“Devo dire che il cinghiale è la presenza inquietante che non se ne vuole andare…una cosa è certa: oggi non pranzerò. Ma nemmeno un’insalatina!!” - StefsTM

Come raccontarvi quanto accaduto ieri sera a Rosano sull’Appennino Reggiano? Direi che le parole non bastano, in questo caso solo le immagini possono aiutare. Sappiate che al Ristorante “Garofani”, in 9 noi non abbiamo mangiato… Abbiamo combattuto ogni possibile buonsenso, ogni senso della misura, ogni vergogna culinaria. E siamo (credo e spero) tutti vivi per raccontarlo. Appuntamento alle 20 a Castelnuovo Monti, per un’aperitivo. Si sbocconcellano pezzetti di pizza, gnocco ed erbazzone. Ma niente di serio, chi più chi meno, tutti siamo col freno a mano tirato - alcuni addirittura a digiuno da giorni o da ore- per poter affrontare come Dio comanda, pardon VIETA, la tortellata. Arriviamo poco prima delle 21 al ristorante e ci mettiamo a sedere. Siamo gli unici clienti, la cuoca ci sorride e chiede: “Posso cominciare?”, incassato l’unanime consenso inizia ad armeggiare in cucina. Tra camice Poletti e maglioni inguardabili si stempera l’attesa sgranocchiando grissini. Tra una risata e una chiacchiera un dato aleggia tra i commensali, si vocifera di ALMENO 50 tortelli a testa. Non riesco a focalizzare matematicamente questa quantita che mi sembra più che fattibile.
Poi inizia qualcosa che attiene più al metafisico e al leggendario piuttosto che al reale. La cuoca porta in tavola i tortelli d’erbetta.

Le divisioni devono essere eque, si parte con 10 tortelli a testa. I tortelli sono buonissimi, deliziosi, si sciolgono letteralmente in bocca e sono conditi alla perfezione con burro e parmigiano reggiano. La sala risuona solo dei nostri mugolii di apprezzamento e del televisore sintonizzato su di un commentatore sportivo esaltato per Milan Fiorentina. Ridiamo e scherziamo. Verso i 31 tortelli le nostre cognizioni matematiche cominciano a saltare, se qualcuno sbaglia i conti dicendo di aver preso più di quanto pattuito viene riportato all’ordine da un selvaggio ringhiare coronato da EH? OH! . Se qualcuno dice di aver preso di meno, viene accolto da un sorriso che lascia intendere “lascia fare… ci pensiamo noi..” Ormai in preda all’estasi dei sapori, mi beffo della mia coscienza e faccio una scarpetta nel vassoio vuoto.
Vengono portati in tavola i tortelli di patate. Il sottoscritto inizia letteralmente a delirare alla vista di due tazze fumanti ricolme di sugo di cinghiale.

Mangiamo di gusto e non ci accorgiamo del tempo che passa. Troppo poco: in meno di un’ora siamo già a 48 tortelli a testa.
Arrivano i tortelli di zucca: nessuno dice di no. Io arrivo a 62 tortelli e mezzo, altri a 65, i più valorosi a 70.
Realizziamo di aver mangiato alla media di 1 tortello al minuto per 65 minuti.
Siamo provati e si vede. Pallore, lentezza nel parlare e nel muoversi, discorsi senza senso, paragoni amorosi incentrati sui suini…
Quando ormai i giochi sembrano chiusi, viene ordinato un brodino “defaticante”. Non è uno scherzo. Il brodo arriva fumante, brodo di cappone, ideale per i cappelletti. Non so come ma sorbiamo tutti il brodo.
E il dolce? Pazzia? Forse. I tortelli gridano in ciascuno dei nostri stomaci “QUESTA E’ SPARTAAAAH!” quindi il dolce non può mancare. E anche il dolce non è meno delizioso dei piatti che lo hanno preceduto: crema di zabaione in crosta di croccante.

La cuoca è contenta, ha servito 42 porzioni a 9 clienti. 9 valorosi che il caso ha scelto per un’impresa ai limiti della decenza. 9 peccatori di gola. 9 pronti a tutto, anche a rifarlo…
Aloha