Saturday, April 18, 2009

Ghigliottina o vecchiaia? Come morirà il giornalismo italiano.

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Aloha a tutti! Oggi vi chiedo se possibile, di riprendere in mano uno dei manuali di storia moderna che avete utilizzato alle superiori o in mancanza di questo va bene anche un’enciclopedia. Se non disponete di nessuno di questi oggetti, potete sempre rivolgervi a Wikipedia. Andate a controllare i nomi ma sopratutto i cognomi dei regnanti in Europa. Le loro casate. Noterete che a parte eventi eccezionali, questi nomi non solo si ripetono in ordine progressivo seguendo una “linea di sangue e discendenza” ma si interscambiano vicendevolmente più volte attraverso matrimoni combinati. Questi matrimoni garantivano la pace tra i regni, e l’aumento del potere delle casate che ne erano interessate, ma in particolare facevano sì che lo status quo -monarchia ed aristocrazia- rimanesse sempre lo stesso. Per ragioni che non staremo qui ad analizzare poteva succedere che il potere di un Regno scemasse fino al declino, il più delle volte a causa delle crisi finanziarie (!!!) per cui si tentava di risolvere o chiedendo prestiti, o iniziando una guerra per ottenere nuovi possedimenti e ricchezze, o si cercava una soluzione pacifica con un matrimonio combinato. Singolarmente le unioni combinate avvenivano anche a margine di guerre e crisi finanziarie. Le cose sono andate avanti così finchè non sono accaduti degli stravolgimenti sociali che hanno reso la monarchia obsoleta o addirittura illegale. Altre casate hanno resistito a questi eventi ma il loro potere è stato reso puramente simbolico come in Inghilterra e Giappone ad esempio. Da anni Beppe Grillo ci avverte di guardare i consigli d’amministrazione delle principali aziende quotate in borsa ma anche delle banche; è facile vedere come ci sia un rapporto incestuoso tra i vari appartenenti a svariati cda, cosa che genera conflitti d’interesse tali che a confronto quelli di Berlusconi sembrano chiacchiere da mercato (finanziario?). In questi giorni con il rinnovo delle nomine in RAI stiamo assistendo a qualcosa di simile ai matrimoni combinati tra i regnanti: le dirigenze e vicedirigenze delle testate cartacee e dei telegiornali si interscambiano in un’orgia per cui i nomi rimangono bene o male sempre quelli. Vittorio Pasteris accenna da qualche tempo all’evoluzione del giornalismo attraverso Internet e gli e-book/e-newspapers. Le statistiche parlano chiaro: il giornalismo italiano sta arrancando e invecchiando velocissimamente a causa di un’emorragia che sembra inarrestabile, quella della pubblicità. Saremo noi a dare il colpo di grazia al giornalismo come lo conosciamo oggi, ghigliottinando tutto l’establishment che si ritroverà di colpo senza lavoro a causa della scelta del pubblico (che viene venduto alla pubblicità - McLuhan) verso un’informazione “comune e condivisa” data in tempo reale e in rete con tutti i rischi che questo comporta - celebri le cantonate online  prese da vari giornalisti e spacciate per vere o voci di Wikipedia completamente errate- o assisteremo all’ invecchiamento e alla fine “naturale” del giornalismo italiano? L’unica cosa che potrebbe fermare questo processo al momento è rappresentata dal controllo della Rete in stile Cinese (motori di ricerca bloccati, forte controllo sui contenuti e censura stringente).

Ma c’e’ sempre l’autocensura… La sequenza che state per vedere è stata Fantozzicamente descritta come “Autoumiliazione con crocifissione in sala mensa.”

Staremo a vedere. Quello che so è che finchè nessun giornalsta chiederà a gran voce CHI HA CORROTTO DAVID MILLS? molti potranno continuare a sostenere che non si possa parlare di cani da guardia del potere ma di cani da compagnia. A me questa definizione ha sempre lasciato perplesso, se dico “i cani da guardia del mio vicino” intendo quelle bestie che se mi avvicino o disturbo vengono ad abbaiare e a mordere ME! Non si dovrebbe dire i cani da guardia dell’ informazione e della democrazia?!

…Aloha! 

Posted by StefsTM at 08:28:03 | Permalink | No Comments »

Cronache marchigiane…

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Così domenica 5 con la mia clone si è andati a Pesaro. E sull’A1 pareva estate, complice anche la coda a Bologna a causa del Cosmoprof. Insomma noi si viaggia per quel paio d’ore e si arriva a Pesaro. Mai vista Pesaro, la prima cosa che ho visto a parte rotonde come se piovesse è stato un palazzetto a forma di coccinella. Poi il lungomare, e la spiaggia sabbiosa. Con le cabine e tutto il resto. Solo che non era estate. Quindi la spiaggia era tutta per noi e qualche dozzina di persone. Nullappiù. Roba da cantare la sigla di O.C. sostituendo la parola California con Marchigiania. Poi c’e’ stata la piazza con la palla di Pomodoro (l’artista) ma ancor più interessante una casa stile liberty del 1907 deturpata da 2 enormi palazzi da riviera adriatica alle sue spalle. Rapida visita alla piazza principale, panchina, opere d’arte per terra che riproducono le pagine dei giornali al tempo del ventennio con l’introduzione delle leggi razziali. Una piazzetta con un banchetto di un’associazione di volontariato, la gelateria senza il bagno e senza il thè freddo, e le volontarie che ci spiegano come arrivare a Gradara. Poi Gradara, con una piadina a rallentarci metabolismo e movenze e il castello più bello fuori che dentro. La mia prima volta con ingresso gratuito in quanto studente di lettere. Di nuovo a Pesaro, per un battesimo. In Chiesa noi non seguiamo la liturgia e i vecchi ci guardan male. Poi si va a fare l’aperitivo. Che è come una cena. Così si torna e ci si ferma a Bologna per finire a chiacchierare a un tavolino di un locale in via Zamboni, che sembra estate. E si parla e anche “Clone è l’ultima volta che te lo dico..”. Poi km e km e si va a nanna.

Aloha

P.S. = R.I.P. Dave Arneson, thanks Dave.

Posted by StefsTM at 07:14:34 | Permalink | Comments (1) »