Trenitalia: l’incomprensibilità al potere
Mi spiace dover scrivere per l’ennesima volta di Trenitalia. Anche se stavolta qualcosa di buono c’è. Iniziamo con le buone notizie: gli Intercity che ho preso per spostarmi per queste vacanze di Pasqua sono arrivati in orario o addirittura (udite!udite!) in anticipo. Erano anche puliti. Per andare da Roma a Ceccano ho preso un Regionale Vivalto con tanto di aria condizionata e prese elettriche. Il tutto al costo di 4,90 euro per un biglietto chilometrico da 100Km.
Ora le notizie meno buone. Sui suddetti Intercity pur viaggiando in prima classe, le prese elettriche erano assenti. Come, vi starete chiedendo, c’erano sul regionale e non sugli Intercity? Esatto. E non solo, sul regionale funzionavano unicamente su di un lato. Sullo stesso regionale almeno 5 bagni erano inservibili. Le carrozze di prima classe dell’Intercity erano ovviamente vecchie di più di 30 anni ma con le plafoniere e le tappezzerie ammodernate.
Arrivato a Bologna in anticipo, ho controllato quali treni viaggiassero verso Piacenza, mi sono munito di biglietto regionale ho scoperto che il chilometrico per 70Km costa 4,80 euro, dieci centesimi in meno rispetto a quello laziale buono per viaggiare 30Km in più. Il primo treno in partenza era un EurostarCity, fare il biglietto in biglietteria mi sarebbe costato 9 euro. Quasi il doppio del biglietto regionale viaggiando alla velocità di un Intercity e facendo 1 sola fermata in meno. Nel caso fossi salito a bordo col biglietto regionale, mettermi in regola a bordo mi sarebbe costato intorno ai 14 euro.
Così mi sono deciso a prendere il regionale una mezz’ora dopo. Puntuale sì, ma anche vecchio e caldo come un forno, con gli adesivi alle finestre beffardi ad avvertire che si trattava di carrozze climatizzate.
Fate le vostre considerazioni.
Aloha!