Il Berlusconismo colpisce se stesso: boomerang
E’ un boomerang. Un boomerang lanciato 14 anni fa che adesso torna indietro per colpire il suo ideatore con impressa una parola: “papi”. Nessuno avrebbe usato questo termine per identificare Silvio Berlusconi. E’ comunque interessante notare come sia stato il berlusconismo a creare il proprio tallone d’Achille. L’idea del successo rapido, della spettacolarizzazione della vita, del traguardo mediatico ha fatto presa nell’immaginario e nei desideri degli italiani che oggi sono così. Noemi Letizia è una giovane italiana di oggi e non si è posta nessun problema nell’appellare Silvio Berlusconi con i termini “papi Silvio”. Solo che 14 anni non cambiano un sentimento vecchio come l’essere umano: l’invidia. L’invidia che nasce dall’idea che nel gareggiare per il successo ci sia un trattamento di favore per un concorrente. Non è una questione morale, ma puro egoismo. Perchè questo trattamento è ben accetto se riguarda noi, ma è deplorevole se non ci riguarda. Un’altro elemento essenziale perchè l’invidia monti è la pubblicità del favoritismo. Infatti se ottenuto dietro le quinte, è tollerato, anche perchè conterstarlo porterebbe ad un coro di accuse nonchè all’esclusione dalla gara per il successo. Ma una volta diventato di pubblico dominio, ci si può unire e puntare il dito. E’ già successo in passato. Questa è la foto del nostro Paese oggi. Troppo simile a quella di ieri: arrivismo e vigliaccheria.
P.S.= Considero preoccuopante che non siano stati i fatti o le idee dell’opposizione a mettere in crisi il berlusconismo, ma una ragazza neo maggiorenne che probabilmente sarà osannata e ringraziata per molti anni per aver donato una parola su cui far leva: “papi”
Consiglio la lettura di Noemi, quattro cose ovvie di Beppe Severgini
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