Thursday, October 30, 2008

Piazza Navona, il giorno dopo.


  • Il 2008 non è il 2001, se al G8 di Genova ci fosse stato un così largo utilizzo di fotocamere e videocamere digitali, probabilmente adesso sapremmo di più. E’ interessante notare alcune cose dei fatti di ieri, ovvero le ricostruzioni:

  • Curzio Maltese dalle pagine di Repubblica.it dice che gli eventi di Piazza Navona sono nati come reazione a delle aggressioni a carico di diversi studenti operate dai membri di Blocco Studentesco davanti al Senato (Maltese riferisce di aver visto il camion davanti al Senato ma non precisa come il camion sia arrivato a Piazza Navona). A questo punto degli estremisti di sinistra avrebbero fatto irruzione nella Piazza (per rappresaglia?), iniziando il lancio di oggetti contro i membri di Blocco Studentesco stretti intorno al camion.
  • Casa Pound di cui Blocco Studentesco è l’emanazione fornisce un video su Youtube in cui le cose sarebbero andate diversamente. Si vede il camion (lo stesso?) già in piazza Navona, che si sposta in fondo alla piazza per far passare un’ambulanza. A un certo punto si vedono degli studenti fuggire in diverse direzioni prevalentemente arrivano dalla parte opposta al camion. A questo punto si vedono altre persone con caschi e volti coperti. La tensione sale, i membri di Gruppo Studentesco si mettono in formazione serrata nei pressi del camion, con in mano le mazze. All’improvviso parte una pioggia di oggetti verso il gruppo vicino al camion e iniziano gli scontri più duri.

  • Ecco, ci tengo a precisare due cose. Io trovo il fascismo nauseante per diversi motivi, non ultima la violenza. Se ti porti delle mazze a una manifestazione non è mai per “autodifesa”, così come non lo sono i caschi indossati da chi ha lanciato oggetti.

  • Su questo voglio essere chiaro per me chi aveva le mazze e chi aveva i caschi e lanciava di tutto sono uguali.

  • Gli estremisti non hanno niente a che vedere con gli studenti, a Roma lo storico delle vicendevoli aggressioni tra “zecche” e “fasci” è lungo e bagnato di sangue.

  • Siamo un paese dove nel 2008 c’e’ gente pronta pronta a menare il suo simile per concetti come “camerata” e “compagno” vecchi di mezzo secolo. Da pacifista non lo capisco. Non capisco cosa c’entri la violenza con le idee.

  • Sono però dell’idea che la libertà a raccontare “la propria versione” debba essere garantita e difesa anche per chi paradossalmente preferisce parlare con la violenza facendo tacere chi non la pensa come lui.
  • Sarebbe quindi interessante conoscere le varie versioni di chi era al Senato e a Piazza Navona, e perchè no della polizia -sic.-
  • In tutto questo la polizia ha fatto la figura peggiore nel lasciare che i gruppi venissero a contatto, nel non aver fermato chi portava i bastoni e chi era col casco.Nel non aver disperso o allontanato tramite scorta i membri di Casa Pound una volta che questi si erano disposti in formazione. Nel non aver “alleggerito” i due gruppi nei minuti in cui si trovavano uno di fronte all’altro, perchè dal filmato di casapound si vede che non è immediato il lancio di oggetti. Insomma è lecito pensare che la polizia ci fosse,(e se non c’era anche peggio!) magari secondo il suggerimento di Cossiga “infiltrata” da una parte e dall’altra (più facile tra quelli che lanciano oggetti così da provocare la reazione di quelli del blocco studentesco).

  • Maroni hai voglia a parlare, ne devi spiegare di cose.

  • Aloha

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Fascismo, due punti [:] (neri)


” Fascismo: idiota in camicia M O R A che impugna un R A M O , per l’ A M O R dell’ O R M A di R O M A.” - StefsTM

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Wednesday, October 29, 2008

L’ADSL AZIENDALE E’ REALTA’! Anche il decreto Gelmini purtroppo.


“L’impero in cui viviamo si sta sgretolando. Cosa me lo fa capire? Non le borse mondiali che crollano, no. Me lo fanno capire le monete da 1 e 5 centesimi che vengono lasciate per strada senza che nessuno le raccolga (a parte me).” - StefsTM

“Forse ho capito cos’hanno in comune i sardi e i giapponesi che li rende così longevi. Insomma oltre alla genetica, influenzata ovviamente dal fatto che sono popoli isolani e isolati, credo che l’unico tratto veramente in comune possa essere l’elemento che più “utilizziamo” nella vita. L’acqua! Scommetti che l’acqua che bevono i giapponesi e quella che bevono i sardi sono simili? Non hanno altro in comune a parte l’altezza media! I giapponesi sono stressati, mangiano un botto di pesce e cucinano con ingredienti che in Sardegna sono assenti. Sì, deve essere l’acqua!” - StefsTM

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(Paris Hilton pubblicizza il mio ultimo LP : RETE 4 E’ ABUSIVA! Courtesy of Ombra del Lupo)


Aloha a tutti, oggi è un giorno fausto e infausto e il tempo sembra voler mostrare il duplice aspetto di oggi 29 ottobre 2008. Infatti nuvole basse foriere di nebbia si alternano a schiarite di un azzurro luminoso con sprazzi di sole. Dopo anni di battaglie, telefonate, raccolte firme e quant’altro, l’ADSL aziendale è finalmente realtà. E’ dal 1999 che la si attendeva. 9 anni di Digital Divide, di casini telematici, di accattonaggio e elemosina di accessi a banda larga in giro. 9 anni di danni che non saranno mai pagati. Telecom Italia e Tronchetti Proveram vi auguro il peggio.

Mi sento come un samurai ferito e invecchiato alla fine di una guerra. E questo è il raggio di sole. Le nubi sono rappresentate invece dal decreto Gelmini approvato stamattina alla Camera. Questo Governo non ha vergogna, non l’ha mai avuta, ecco che ci sarà bisogno di un’altro referendum.

Che periodo particolare della mia vita è questo, un pò di transizione come quando mi trasferii a Modena. Quel ciclo si sta per chiudere, se tutto va bene mi laureerò a Marzo, intanto ho già disdetto il contratto.

Ed infine ecco una cosa bizzarra e inquietante che è accaduta ieri in biblioteca a Felino: a un certo punto la bibliotecaria ha raggiunto me e il mio fratellonzo Pollo con aria sconvolta. “Ragazzi, venite… è arrivato un pacco…” ha detto. “Ma ticchetta?” ho detto io “Ha della polvere bianca?” ha detto il Pollo. Non potevamo neanche immaginare cosa avremmo scoperto di lì a poco.

Il pacco era una “donazione” del peso di 16,5 Kg fatta da Scientology!

Una ventina di volumi, finemente rilegati e incelofati, più un DVD, insomma talmente tanto materiale da occupare una sezione “dedicata”. Quello che ci ha lasciato perplessi oltre l’entità della “donazione” gratuita a spese della New - Era Publications, è stato il conteggio rapido di quanto costasse un pacco del genere e di quante biblioteche avessero potuto riceverlo nella sola Parma e provincia! Il risultato è stata una considerazione semplice e agghiacciante: Scientology ha una disponibilità finanziaria enorme! Inclusa nel pacco c’era una busta per il bibliotecario, nella busta c’era una lettera in cui si tessevano le lodi dei volumi spediti e si consigliava dove collocare detti volumi.

Scientology non è una religione, ma è molto potente e pericolosa secondo me.

Aloha!



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Tuesday, October 28, 2008

Trenitalia Condannata!

Perchè è vero che io mi lamento parecchio su Trenitalia, sui rimborsi, sulla tariffa AMICA e su tante altre cose, ma lo faccio con cognizione di causa.

Tratto da La Stampa.it

Sanzione di 845mila euro

ROMA
Dal bonus ai viaggiatori dei treni in ritardo alla tariffa Amica e Famiglia, dalla denominazione dei treni Eurostar city alla Cartaviaggio. L’Antitrust ha sanzionato Trenitalia per pratiche commerciali scorrette, con multe complessive per 845mila euro. A comunicarlo la stessa Autorità. Secondo l’Antitrust, Trenitalia ha messo in atto «una pluralità di condotte configurabili come pratiche commerciali contrarie alla diligenza del professionista». L’Autorità ha ritenuto tuttavia di ridurre le sanzioni dopo l’assuzione spontanea da parte di Trenitalia di «condotte a vantaggio dei consumatori». Sul bonus in caso di ritardo dei treni (sanzione di 200mila euro), secondo l`Autorità l`elenco delle cause che escludono la responsabilità del ritardo da parte di Trenitalia (eventi accidentali, cause meteo o naturali, ordini dell`autorità pubblica) risulta «molto ampio e non sufficientemente definito, tale da permettere alla stessa Trenitalia di esercitare una grande discrezionalità nel riconoscimento del diritto al bonus».

Anche la procedura che il consumatore deve seguire per ottenere il bonus stesso presenta «profili di onerosità non del tutto giustificati: occorre infatti reperire un apposito modulo in stazione o sul sito internet e inoltrare la richiesta entro il termine di 30 giorni, la fruibilità è limitata ad un periodo di sei mesi e soltanto per l`acquisto di un altro titolo di viaggio». Passando alla limitazione dei posti per le tariffe Amica e Familia (sanzione di 280mila euro), Trenitalia «non ha fornito informazioni esaustive, o le ha rese non facilmente accessibili, sulla effettiva disponibilità delle tariffe Amica e Familia, che sono presentate all`utenza come opzioni tariffarie normali e ampiamente disponibili, mentre invece sono offerti posti limitati sulla base di criteri di natura commerciale e promozionale a seconda delle tratte e del quoziente di riempimento dei treni». E ancora, la denominazione «scorretta» delle tipologie di treni (sanzione di 280mila euro). «Appare scorretta - si legge nella nota del’Antitrust - in quanto idonea ad ingenerare confusione nel cliente, la denominazione utilizzata per indicare la categoria di treni Eurostar City. In particolare, le caratteristiche di tali treni, sia con riferimento alle prestazioni dei servizi di trasporto, sia ai tempi di percorrenza e alle fermate, sono similari e analoghi alla categoria Intercity, e non alla categoria superiore di treni Eurostar». Per quanto riguarda la Cartaviaggio (sanzione di 80mila euro), il programma «prevede, mediante acquisto di titoli di viaggio e presentazione del codice personale, l`accredito di 50 punti per ogni euro speso.

In virtù dei punti accumulati, i clienti possono richiedere dei premi. Con riferimento ad una brochure promozionale riportante le caratteristiche del programma di fidelizzazione, appare scorretta l`omissione di informazioni rilevanti, quali la data di scadenza dei punti». No anche all’offerta di alcuni servizi «solamente attraverso il call center» (sanzione 5mila euro, pari al minimo edittale). Il cliente, per accedere ad alcune tipologie di servizi, deve necessariamente ricorrere al call center con telefonata a pagamento, «senza la possibilità di ricorrere ad altri canali di accesso privi di oneri aggiuntivi, quali stazioni e agenzie di viaggio».

Sul servizio di cambio della prenotazione del biglietto acquistato in modalità ticketless dopo la partenza del treno, Trenitalia, in corso di procedimento ha, spiega la nota, «peraltro modificato tale procedura consentendo che il cambio possa essere effettuato anche nella stazione di partenza». Cosa che ha indotto l`Autorità a comminare la sanzione minima prevista dalla legge. Le condotte spontaneamente assunte da Trenitalia a vantaggio dei consumatori e che hanno portato alla riduzione delle sanzioni sono: l’impegno a modificare le modalità di corresponsione del bonus attraverso procedure semplificate con l`utilizzo dello stesso biglietto, a offrire i servizi del call center contestati a costo della tariffa ordinaria e a fornire maggiori informazioni sulla scadenza del programma di fidelizzazione Cartaviaggio. Bene anche, secondo l’Autorità, l`attività svolta nei confronti dei consumatori per informarli sulle sanzioni e penalità per le diverse irregolarità a bordo del treno.

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Friday, October 24, 2008

Scuola: classi miste,

 ”La Sicilia è l’unico posto al mondo dove puoi avere pubblicità e potere stringendo mani e baciando bambini, o stringendo bambini e baciando mani.” - StefsTM

(La teoria che il jackpot del superenalotto sia stato dirottato a Catania per aiutare il dissesto finanziario del comune mi fa scompisciare!)

Tratto da http://www.ilcircolo.net/lia/1788.php

Io osservo che, quando parliamo di scuola (mi riferisco alle superiori, di elementari e medie non so nulla), il mondo si divide in due categorie: quelli che parlano associando la scuola al liceo e quelli che parlano associandola al professionale. O, più genericamente: quelli che parlano di scuole con un’utenza borghese e quelli che hanno in mente scuole dall’utenza disagiata. Ne consegue un dialogo tra sordi, tutti convinti di descrivere la realtà a dei pazzi con le traveggole. Nella scuola superiore dall’utenza di provenienza borghese, gli stranieri che non sanno l’italiano manco ci entrano. Si riversano tutti nella scuola disagiata, e sono anni che i famigerati insegnanti oggetto del linciaggio del giorno fanno fronte come possono all’emergenza. Intanto, imparando il mestiere. Perché insegnare l’italiano agli stranieri tende ad essere compito dei prof d’italiano, no? Solo che l’italiano per stranieri è una lingua straniera, appunto, e non si insegna come i colleghi di lettere sono abituati a fare. Ne conseguono situazioni avvilenti, improvvisazione, disperazione generale e risultati scoraggianti. Ricordo un test d’ingresso mostratomi da una fiera collega, tempo fa, che per saggiare il livello di italiano dei suoi giovani marocchini aveva ritagliato dei disegni a cui i suoi allievi dovevano poi dare un nome. Benissimo, ma gli oggetti raffigurati nei disegni erano, sì, oggetti comuni, ma del genere che difficilmente appare in una conversazione, specie di un 15enne: un mestolo, un colino, cose così. Poco significativo, quindi, per ragazzi che magari sanno dire “obliterare” perché sennò prendono la multa sul tram, ma che quando mai hanno dovuto dire “mestolo” fuori casa? Ci sono i colleghi che si sono messi a studiare, quindi (costo di un master sull’insegnamento di Italiano L2: sui 4000 euro. Sennò ti fai 30 ore di corso in provveditorato se ti va bene), e quelli che hanno cercato di galleggiare armati di buona volontà . Come sempre, ce ne sono di bravissimi che si sono inventati l’accoglienza dal niente. Ricordo una collega di Milano che, da sola, si era inventata i libri di testo in italiano semplificato per gli stranieri, e creava ’ste dispense di scienze, diritto e storia in lingua semplice e colloquiale. Utili anche per certa utenza italiana, devo dire. Poi ce ne sono di volenterosi ma confusi: quelli che vorrebbero che tu gli traducessi in spagnolo i termini scientifici e matematici per i loro studenti ecuatoriani. Ma benedetti colleghi: non è che dicendogli “teorema di Pitagora” o “glicidi” in spagnolo quello capisce. Anche perché in spagnolo suona uguale, quindi forse la comprensione si gioca su altri campi, o no? E poi ci sono quelli che non è mestiere loro, evvabbe’. Perché, come sempre accade quando la scuola viene lasciata ad arrangiarsi, si fa quel che si può, e quel che si può è lasciato alle capacità e alla voglia del singolo. Riassumendo, quindi: A) Insegnare l’italiano agli stranieri richiede formazione specifica. B) Ci sono scuole, situate nei quartieri popolari, che traboccano di ragazzi che non sanno l’italiano, e poi ce ne sono altre che non vedono il problema manco col cannocchiale. Le scuole ad utenza disagiata sono solitamente già molto problematiche in partenza, e popolate da studenti italiani ad elevato tasso di teppismo. I ragazzi stranieri, invece, solitamente vengono da paesi dove la formazione culturale sarà anche scarsa, ma la società è più gerarchizzata e la scuola e i prof sono presi molto sul serio. Quando vedono il casino che fanno i nostri, quindi, ’sti 14enni non credono ai loro occhi e, festosi, si lanciano a emulare i compagni con l’aggravante di essere, appunto, stranieri. Di non cogliere i codici sotterranei, quindi, tra cui quello del “dove fermarsi”. E di non capire che, per loro, farsi bocciare o comunque sprecare l’opportunità di una formazione decente è più penalizzante che per i coetanei italiani. Cosa che, a 14 o 15 anni, non è semplicissimo capire. E dispiace, lo dico con certa amarezza, vedere questi qui che adottano le modalità di comportamento di una società satolla e viziata che sputa sulle opportunità che le vengono offerte, quando non sono né satolli né viziati e stanno semplicemente emulando chi lo è. (Questo discorso meritebbe un approfondimento serio, ma lo rimando ad altro post). Di fatto, si creano nelle classi delle situazioni assolutamente demenziali, per cui chi vuole studiare se ne scappa, da certe realtà, e chi rimane sta lì per strappare un diploma che non è se non la certificazione del fatto che nessuno si aspetta davvero che sappiano qualcosa, ’sti ragazzi. Italiani e stranieri, senza differenze. Ora: io non capisco il linguaggio dei nostri giornali. Quindi, al secondo articolo che ho letto (su Repubblica, per la precisione) mi sono incazzata e ho smesso. Ho pure un mucchio di problemi già di mio, in questi giorni, non ne posso più di cattive notizie. Che vuol dire, comunque, classi diverse? Vuol dire che per qualche ora alla settimana i ragazzi stranieri vanno a fare italiano L2 separatamente? Ma questo già si fa, nelle scuole che hanno i fondi e i prof a disposizione per farlo. Nei professionali dignitosi, quindi. Non si fa nei ghetti, e lì ci pensano le associazioni, fuori dall’orario scolastico e se riescono ad acchiappare i ragazzi. E mi pare sacrosanto che si faccia. Così come mi pare sacrosanto (e la Spagna lo fa da sempre) che ci sia un limite al numero di studenti che non parlano italiano in una classe. Perché, altrimenti, tanto vale prendere la classe e buttarla a mare. Didatticamente cambia poco. E’ chiaro che, in questo momento in cui si parla di accorpare, chiudere scuole e aumentare il numero di ragazzi per classe, mettere questo limite che fino ad ora manco c’era mi pare di difficile realizzazione. Nel momento in cui il limite non lo metti, però, le classi differenziali si creano DI FATTO. Solo che, siccome non si chiamano così, nessuno se ne accorge o, meglio, tutti preferiscono non accorgersene. Se invece metti questo accidenti di limite (chennesò, 25%?) COSTRINGI tutti a prendersi la loro quota di problema. Perché possiamo metterla come vogliamo, ma avere in classe ragazzi che non capiscono una parola di quello che dici E’ un problema. Quindi: ore di italiano per stranieri fatte a parte rispetto al gruppo-classe e limite numerico nelle classi sono due cose che mi paiono ineludibili. Diverso è fare corsi “scolastici” completi appositi per stranieri, per giunta con l’insegnamento di cose demenziali come “rispetto per la cultura italiana” o boiate simili viste sui giornali. Se la proposta è davvero questa, non merita manco risposta. Chiedete a chi ci lavora, in certe realtà: ognuno sarà in grado di stilare liste di studenti italianissimi - altro che stranieri - a cui farebbe solo un gran bene fermarsi un anno a studiare i rudimenti della nostra lingua e del vivere civile. Tenerli fuori da una simile esperienza formativa sarebbe, ne sono convinta, altamente discriminatorio. Per loro, per gli italiani. Per gli zulù nostrani.

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Thursday, October 23, 2008

Il Passato è un ritornello

Il passato è per definizione qualcosa che non attiene al presente, ma grazie alle nuove tecnologie e sopratutto alla natura umana, è in grado di irrompere nel presente rompendo lo schema temporale per cui ieri = allora / oggi = ora . Grazie a Facebook questo paradosso temporale è quasi la norma, sia nel bene ma sopratutto nel MALE. Infatti grazie a Facebook ricordi che il tuo cervello aveva faticosamente dimenticato ritornano in allegato a facce e nomi di persone che avevi ugualmente dimenticato o che comunque appartenevano alla categoria “ci siamo conosciuti/frequentati IN PASSATO”. Ma che attengono al tuo presente come una biblioteca per Calderoli. C’e’ questa idea che lo scorrere del tempo possa migliorare le cose o stendere una mano di bianco, quasi assolvere (in particolare se il passato è di un personaggio pubblico come i politici) le azioni compiute. Facebook raggruppa tutti sotto la voce “amici”, dimentico del vecchio adagio che recita:

“Amici, amici…. AMICI STO CAZZO!”

Aloha.

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Tuesday, October 21, 2008

I politici ballerini


Da “La Lentezza” di Milan Kundera:

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Al giorno d’oggi, secondo Pontevin, gli uomini politici sono un pò tutti ballerini, e tutti i ballerini si occupano di politica, il che non deve però indurci a confondere gli uni con gli altri. Il ballerino si distingue dall’uomo politico comune per il fatto che non desidera il potere ma la gloria, e che non desidera imporre al mondo questa o quella organizzazione sociale (diciamo pure che non gliene importa un fico secco), bensì occupare la scena perhè il suo io possa rifulgere. Per occupare la scena bisogna cacciarne via gli altri. Il che implica una speciale tecnica di lotta. La lotta ingaggiata dal ballerino viene da Pontevin definita “judo morale”. Il ballerino lancia la sua sfida all’universo mondo: chi mai sarà capace di mostrarsi più morale (più coraggioso, più onesto, più sincero, più disposto al sacrificio, più veritiero) di lui? E ricorre a tutte le mosse che gli consentono di mettere l’altro in una situazione di inferiorità morale.

Allorchè un ballerino avrà la possibilità di entrare nel gioco politico, rifiuterà ostentatamente tutte le trattative segrete (che costituiscono da sempre il terreno di gioco della politica vera) denunciandole come ingannevoli, disoneste, ipocrite e turpi; avanzerà le sue proposte pubblicamente, dall’alto di un podio, cantando e ballando, e inviterà gli altri, chiamandoli in causa personalmente, a seguirlo nella sua azione; insisto: non in modo discreto (per dare all’altro il tempo di riflettere, di avanzare eventuali proposte alternative), ma pubblicamente, e se possibile cogliendo tutti di sorpresa [...]. Ci sono situazioni (nei regimi totalitari, per esempio) in cui prendere pubblicamente posizione può essere pericoloso; ma per il ballerino lo è un pò meno per gli altri poichè, essendosi abbondantemente esibito sotto le luci dei riflettori in modo che tutti potessero vederlo, l’attenzione del pubblico lo protegge; i suoi ammiratori anonimi, invece, obbedendo al suo richiamo sconsiderato quanto splendido, firmano petizioni, partecipano a riunioni proibite e a manifestazioni di strada; per loronon si avrà alcun riguardo, e il ballerino non cederà mai alla tentazione sentimentale di imputare a se stesso le loro disgrazie, nella certezza che una nobile causa conta ben più della vita di un singolo individuo.[...]“Sbagli a pensare che io volessi attaccare i ballerini. Io li difendo. Chi prova antipatia per i ballerini e intende denigrarli si troverà sempre di fronte un ostacolo insormontabile: la loro onestà. Esponendosi costantemente in pubblico, infatti, il ballerino si condanna a essere irreprensibile.[...]“

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Monday, October 20, 2008

Mio fratello Max

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E’ un passivone ma ci voglio tanto bene!

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Sunday, October 19, 2008

Il “Sopravvivenzismo” - Seconda Parte


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Prima Parte

Il sopravvivenzismo è dunque qualcosa di simile ad una filosofia di vita, o di possibile neo-vita se preferite. Quali sono gli elementi essenziali per un buon sopravvivenzista? Vi sono due aspetti fondamentali, quello delle abilità personali e quello dell’equipaggiamento. Le abilità personali sono strettamente correlate ai bisogni fondamentali legati alla sopravvivenza di ogni essere vivente di cui i due principali sono il cibo e la conservazione/miglioramento del proprio stato in particolare quello di salute. Si può dire che lo stato di salute determini a catena tutti gli altri, un sopravvivenzista malato è già fuori dal suo obiettivo poichè la malattia può compromettere la sua sopravvivenza. Qui occorre fare una precisazione: l’equipaggiamento serve idealmente a sostituire o a migliorare le abilità e competenze del sopravvivenzista, ma proprio per questo i vari gruppi di sopravvivenzisti sono arrivati a diverse teorie sulla diversificazione delle competenze e degli equipaggiamenti essenziali in situazioni d’emergenza. Il discorso è lungo e vario, cercherò di riassumerlo nei punti principali dibattuti nei vari modi di intendere il sopravvivenzismo.

Metodo Sopravvivenzista Totale: questo metodo è senza dubbio il più difficile da seguire, prevede una preparazione quasi accademica alla sopravvivenza e in particolare al continuo miglioramento delle abilità personali. Queste abilità sono conoscenze mediche, teniche di autodifesa tramite l’uso del corpo e di armi, abilità di guida di mezzi di trasporto, capacità di procurarsi il cibo in ambienti ostili tramite raccolta/caccia/agricoltura, conoscenze base di chimica/fisica e intermedie di elettronica, meccanica, idraulica, botanica, ingegneria, veterinaria, conoscenze approfondite del territorio in cui si vive e del territorio in cui ci si muove/rifugia.

Metodo Sopravvivenzista Parziale: questo metodo è una via di mezzo tra le abilità personali e l’equipaggiamento utile per la sopravvivenza. Sull’equipaggiamento così come sulle abilità ci sono diverse scuole di pensiero in particolare per quanto riguarda la quantità e il peso dell’equipaggiamento trasportabile e utilizzabile da un singolo individuo. Dalle mie ricerche sui siti e sugli articoli dei vari gruppi ho identificato i seguenti componenti “essenziali”: scarpe ed abbigliamento da sopravvivenza (con molte tasche, di materiali resistenti all’usura e ai fenomeni atmosferici, versatili con compontenti che si possono combinare per ottenere capi più leggeri o pesanti), oggetti/utensili da poter utilizzare anche come armi da caccia e autodifesa, kit di pronto soccorso ma preferibilmente kit medico (si differenzia da quello di pronto soccorso per la presenza di strumenti medici e medicinali non presenti nel primo es. la penicillina), cibo conrsevabile a lungo (tramite affumicazione, liofilizzazione, uht etc.) denaro e preziosi, rifugio portatile (tenda, sacco a pelo, cerata), acqua ma preferibilmente un kit portatile per la depurazione dell’acqua. Una radio è considerata necessaria per le informazioni che si possono ricevere in periodi di crisi, viene consigliata però una rice/trasmittente. La voce energia è lasciata un pò in disparte in particolare perchè non la si ritiene necessaria per la sopravvivenza, vengono consigliati infatti generatori a carburante che però sono difficili da mantenere in funzione in condizioni d’emergenza dove i carburanti scarseggiano, preferibili i pannelli solari pieghevoli che possono produrre poca quantità di energia elettrica. Per il fuoco vengono consigliati metodi differenti, dai fiammiferi speciali capaci di accendersi anche in condizioni sfavorevoli alla fiamma, a strumenti di varia natura per produrre scintille/fiamme tra cui particolari lenti in grado di concentrare la luce solare e generare calore.

Metodo Sopravvivenzista Antico: questo metodo ricalca la vecchia idea di costruirsi una base/rifugio inattaccabile e inaccessibile dove sopravvivere. Non necessita di particolari abilità o equipaggiamenti in quanto una volta edificato e approntato questo rifugio provvede a fornire il necessario per la sopravvivenza dell’abitante/abitanti per un lasso di tempo variabile.

In queste prime due parti ho illustrato a grandi linee le filosofie e i metodi del sopravvivenzismo, nella terza ed ultima parte affronterò i diversi piani e le critiche a questi, dei gruppi sopravvivenzisti per far fronte alle emergenze.


Alla prossima.

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Saturday, October 18, 2008

Venerdì 17 e il concetto di fortuna


PARENTESI: OTTO MORTI SUL LAVORO SONO UNA STRAGE PEGGIORE DI QUELLA DI VARCATURO! HAI VOGLIA DI FARE CAUSA A DIO COME HA FATTO IL TIZIO AMERICANO, NE HA DA ASPETTARE, CI SARANNO ALMENO MILIARDI DI CAUSE DAVANTI ALLA SUA, BUONA PARTE ARRIVERANNO DA QUELLE PARTI DEL MONDO CHE CI SIAMO DIMENTICATI PER DARE ATTENZIONE ALLA CRISI FINANZIARIA GLOBALE. TIBET, BIRMANIA, CECENIA E LE ALTRE ZONE DI GUERRE E CARESTIE RINGRAZIANO.


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(sicurezza nella curva nord allo Stadio Tardini a Parma)

Aloha a tutti in questo venerdì 17 Ottobre 2008, quanti di voi credono che questo sia un giorno funesto evidentemente non hanno scioperato, o erano in vacanza quando diversi giorni fa le borse di tutto il mondo iniziavano a crollare. Sul concetto di fortuna e sfortuna se ne sono scritte e dette di tutti i colori. Il vostro StefsTM segue una linea di pensiero semplice: sono una persona fortunata per diverse ragioni, e aiuto la fortuna, credo anche che chi crede nella sfortuna vede eventi “naturali” come sfortunati e si convince della cattiva sorte. Ovviamente è valido anche il contrario, vedere un evento naturale, una coincidenza, come qualcosa appartenete alla fortuna, può aiutare a convincersi di essere fortunati. Da queste convinzioni la natura umana di per sè superstiziosa ha trovato l’ennesimo modo per fare denaro.

Sfortuna: sul concetto e la presunta esistenza di essa lucrano sedicenti maghi, guaritori, santoni, medium, cartomanti, veggenti.

Fortuna: stesso discorso.

Quelli che più mi divertono e disgustano allo stesso tempo sono i teleimbonitori (con specializzazione in magia, guarigione, santità, paranormalità, cartomanzia, veggenza etc..) che affollano molti canali satellitari e la quasi totalità delle reti regionali. Su questo circo fece fortuna un programma come “Mai dire TV”.

Oggi ho visto uno di questi “filantropi” dare i numeri per le estrazioni del lotto. Ovviamente la prima domanda che viene a chiunque sano di mente è questa (A PARTE LA DOMANDA PRINCIPE E CIOE’ “PERCHE’ LA GENTE CHIAMA QUESTI COSTOSISSIMI NUMERI A PAGAMENTO?”) ovvero:

Se ha i numeri perchè non diventa milionario sbancando lo Stato?

Chiunque abbia studiato statistica sa che ad ogni estrazione le probabilità sono sempre uguali. Le estrazioni non hanno “memoria” e per questo non esiste un sistema di previsione.

Se questo sistema esistesse lo Stato rinuncerebbe subito al gioco del Lotto poichè le perdite sarebbero mostruosamente alte.

I numeri del gioco del Lotto sono 90. Ne vengono estratti 5. Le probabilità che il numero 19 esca sono 1 su 90 sul primo numero estratto, 89 sul secondo, 88 sul terzo, 87 sul quarto, 86 sul quinto.

Sapete che diceva il teleimbonitore? Che sarebbe sul punto di uscire il 3 su Roma, e il 54 su Napoli da abbinare possibilmente a un altro numero in base 9 (9-18-27 etc..)

Sapete dov’e’ il massimo della comicità? NEL FATTO CHE VIENE DETTO CHE QUESTI NUMERI POTREBBERO USCIRE IN UN PERIODO VARIABILE DA UN MINIMO DI 4-5 GIOCATE AD UN MASSIMO DI 11-12!

Bene, mi improvviso “numerologo” anch’io, vedo e prevedo e stravedo guardando il mio cagnolino negli occhi, che sulla ruota di Milano uscirà il 77 abbinato con il 49. Tenete d’occhio le prossime estrazioni!

Sono convinto che se l’inferno esistesse, i colpevoli di cironvenzione d’incapaci ci andrebbero messi ad arrostire in eterno.

Aloha

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