di dover dire addio alla fida compagna che aveva immortalato qualsiasi cosa mi ispirasse e non, e il cui operato avete apprezzato su questo e altri blog.
Immaginate Parma col suo traffico insensato e cercate con la mente di creare un budello di macchine, tra cui la mia, che scorrono vicino a una via con un cartello messo alla cazzo di cane che dice "Z.T.L. 4" e varie scritte illeggibili anche per un miope con gli occhiali. Z.T.L. sta per Zona a Traffico Limitato, Zona Off Limits, La Zona Rossa della Municipale.
Ci sono giorni in cui si diventa Black Blok senza volerlo. Giorni in cui non si capiscono le scritte di un cartello e si oltrepassa la sottile linea blu dei parcheggi a pagamento.
Giustamente la via in questione era a senso unico. Vedo a 150 metri di distanza non una ma ben due macchine della Municipale. Comincio a pensare che sta macchina digitale tanto per iniziare mi costerà dai 25 ai 36 euro senza manco averla comprata!
Mi mimetizzo tra i locali e parcheggio la macchina con molta calma. Con una faccia di bronzo da manuale mi dirigo alla torretta per il parcheggio e il mio cammuffamento cade miseramente visto che la torretta mi sputa i soldi perchè per una botta di culo ho mezz'ora di parcheggio gratuito. O meglio l'avrei se fossi un abitante della Z.T.L. ma questo non lo sa ancora nessuno.
Passo con l'andatura di chi deve salvare il mondo davanti a 6 vigili urbani ed entro nel negozio. Mi accoglie un signore di mezza età e questo è quello che è successo dopo:
"Salve, ho parlato stamattina con una signora..."
"..sì mia figlia, mi dica"
"Guardi, ho controllato sul sito della Olympus Italia e ho visto il listino prezzi per la riparazione delle macchine fotografiche digitali fuori dalla garanzia e sono 150 euro, credo che dovrò rinunciare a questa macchina (gliela porgo) e mi dispiace perchè è una bella macchina"
Il negoziante fa scorrere la mascherina della fotocamera e non succede niente
"E' senza batterie, mi sono dimenticato di portarle"
Il negoziante le inserisce e la macchina è morta. Dati gli anni di esperienza intuisce che le polarita' sono sbagliate e posiziona le batterie come si deve. La macchina inizia una serie di ronzii
Buuuuuuuuuuuzzz...Biiiiiizzz.....zzzzzzzzz.....vvvvvvvvvvvvvv....
"Ecco fino a qui tutto bene, anzi se prova il display si accende e rimanda anche l'inquadratura (mi allungo sul bancone e premo i tasti mentre il negoziante ancora osserva l'apparecchio) ma una volta fatta la foto la macchina emette una serie di "bip!" e si spegne, non i 3 "bip!" della batteria scarica ma tipo una dozzina"
Il negoziante scatta una foto col flash che viene trasmessa dall' lcd della fotocamera. Perfetta. Niente "bip!". Riesco solo a dire un "Ma.." che il negoziante ne scatta un'altra.
Ora sono nella posizione del credente che assiste al miracolo, il mio personale Gesù fotografico ha ordinato alla mia macchina "aggiustati e funziona!" solo col tocco delle sue esperte mani da esperto fotografo!
Il negoziante mi guarda insospettito e con un vago sorriso, evidentemente ho l'espressione di chi ha ordinato "spaghetti allo scoglio" e ci ha trovato dentro la scogliera.
Ed ecco che ne scatta un'altra ancora!
"Io non so cosa dire, non ho parole... se vuole le pago il tocco magico."
"Eheh no no, a noi fa piacere se i nostri clienti sono soddisfatti"
"Scusi eh, giusto per controllare, in genere io scattavo con una risoluzione più bassa..." armeggio con la fotocamera, le opzioni funzionano tutte e lui scatta l'ennesima.
"Le fa un pò sfocate ma per il resto direi che va bene."
"Direi anch'io và benissimo! Grazie! Posso stringerle la mano?"
E così gli ho stretto la mano riportando a casa la cara vecchia Olympus. Inoltre sono riuscito a uscire indenne dalla zona. In questo modo ho fatto ritorno a casa giusto in tempo per testare il pc di mio padre e per accorgermi di due cose:
1 - La totale assenza di cd di installazione con relativi driver.
2 - La tolate assenza di un lettore 3,5" per i floppy.
Non ho tempo di cercare di capire o anche soltanto smadonnare: devo andare a una cena o meglio a quello che le due ragazze ceche hanno chiamato un "bye bye party".
E come nella migliore tradizione Erasmus figlia dei "Giochi senza frontiere" ecco la variegata compagine riunita allo stesso desco:
StefsTM e Sandro - Italia
Martina & Monica - Repubblica Ceca
Mario - Cina
Zusanna - Slovacchia
Frederick - Svezia
Marcos - Spagna
Arbitrano: diverse lattine di birra ceca, uno sformato di pasta al forno, patatine fritte e dolci natalizi cechi.
Se mi conoscete almeno un pò saprete già che vado matto per queste cose. No, non il menù ma i ritrovi internazionali! La lingua franca per definizione è l'inglese ma bastano un paio di bicchieri o un minimo di concentrazione o dispersione della discussione che il gruppo si frammenta e così vedi Mario ridere alle battute di Marcos in spagnolo, Martina annuire a Sandro in inglese e così via. Per non parlare dell'aneddotica da appartamenti Erasmus; vi lascio solo immaginare cosa possa essere stato detto da Sandro, Mario, Frederick e Marcos che hanno condiviso lo stesso appartamento per mesi.
E si finisce inevitabilmente sulle parole uguali nel suono ma diverse nel significato a seconda del paese:
Scotta. Per noi detto di pasta lasciata troppo a cuocere o di oggetto eccessivamente caldo.
Frederick: In Svezia significa spalare la neve.
Il sottoscritto allora gli spiega che un italiano costretto a spalare la neve in Svezia manderebbe tutti a fanculo in meno di 5 minuti: con meno 20 gradi e le chiappe gelate dover sentire gente che gli grida "SCOTTA!SCOTTA!" ?! Non esiste..
Cin-Cin: Per noi brindisi onomatopeico.
Mario: In Cina Cin è l'infinito di baciare.
Ciao: Per noi saluto gergale, conosciuto anche all'estero.
Mario: In Cina Ciao significa trombare.
Come Marco Polo sia riuscito a tornare vivo in patria rimane tutt'oggi un mistero insoluto.
E poi il momento per me più profondo della serata. Ho chiesto a Mario se conoscesse qualche poesia in cinese. Solo in quel momento mi sono reso conto che è difficilissimo cercare di spiegare un concetto come "la poesia". Ho provato a parlargli delle rime, sia in italiano che in inglese, poi le ragazze hanno provato a spiegarglielo con le canzoni ma niente.
Ci ha aiutato un dizionario italiano-cinese. A quel punto Mario una volta letta la definizione ha iniziato a spiegare secondo lui i poeti di 2000 anni fa erano veri poeti, quelli di adesso non gli dicono niente. Ha paragonato i poeti antichi a degli artisti, facendo il nome di Leonardo Da Vinci. Ed ecco che all'improvviso si mette a recitare dei versi in cinese guardando in alto e poi in basso.
E' stato incredibile, ha creato una poesia così sul momento. Una poesia semplice che ci ha tradotto subito e che ho "montato" così:
"Mi sveglio e vedo la luna. Esco e mentre cammino guardo in alto. La stessa luna che vedevo da casa mia. La malinconia mi fa tornare indietro. Cammino e guardo in basso, tra le pozzanghere."
Siamo rimasti tutti in silenzio perchè la poesia è capace di colpire chiunque trasversalmente a ogni latitudine. Realizzarlo è stata una gran bella esperienza. La poesia è un'altra di quelle cose che ci accomuna e che non conosce barriere.
Così si è chiuso il mio secondo Perfect Day.
Aloha!
Recent Comments
<
Riesco a "sentire" molto bene quello che scri