Ghigliottina o vecchiaia? Come morirà il giornalismo italiano.
![]()
Aloha a tutti! Oggi vi chiedo se possibile, di riprendere in mano uno dei manuali di storia moderna che avete utilizzato alle superiori o in mancanza di questo va bene anche un’enciclopedia. Se non disponete di nessuno di questi oggetti, potete sempre rivolgervi a Wikipedia. Andate a controllare i nomi ma sopratutto i cognomi dei regnanti in Europa. Le loro casate. Noterete che a parte eventi eccezionali, questi nomi non solo si ripetono in ordine progressivo seguendo una “linea di sangue e discendenza” ma si interscambiano vicendevolmente più volte attraverso matrimoni combinati. Questi matrimoni garantivano la pace tra i regni, e l’aumento del potere delle casate che ne erano interessate, ma in particolare facevano sì che lo status quo -monarchia ed aristocrazia- rimanesse sempre lo stesso. Per ragioni che non staremo qui ad analizzare poteva succedere che il potere di un Regno scemasse fino al declino, il più delle volte a causa delle crisi finanziarie (!!!) per cui si tentava di risolvere o chiedendo prestiti, o iniziando una guerra per ottenere nuovi possedimenti e ricchezze, o si cercava una soluzione pacifica con un matrimonio combinato. Singolarmente le unioni combinate avvenivano anche a margine di guerre e crisi finanziarie. Le cose sono andate avanti così finchè non sono accaduti degli stravolgimenti sociali che hanno reso la monarchia obsoleta o addirittura illegale. Altre casate hanno resistito a questi eventi ma il loro potere è stato reso puramente simbolico come in Inghilterra e Giappone ad esempio. Da anni Beppe Grillo ci avverte di guardare i consigli d’amministrazione delle principali aziende quotate in borsa ma anche delle banche; è facile vedere come ci sia un rapporto incestuoso tra i vari appartenenti a svariati cda, cosa che genera conflitti d’interesse tali che a confronto quelli di Berlusconi sembrano chiacchiere da mercato (finanziario?). In questi giorni con il rinnovo delle nomine in RAI stiamo assistendo a qualcosa di simile ai matrimoni combinati tra i regnanti: le dirigenze e vicedirigenze delle testate cartacee e dei telegiornali si interscambiano in un’orgia per cui i nomi rimangono bene o male sempre quelli. Vittorio Pasteris accenna da qualche tempo all’evoluzione del giornalismo attraverso Internet e gli e-book/e-newspapers. Le statistiche parlano chiaro: il giornalismo italiano sta arrancando e invecchiando velocissimamente a causa di un’emorragia che sembra inarrestabile, quella della pubblicità. Saremo noi a dare il colpo di grazia al giornalismo come lo conosciamo oggi, ghigliottinando tutto l’establishment che si ritroverà di colpo senza lavoro a causa della scelta del pubblico (che viene venduto alla pubblicità - McLuhan) verso un’informazione “comune e condivisa” data in tempo reale e in rete con tutti i rischi che questo comporta - celebri le cantonate online prese da vari giornalisti e spacciate per vere o voci di Wikipedia completamente errate- o assisteremo all’ invecchiamento e alla fine “naturale” del giornalismo italiano? L’unica cosa che potrebbe fermare questo processo al momento è rappresentata dal controllo della Rete in stile Cinese (motori di ricerca bloccati, forte controllo sui contenuti e censura stringente).
Ma c’e’ sempre l’autocensura… La sequenza che state per vedere è stata Fantozzicamente descritta come “Autoumiliazione con crocifissione in sala mensa.”
Staremo a vedere. Quello che so è che finchè nessun giornalsta chiederà a gran voce CHI HA CORROTTO DAVID MILLS? molti potranno continuare a sostenere che non si possa parlare di cani da guardia del potere ma di cani da compagnia. A me questa definizione ha sempre lasciato perplesso, se dico “i cani da guardia del mio vicino” intendo quelle bestie che se mi avvicino o disturbo vengono ad abbaiare e a mordere ME! Non si dovrebbe dire i cani da guardia dell’ informazione e della democrazia?!
…Aloha!

