Monday, November 10, 2008

La Lettera di Cossiga è un reato oltre che un insulto.


La lettera che Cossiga ha inviato al Capo della Polizia Manganelli, è un reato oltre che un insulto alla libertà di parola. Auspicare danni, violenze, ferimenti e magari anche il morto deve essere classificato come reato. Istigazione a delinquere, istigazione alla violenza, istigazione all’odio, istigazione all’abuso di potere. Ci sarà ben qualcosa di tutto questo in questa lettera delirante. E meno male che in Italia esiste ancora la libertà di parola e d’opinione così che Cossiga ha potuto mostrarsi per quello che è. Ma il silenzio intorno alle sue parole è assordante.

‘Caro Capo, per alcune dichiarazioni paradossali e provocatorie da me rese sul come gestire l’ordine pubblico in questa ripresa di massicce manifestazioni e come, spengendo tempestivamente i focarelli, si possa evitare che divampino poi gli incendi, mi sono beccato denunzie da molte persone, sacerdoti, frati e suore comprese, e sembra che me sia in arrivo una da parte di S.Em.za il Card. Tettamanzi, firmata anche dai alcuni suoi fedeli adepti dei Centri Sociali, dei No Global e dei Black Bloc.

Ma osando contro l’osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti piu’ grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d’alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. E’ stato, mi creda! un grande errore strategico”.

”Io -proseguie Cossiga- ritengo che, data anche la posizione dell’opposizione (non abbiamo piu’ il Partito Comunista e il ferreo servizio d’ordine della CGIL), queste manifestazioni aumenteranno nel numero, in gravita’ e nel consenso dell’opposizione. Un’efficace politica dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti. A mio avviso, dato che un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, a loro madri, figlie e sorelle, l’occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata non e’ cosa poi tanto grave, il mio consiglio e’ che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati, se fosse possibile la sede dell’arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi, da queste manifestazioni,e cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l’odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio duella de L’Unita’, li sorregge.

L’ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio come ho gia’ detto un vecchio, una donna o un bambino , rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita.

Io aspetterei ancora un po’, adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ”Bella ciao”, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno.

E il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si e’ intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco,di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di ”Hitler! Hitler!”. Questo il mio consiglio. Cordialmente Francesco Cossiga”.

Aiuto, mandateci le Nazione Unite.

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Sunday, November 9, 2008

Dio è fuori per affari

E così stiamo vedendo/vivendo la più grande crisi economica della storia. In passato situazioni simili si risolvevano con le guerre e si spera che l’incidente avvenuto a bordo di un sottomarino nucleare russo in cui sono morti 20 marinai non fosse un’esercitazione in previsione di foschi scenari. Mi piace di questi tempi ripensare a una frase di Bertold Brecht che ho imparato leggendo Dylan Dog: “Il vero ladro non è chi rapina una banca, ma chi la fonda.” . Guardando ai casi più tragici per gli investitori come nei casi della Enron o della Parmalat, è chiaro che quella frase non è soltanto fantasia.

Consiglio a tutti la visione del documentario “ENRON, L’ECONOMIA DELLA TRUFFA” di Alex Gibney (in onda su Cult in questi giorni).

E’ triste constatare i loschi legami tra la finanza e la politica a scapito della pelle e del sangue degli investitori. Sono pronto a scommettere che questa crisi non stia insegnando niente a nessuno, l’avidità è incurabile, non è il sistema capitalistico ad essere fallato, ma colui che lo ha ideato e portato al limite: l’essere umano.

Ho trovato molto interessante la parentesi sul cosiddetto “Esperimento Milgram”, un esperimento sociale del 1961 in cui veniva ordinato a delle persone normali di dare delle scariche di corrente elettrica a un’altra persona per punire quest’ultima nel caso di errore in un esercizio mnemonico. L’obiettivo dell’esperimento era scoprire dei tratti comuni nella malvagità, o meglio scoprire fin dove l’etica e la morale potessero resistere a un ordine, e a una garanzia di “impunità” (i soggetti infatti davano scariche elettriche nascosti da una parete sotto le direttive di “uno scienziato” e la “cavia” era solo un attore che urlava a comando in modo da fingere il dolore all’insaputa delle vere “cavie”).

Chi lavorava nelle aziende che hanno portato la rovina a migliaia di famiglie e chi lavora tutt’ora nelle banche che giocano d’azzardo coi risparmi delle persone, è cosciente del “male” effettivo o in potenza che sta operando? Quando il male si manifesta nelle forme più crude si tente a dire che si sente la mancata presenza di Dio. E’ azzeccata la scelta di Alex Gibney di chiudere il suo documentario con una canzone di Tom Waits “God’s away on businnes” , Dio è fuori per affari.

Vi lascio con questo dilemma domenicale e un filmato dei Griffin. Aloha

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Wednesday, November 5, 2008

Novembre


“A me Giusy Ferreri non piace come cantante, la canzone Novembre men che meno.” - StefsTM


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E così è arrivato Novembre col suo Ognissanti e Halloween ad aprire questo mese autunnale che di autunnale sta avendo solo la pioggia. Insomma, immaginatevi la mia faccia quando oltre ai soliti funghi nel prato di casa, ho visto che il peperoncino invece di appassire stava mettendo nuove foglie, mi sono avvicinato agli alberi da frutto e anche questi hanno foglie e rami novelli. La botta finale me l’ha data una spiga di grano giovane, ai lati del viale di casa. Poi ci ho riflettuto un momento e ho realizzato che c’erano 18 gradi. Niente in confronto ai 23° di Roma lunedì scorso, roba da girare in camicia e basta. Che dirvi di questa veloce parentesi romana? E’ stata dura organizzare una sorpresa come si deve, dissimulando la mia trasferta in treno con il pretesto di star andando dai parenti nel meridione e utilizzando una prenotazione farlocca per sviare i sospetti della mia lei. Impagabile la sua faccia quando in biblioteca mi sono avvicinato col fare di chi chiede “è libero questo posto?”. Certo che in certe biblioteche il Grande Fratello è una realtà consolidata. (Per fortuna a Felino c’e’ “solo” il filtro-facista). Nelle mie momenti morti mi sta tenendo compagnia Alexandre Dumas con il suo “I tre moschettieri”. Non l’avevo mai letto in edizione integrale e devo dire che è proprio un bel romanzo. Ma si diceva di Roma, questa volta non ci sono stati posti nuovi a parte una discoteca dove ci siam dimenticati di portare dentro il senso del pudore, o il mio pilotare la solita Uno per le strade di Roma con tanto di passeggeri. Mozione d’onore per 2 pasticcerie:

Il Cornetto in Via Eurialo 124 che offre una selezione di paste ben farcite e guarnite a un prezzo che qui in Emilia si può solo sognare

Orfeo Notte P.zza Cinecittà 34 dove trovete dei bomboloni (che qui chiamano volgarmente krapfen) farciti con almeno 2 etti di crema. Il delirio di un goloso.

Aloha


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Yes, we can CHANGE ?


Svegliarsi con Obama presidente, la pioggia mista al sole e un arcobaleno non è roba da tutti i giorni. Certo, poi è iniziato a piovere, poi mi ha telefonato il mio coinquilino perchè “o ci è o ci fa”. Ma che dire di Obama? Il suo discorso mi è piaciuto molto, si sente e si vede subito la differenza con Bush, ma il punto è che Obama deve sopravvivere fino al 20 gennaio. Ho paura che venga ucciso? ECCOME!

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Inoltre ci sono ancora 3 mesi di Bushismo in cui può succedere di tutto, dall’attentato spettacolare da lasciare in eredità alla nuova amministrazione, a una nuova guerra, insomma la coppia Bush-Cheney potrebbe voler apporre una firma profonda per concludere questi 8 anni repubblicani. 11 Settembre, Guerra al Terrore da cui il Terrore è uscito più forte anche attraverso la riduzione di alcuni diritti, l’uso sistematico della menzogna per iniziare una di ben 2 nuove guerre, crisi finanziaria globale, diritto internazionale calpestato, medio oriente in subbuglio, ambiente e relativi protocolli ignorati, incompetenza nel gestire le emergenze interne, queste sono alcune delle macchie indelebili di questi 8 anni.
E da noi? Il Vaticano dice “Dio lo illumini”(forse lo volevano un pò più chiaro di pelle) Beh da noi non so come reagirà Berlusconi ad andare a stringere la mano di quello che i suoi alleati leghisti chiamano “un negher”. Che faccia farà senza “l’amico Bush”? Qualsiasi cosa abbia detto Veltroni non l’ho sentita. Giuro. Veltroni sta ad Obama come il ghiaccio sul sole. Credo che nel PD ci sia una forte voglia di Obama (prima era Zapatero), insomma il leader del PD è qualcosa di imbarazzante. Sopratutto dopo le parole della Binetti. Dall’altra parte Guzzanti (padre) continua a parlare della Carfagna e di mignottocrazia. Facessero uno scambio allora, la Binetti per Guzzanti. O Veltroni per Berlusconi, tanto è uguale.

Sob.

Aloha.

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Tuesday, November 4, 2008

Le elezioni americane viste dal Congo.


Allora, vincerà Obama? Vincerà McCain (proprio quello delle patatine?) ? Mentre molte persone tirano il fiato per queste ore “storiche” per il futuro geopolitico del pianeta, altre persone tirano le cuoia in Congo dove i numeri sui profughi continuano a crescere, si parla di un milione e seicentomila persone.

 1.600.000 persone gente.

Resta da capire se il futuro di queste persone dipenderà da chi vincerà negli U.S.A. . Io credo che si continuerà ad ignorarli come si è fatto fino ad oggi.

Se poi dovesse esserci un presidente dalla pelle scura in una nazione che ha sfruttato lo schiavismo da cui è derivata la segregazione razziale e nelle cui carceri la maggioranza dei detenuti non è di razza caucasica… beh sarebbe un fatto storico anche se non per i profughi del congo, i monaci di Lhasa, gli studenti birmani e così via.

Addà passà a nuttata.

Aloha, forza Obama.

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