Thursday, April 30, 2009

Erminio Boso (Lega Nord) : Sparare ai magistrati

Stamattina mi sono soffermato qualche minuto a vedere una trasmissione su canale italia, dove tra gli ospiti era presente Debora Serracchiani. A un certo punto il discorso è finito sulla situazione clandestini/carceri/rimpatrio. Il conduttore risponde a una telefonata, la voce maschile ed allegra è di Erminio Boso attualmente senatore della Lega Nord e candidato per le elezioni europee. Boso parla del suicidio dell’esercente che per difendersi aveva aperto il fuoco su due malviventi ed era in attesa di giudizio per eccesso di legittima difesa. Prendendo spunto da questo evento Boso ha detto che

SI DOVREBBE PIUTTOSTO SPARARE AI MAGISTRATI.

Roba che se a dirla fosse una persona comune o un giornalista (!!!) andrebbe incontro a chissà quale condanna -giustamente-. Boso no. Effetto dell’immunità parlamentare.

E’ ora di finirla di ascoltare i leghisti come si ascolta il parente un pò eccentrico, che ogni tanto ne spara una -cosa che già avviene con l’attuale Primo Ministro-.

Volevo scrivere una mail all’ ANM e al CSM. Non trovo contatti email in nessuno dei 2 siti…

W l’Italia.

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Wednesday, April 29, 2009

Fatevi delle domande.

Questo blog, promuove il dubbio e lo sviluppo del pensiero critico.

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Oggi vi consiglio la visione di:

ZEITGEIST

The Power of Nightmares Part 3: The Shadows in the Cave

E la consultazione di un altro blog sui terremotati e la loro situazione in Abruzzo:

Terremoto: dove gli altri non arrivano.

Continuare a porre e a porvi domande.

Una delle tante? CHI HA CORROTTO DAVID MILLS?

Posted by StefsTM at 17:04:53 | Permalink | No Comments »

Trenitalia: gestione criminale

Penso che alla luce di eventi come quelli che potrete leggere di seguito, soltanto una parola può identificare la gestione di Trenitalia: CRIMINALE.

Si parla tanto -e si fa sempre meno- di incidenti sul lavoro e di morti bianche. Ma quando gli incidenti capitano a chi sta usufruendo del servizio offerto dal lavoro? Come bisogna identificare questi eventi? E questa condotta? Quante persone si feriscono o subiscono dei danni di varia natura utilizzando i servizi di Trenitalia?

Chi dovrebbe rispondere? Mauro Moretti? 

(ANSA) - CROTONE, 26 MAR - Un uomo, M.M., di 40 anni, di Sorbo San Basile, ha subito l’amputazione di un braccio perche’ rimasto ferito in un incidente verificatosi stamani nella stazione ferroviaria di Crotone mentre scendeva dal treno in movimento. L’uomo, secondo una prima ricostruzione, accortosi che il treno stava ripartendo, ha aperto la portiera ed e’ sceso dalla vettura ma e’ stato sbalzato sui binari subendo l’amputazione. Il quarantenne e’ stato soccorso dagli agenti della Polizia ferroviaria e trasportato all’Ospedale di Crotone dove, dopo essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico, si trova ricoverato, in prognosi riservata, nel reparto di rianimazione.

(Assemblea Nazionale dei Ferrovieri)

INCIDENTE SU TRENO A LATINA, AMPUTATO BRACCIO AD UNA GIOVANE

(ANSA) - LATINA, 26 APR - Ha subito l’amputazione del braccio destro una ragazza di 21 anni, L.R., originaria di Pomezia, che oggi è rimasta vittima di un incidente alla stazione ferroviaria di Latina scalo. La giovane stava salendo sul treno diretto a Roma quando un braccio le è rimasto incastrato nella porta del vagone. La dinamica dell’accaduto è al vaglio della polizia.

22/04/09 Parma: Bambini “bloccati sul treno”. Episodio identico 2 giorni prima.

E NEL FRATTEMPO LA NUOVISSIMA ALTA-VELOCITA’ GIA’ SI ROMPE!

Posted by StefsTM at 16:38:39 | Permalink | Comments (4)

Tuesday, April 28, 2009

Scusate, ma non è suina.

In merito al post precedente chiedo scusa ai miei lettori ma anch’io ho abboccato alla definizione febbre suina. ANCHE SE NON E’ STATO INFETTATO NEMMENO UN MAIALE.

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A Felino (PR) la comunità ha compiuto un gesto di solidarietà verso il maiale, dal quale si ricavano ottimi insaccari tra cui l’ottimo salame di Felino.

Aloha

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Monday, April 27, 2009

Il pollo con l’influenza e il porco con la febbre: quando Dio gioca a Pandemic 2

Ve la ricordate l’influenza aviaria? E Storace allora Ministro della Salute che tranquillizzava tutti parlando dell’ordine di milioni di vaccini? Quando ovviamente non c’erano dei vaccini per quel tipo di virus ma per l’influenza che girava quell’anno. Secondo voi quanto guadagnarono all’epoca le aziende farmaceutiche? Tanto? Molto? Troppo?

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Purtroppo in questi giorni la situazione è sicuramente più seria, perchè come vi avranno insegnato a scuola: siamo molto più simili ai maiali che ai polli. Ogni volta che leggo del rischio di una possibile pandemia mi vengono in mente 2 cose: la spagnola e Pandemic 2.

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Noi virus del pianeta abbiamo dei virus. Mi piacerebbe sapere se ci sono dei virus dei virus.

Posted by StefsTM at 16:37:47 | Permalink | No Comments »

Viral Marketing all’italiana via Facebook: Si può fare di meglio

In redazione a Reppublica.it abboccano proprio a tutto. Ma cosa costava a chi ha scritto il commento alle foto, andare a fare una ricerca su facebook per scoprire che la faccenda del volantinaggio selvaggio con presunto annullamento di matrimonio era un’ operazione di viral marketing? L’effetto c’e’ stato sicuramente, tanto che anch’io sono qui a parlavene, però so anche che non andrò a vedere il film pubblicizzato. Un buon viral marketing dovrebbe saper resistere molto di più ed essere organizzato come si deve. Peccato che sia venuta una cosa all’italiana, c’e’ ancora da imparare dagli americani.

Il fatto: Repubblica.it pubblica una notizia fotografica di una tale Valeria che per vendicarsi avrebbe tappezzato mezza Roma con la foto di Antonio suo promesso sposo che secondo lei l’ha tradita. La prova sarebbe la foto del volantino con  un tizio con due tette enormi appoggiate sulla testa. Il volantino porta la firma di Valeria e degli invitati al matrimonio e viene menzionato Facebook.

Su Facebook basta cercare “valeria antonio matrimonio” e si trova un gruppo, che poi è il loro.

I profili di Valeria ed Antonio “stanamente” sono entrambi consultabili da tutti, e sempre “stranamente” sono stati creati entrambi il 7 Aprile.

Qualcuno deve aver fatto domande in giro tant’è che nei commenti al profilo di Valeria c’e’ un link che porta a un film.

Nelle sezioni del sito del film che uscirà nelle sale a Maggio, c’e’ anche una pagina chiamata Maledetto Tag.

Ecco svelato l’arcano. Bella l’idea, bell’esperimento ma peccato per aver tappezzato ulteriormente Roma.

E peccato per l’articolista di Repubblica.it

Aloha

P.S.= Nel film Valeria è interpretata da Giulia Bevilacqua e Antonio da Corrado Fortuna

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Fascino femminile, effetto ipnosi: Kelly Brooks

Aloha, mettiamo che vediate per strada una così:

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Penserete: “Ok, bella donna, ma niente di eccezionale.”

Ecco adesso guardate cosa possono fare luci, trucco e parrucco in questo video. Vi dico che quando la vedo mi ipnotizza in particolare al minuto 2:03 . Il suo nome? .. Kelly Brooks…


Ah… ieri notte mi son svegliato (e ho trovato l’invasor! -sic.-) perchè m’ero addormentato con la televisione accesa. In quel momento si parlava di Lindsay Lohan…. E’ LEI QUELLA DELLO SPOT DELLA FORNARINA. Sta ragazza s’è bruciata.


Continuando a parlare di donne, in ISLANDA è stata eletto un primo ministro donna socialdemocratico e dichiaratamente omosessuale: Johana Sigurdardottir. Che dire? L’Islanda è avanti in tutto, tra i primi a venir colpiti dalla crisi (il risultato delle elezioni è stato visto anche come punizione dell’attuale governo di destra) è anche il primo ad eleggere una donna omosessuale. Chapeu

“Io? Io sono fortunato? E’ vero, per dirtene una conosco una ragazza che è bella già appena sveglia. E ti dico, ce ne sono pochissime.” - StefsTM

 

Posted by StefsTM at 10:44:40 | Permalink | No Comments »

Saturday, April 25, 2009

25 Aprile


“Questi ideali sono la libertà e la giustizia sociale, che - a mio avviso - costituiscono un binomio inscindibile, l’un termine presuppone l’altro: non può esservi vera libertà senza giustizia sociale e non si avrà mai vera giustizia sociale senza libertà.
” - Sandro Pertini

XXV ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE 
Seduta della Camera dei deputati del 23 aprile 1970
Orazione ufficiale di Sandro Pertini

Lungo è il cammino percorso dai patrioti italiani per riconquistare la libertà e questo cammino non ha soluzioni di continuità, perché la Resistenza, a mio avviso, non è un fatto storico a sé stante, ma è stata la continuazione della lotta antifascista. 1 patrioti che, sotto la dittatura, si sono battuti forti solo della loro fede e della loro volontà, partecipano alla lotta armata della Resistenza.
Qui vi sono uomini che hanno lottato per la libertà dagli anni ‘20 al 25 aprile 1945. Nel solco tracciato con il sacrificio della loro vita da Giacomo Matteotti, da don Minzoni, da Giovanni Amendola, dai fratelli Rosselli, da Piero Gobetti e da Antonio Gramsci, sorge e si sviluppa la Resistenza.
Il fuoco che divamperà nella fiammata del 25 aprile 1945 era stato per lunghi anni alimentato sotto la cenere nelle carceri, nelle isole di deportazione, in esilio.
Alla nostra mente e con un fremito di commozione e di orgoglio si presentano i nomi di patrioti già membri di questo ramo del Parlamento uccisi sotto il fascismo: Giuseppe Di Vagno, Giacomo Matteotti, Pilati, Giovanni Amendola; morti in carcere Francesco Lo Sardo e Antonio Gramsci, mio indimenticabile compagno di prigionia; spentisi in esilio Filippo Turati, Claudio Treves, Eugenio Chiesa, Giuseppe Donati, Picelli caduto in terra di Spagna, Bruno Buozzi crudelmente ucciso alla Storta.
I loro nomi sono scritti sulle pietre miliari di questo lungo e tormentato cammino, pietre miliari che sorgeranno più numerose durante la Resistenza, recando mille e mille nomi di patrioti e di partigiani caduti nella guerra di Liberazione o stroncati dalle torture e da una morte orrenda nei campi di sterminio nazisti.
Recano i nomi, queste pietre miliari, di reparti delle forze armate, ufficiali e soldati che vollero restare fedeli soltanto al giuramento di fedeltà alla patria invasa dai tedeschi, oppressa dai fascisti: le divisioni «Ariete» e «Piave» che si batterono qui nel Lazio per contrastare l’avanzata delle unità corazzate tedesche; i granatieri del battaglione «Sassari» che valorosamente insieme con il popolo minuto di Roma affrontarono i tedeschi a porta San Paolo; la divisione «Acqui» che fieramente sostenne una lotta senza speranza a Cefalonia e a Corfù; i superstiti delle divisioni «Murge», «Macerata» e «Zara» che danno vita alla brigata partigiana «Mameli»; i reparti militari che con i partigiani di Boves fecero della Bisalta una roccaforte inespugnabile.
Giustamente, dunque, quando si ricorda la Resistenza si parla di Secondo Risorgimento. Ma tra il Primo e il Secondo Risorgimento vi è una differenza sostanziale. Nel Primo Risorgimento protagoniste sono minoranze della piccola e media borghesia, anche se figli del popolo partecipano alle ardite imprese di Garibaldi e di Pisacane. Nel Secondo Risorgimento protagonista è il popolo. Cioè guerra popolare fu la guerra di Liberazione. Vi partecipano in massa operai e contadini, gli appartenenti a quella classe lavoratrice che sotto il fascismo aveva visto i figli suoi migliori fieramente affrontare le condanne del tribunale speciale al grido della loro fede.
Non dimentichiamo, onorevoli colleghi, che su 5.619 processi svoltisi davanti al tribunale speciale 4.644 furono celebrati contro operai e contadini.
E la classe operaia partecipa agli scioperi sotto il fascismo e poi durante l’occupazione nazista, scioperi politici, non per rivendicazioni salariali, ma per combattere la dittatura e lo straniero e centinaia di questi scioperanti saranno, poi, inviati nei campi di sterminio in Germania, ove molti di essi troveranno una morte atroce.
Saranno i contadini del Piemonte, di Romagna e dell’Emilia a battersi e ad assistere le formazioni partigiane. Senza questa assistenza offerta generosamente dai contadini, la guerra di Liberazione sarebbe stata molto più dura. La più nobile espressione di questa lotta e di questa generosità della classe contadina è la famiglia Cervi. E saranno sempre figli del popolo a dar vita alle gloriose formazioni partigiane.
Onorevoli colleghi, senza questa tenace lotta della classe lavoratrice - lotta che inizia dagli anni ‘20 e termina il 25 aprile 1945 - non sarebbe stata possibile la Resistenza, senza la Resistenza la nostra patria sarebbe stata maggiormente umiliata dai vincitori e non avremmo avuto la Carta costituzionale e la Repubblica.
Protagonista è la classe lavoratrice che con la sua generosa partecipazione dà un contenuto popolare alla guerra di Liberazione.
Ed essa diviene, così, non per concessione altrui, ma per sua virtù soggetto della storia del nostro paese. Questo posto se l’è duramente conquistato e non intende esserne spodestata.
Ma, onorevoli colleghi, noi non vogliamo abbandonarci ad un vano reducismo. No. Siamo qui per porre in risalto come il popolo italiano sappia battersi quando è consapevole di battersi per una causa sua e giusta; non inferiore a nessun altro popolo.
Siamo qui per riaffermare la vitalità attuale e perenne degli ideali che animarono la nostra lotta. Questi ideali sono la libertà e la giustizia sociale, che - a mio avviso - costituiscono un binomio inscindibile, l’un termine presuppone l’altro: non può esservi vera libertà senza giustizia sociale e non si avrà mai vera giustizia sociale senza libertà.
E sta precisamente al Parlamento adoperarsi senza tregua perché soddisfatta sia la sete di giustizia sociale della classe lavoratrice. La libertà solo così riposerà su una base solida, la sua base naturale, e diverrà una conquista duratura ed essa sarà sentita, in tutto il suo alto valore, e considerata un bene prezioso inalienabile dal popolo lavoratore italiano.
1 compagni caduti in questa lunga lotta ci hanno lasciato non solo l’esempio della loro fedeltà a questi ideali, ma anche l’insegnamento d’un nobile ed assoluto disinteresse. Generosamente hanno sacrificato la loro giovinezza senza badare alla propria persona.
Questo insegnamento deve guidare sempre le nostre azioni e la nostra attività di uomini politici: operare con umiltà e con rettitudine non per noi, bensì nell’interesse esclusivo del nostro popolo.
Onorevoli colleghi, questi in buona sostanza i valori politici, sociali e morali dell’antifascismo e della Resistenza, valori che costituiscono la «coscienza antifascista» del popolo italiano.
Questa «coscienza» si è formata e temprata nella lotta contro il fascismo e nella Resistenza, è una nostra conquista, ed essa vive nell’animo degli italiani, anche se talvolta sembra affievolirsi. Ma essa è simile a certi fiumi il cui corso improvvisamente scompare per poi ricomparire più ampio e più impetuoso. Così è «la coscienza antifascista» che sa risorgere nelle ore difficili in tutta la sua primitiva forza.
Con questa coscienza dovranno sempre fare i conti quanti pensassero di attentare alle libertà democratiche nel nostro paese.
Non permetteremo mai che il popolo italiano sia ricacciato indietro, anche perché non vogliamo chele nuove generazioni debbano conoscere la nostra amara esperienza. Per le nuove generazioni, per il loro domani, che è il domani della patria, noi anziani ci stiamo battendo da più di cinquant’anni.
Ci siamo battuti e ci battiamo perché i giovani diventino e restino sempre uomini liberi, pronti a difendere la libertà e quindi la loro dignità.
Nei giovani noi abbiamo fiducia.
Certo, vi sono giovani che oggi «contestano» senza sapere in realtà che cosa vogliono, cioè che cosa intendono sostituire a quello che contestano. Contestano per contestare e nessuna fede politica illumina e guida la loro «contestazione». Oggi sono degli sbandati, domani saranno dei falliti.
Ma costoro costituiscono una frangia della gioventù, che invece si orienta verso mete precise e che dà alla sua protesta un contenuto politico e sociale. Non a caso codesta gioventù si sente vicina agli anziani antifascisti ed ex partigiani, dimostrando in tal modo di aver acquisito gli ideali che animarono l’antifascismo e la Resistenza.
E da questi ideali essi traggono la ragione prima della loro «contestazione» per una democrazia non formale, ma sostanziale; per il riscatto da ogni servitù e per la pace nel mondo.
Ecco perché noi anziani guardiamo fiduciosi ai giovani e quindi al domani del popolo italiano.
Ad essi vogliamo consegnare intatto il patrimonio politico e morale della Resistenza, perché lo custodiscano e non vada disperso; alle loro valide mani affidiamo la bandiera della libertà e della giustizia perché la portino sempre più avanti e sempre più in alto. Viva la Resistenza!

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Friday, April 24, 2009

Isteria collettiva

“Il mio blog ha avuto più visite nelle ultime 48 ore che nell’ultimo mese. Il tutto a causa dell’isteria collettiva dovuta alla falsa notizia della previsione del terremoto di Giuliani nel parmense. Che tristezza.” - StefsTM

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Posted by StefsTM at 11:41:49 | Permalink | No Comments »

Thursday, April 23, 2009

Il G8 in Abruzzo? Sarà vero?


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E così il G8 che Romano Prodi aveva voluto a La Maddalena si terrà forse in Abruzzo…

Secondo voi è possibile che una delle ragioni per cercare di spostare il G8 dalla Sardegna all’Abruzzo possa essere dovuta a un ritardo nelle consegne di tutto quanto è stato “messo in moto” in quella zona? Mi riferisco alla gara d’appalto e alla presenza della Mita resort (presidente Emma Marcegaglia n°1 di Confindustria).

Aloha

Posted by StefsTM at 16:46:28 | Permalink | No Comments »