Monday, May 25, 2009

Parma, Stadio Tardini e la sicurezza. Quando certe cose si fa finta di non vederle.

Ho fatto una foto la prima giornata di campionato di serie B allo Stadio Tardini a Parma. La partita era Parma - Rimini. La foto l’ho messa sul blog e la ripropongo. Mostra un tifoso in equilibrio sulle barriere che separano la curva nord dal campo. Sulle barriere c’erano delle punte metalliche che sono state durante quella partita metodicamente divelte in modo che ci si potesse salire sopra. Quella sera in curva c’erano molte persone, e in campo a poca distanza forze dell’ordine e vigli del fuoco. Il tifoso è rimasto in equilibrio appoggiato al palo che vedete per tutta la partita.

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Il 23 Maggio durante Parma - Vicenza nella curva ospiti un ragazzo di 19 anni, Eugenio Bortolon è caduto oltre le ringhiere. (ANSA) - PARMA, 24 MAG - E’ morto per arresto cardiaco Eugenio Bortolon, il tifoso vicentino 19enne caduto ieri pomeriggio allo stadio Tardini durante Parma-Vicenza. Il giovane e’ deceduto nella tarda serata di ieri, alle 22.35, ha reso noto l’ospedale dove era arrivato in gravissime condizioni. Nonostante le terapie adottate - conclude la nota - ‘la funzione cardio-circolatoria si e’ deteriorata fino all’arresto cardiaco’.

Questa morte non è un caso, è che ci sono cose che nessuno vuole vedere. E il primo che mi viene a dire che allo Stadio non si va per sporgersi dalle transenne o montare sui divisori rispondo: avete ragione, infatti negli stadi inglesi certe cose non ci sono. Anche “volendo” non si rischierebbe COMUNQUE di morire.

Fate le vostre considerazioni.

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Un altro pò di Roma e dintorni

Aloha!
Cosa posso raccontarvi di nuovo sulla Capitale e delle zone limitrofe?
Caldo africano a parte che imperversa anche qui in Emilia (ieri sera alle 22, 31° a Reggio Emilia) potrei raccontarvi del simpatico signore con accento napoletano il quale alla mia gentile richiesta di abbassare il volume della voce perchè udibile fin da metà del vagone ha commentato che lui non stava “urlando” ma stava parlando. Per poi iniziare ad insultarmi, mentre i suoi compagni di viaggi si adeguavano. Dopo un rosario di insulti e di “ma tu guarda questo, ora non si può manco più parlare” una signora dietro di lui gli ha detto “Guardi che le ha chiesto di abbassare il volume, mica le ha ordinato di stare zitto”. A questo punto il tizio si è girato, io gli ho fatto spallucce come per dire “Vedi? Finiscila” e questo che fa? Mi guarda e mi fa il gesto del silenzio con dito sulla bocca. A me è venuto in mente Saviano. Ad ogni modo in quel di Roma siamo andati a mangiare una pizza da  Addò Masto in Via Giacomo Bove (Quartiere Ostiense). Si è mangiato bene, la pizza era abbondante, anche perchè solo i cornicioni saranno stati un 20% dell’impasto totale. Ma la pizza napoletana è così. Certo che da noi la margherita viene 4,50€ a Roma anche 6,50€. Lo so, potrà sembrare che a Roma io mangi e basta, è solo che in questo spazio voglio condividere qualcosa che possa tornarvi utile. E’ per questo che vi consiglio il ristorante Il Delfino sul lungomare di Ostia Piazzale Magellano, 33. Bello il locale con una splendida vista sul mare, ottimo il servizio, ottimo il cibo col rapporto qualità-prezzo. Consiglio il riso cremolato alla crema di scampi o i tonnarelli allo scoglio. Fate attenzione ai tempi però. Potrebbe capitarvi di rimanere imbottigliati nel traffico dei ggiovani che frequentano le discoteche di Ostia. Come un tizio su una nuova 500 con lo scudetto della Turchia attaccato allo specchietto retrovisore e il CD di Laura Pausini a tutto volume. Talmente originale da venir fotografato anche da altri automobilisti in coda. Rimanendo in tema di locali e affini, ho partecipato a un matrimonio con relativa cena. La cena si è tenuta presso il locale “La Collinetta” in Via Vermicino 331. Il posto offre un colpo d’occhio notevole, ottimi anche cibi e bevande. Segnalo anche la fiera di S.Maria Ausiliatrice che si tiene ogni anno a Maggio nella ricorrenza della Santa. Per l’occasione vengono allestite diverse bancarelle di fronte alla chiesa che affaccia sulla Tuscolana. Peccato che al ritorno mi sia successo di avere un battibecco con un controllore di Trenitalia a Bologna. Situazione: l’Eurostar arriva in ritardo al binario 3 invece che all’1. Non ho il biglietto regionale, ma con me c’è mia mamma e abbiamo un paio di valige discretamente pesanti. Al binario 4 è in partenza il regionale per Piacenza. Saliamo. O meglio, facciamo mezzo binario a piedi perchè 3 carrozze sono chiuse ed inaccessibili.  Il treno è pieno, c’è una carrozza di prima declassata, e un’altra carrozza di prima dove troviamo da sederci. Il caldo imperversa nonostante l’aria condizionata. Arriva il controllore. Mia madre pur avendo chiesto all’agenzia di viaggiare in prima classe ha un biglietto ordinario. Quindi il controllore con tono da rimprovero dice che deve farle l’adeguamento. Mia madre risponde che pagherà ma che non è possibile che uno chiede una cosa e gliene viene data un’altra. Il controllore dice che la colpa non è del suo collega ma di mia madre che doveva controllare i tagliandi (N.B.= Il biglietto dell’eurostar era di prima classe ed era giusto). Poi si rivolge a me. Mi chiede se ho il biglietto, gli dico che non ce l’ho e che mi può fare pure il verbale. Il controllore a questo punto si scalda e dice che alla prossima fermata devo scendere dal treno perchè il verbale non si fa. Immaginatevi la mia reazione dopo diverse ore di caldo, dopo tutto quello che so di Trenitalia… Gli dico che può anche chiamare la Polfer ma che io non scendo. Mi chiede un documento e io gli porgo la patente.

Sapete dov’era il problema? Il verbale non si fa più. O si paga o si scende. Insomma avrei dovuto dire, mi faccia la multa. Dopo avergli ricordato le varie vicende di scioperi del personale, delle carrozze chiuse, dei diritti d’ammissione e delle C.L.C. ne è nata una discussione più civile in cui lui mi ha spiegato che non era facile stare nella sua situazione dove la maggioranza dei viaggiatori cerca di farsi furba e un’altra percentuale se la prende con lui che non ha “poteri” ma segue “direttive”. Morale della favola? La discussione si è protratta, siamo arrivati a destinazione e nonostante la mia disponibilità a pagare la multa (CHE IN EMILIA ROMAGNA CORRISPONDE A 5 EURO PIU’ IL PREZZO DEL BIGLIETTO INVECE CHE 50 EURO) il controllore ci ha lasciato andare.

Fate le vostre considerazioni.

Aloha

Posted by StefsTM at 09:29:56 | Permalink | No Comments »