(Post scritto il 21 Aprile 2008)
Data la situazione non mi sento in vena di descrizioni arzigogolate e dettagliate di fatti ed eventi, quindi questo post potreste pure saltarlo a piedi pari o con un salto Fosbury. Fate voi
Parto per Roma giovedì pomeriggio e mentre sono con il mio zainone ad obliterare il biglietto, mi passa di fianco Paolo Rossi.
Non ho idea di quale sia stata la mia faccia, Rossi mi ha guardato rallentando un minimo (forse si aspettava una reazione scomposta) ed è andato oltre. Nel sottopassaggio incontro Nuccio con una ragazza e gli dico della presenza di Rossi. A me è sempre piaciuto come comico e come attore. Quindi dopo qualche tentennamento vado a importunarlo e con fare molto legnoso (a quanto mi hanno detto) gli ho stretto la mano facendogli i complimenti. L'amica di Nuccio ha detto che avrei potuto attirare la sua attenzione per poi dire a quello di fianco "Ma...Lei è dell'UNICREDIT?!" Chissà come l'avrebbe presa Rossi.
Per bilanciare l'inaspettato incontro il Karma decide che il mio posto sarà di fianco a un tizio di mezza età con cuffie del cell avvitate nelle orecchie, cappello da baseball infilato fin sopra agli occhi che comunque sono coperti da un paio di grandi occhiali da sole. Che io quelli che girano con gli occhiali da sole quando il sole non c'e' non li ho mai capiti e poco li sopporto. Se ci aggiungiamo la camicia nera con delle strisce di tessuto verticali e la cravatta bianca...
Mi siedo, la carrozza è di quelle aperte, almeno ho spazio per le gambe a differenza degli scompartimenti in seconda. Solo che mi salta subito al naso la puzza di fumo che emana il mio vicino di posto, il quale per non farmi mancare niente si mette a tossire emanando un alito schifido.
Mi getto nella lettura di Caos Calmo prestatomi dalla mia coinquilina.
A Bologna, la mia lettura viene interrotta dalle schermaglie tra una tizia italiana, un tizio straniero e un italiano in grado. L'italiana fa cadere qualcosa sullo straniero (inglese o americano non saprei dire) che si lamenta, lei chiede scusa in italiano ma anche con fare incazzato del tipo "oh, le ho chiesto scusa!", ne nasce un battibecco bilingue tra la tizia e il tizio finchè un terzo attacca in inglese con cadenza italiana intimando allo stranierno di comportarsi bene e di non dire male degli italiani, che non si deve permettere e che la signora ha chiesto scusa, ma chi si crede di essere, e se ne stesse zitto anzi gli dice più volte in tono minaccioso "and shut up!".
Mi è sembrato un degno teatrino della situazione italiana, con l'incazzatura di fondo della gente pronta a sgorgare da qualsiasi crepa. L'ordine è stato riportato da uno davanti a me che ha detto "CALMA!CALMA!" ed è calato un silenzio carico di tensione.
Dietro di me ci sono 3 donne che chiacchierano ad alta voce in dialetto napoletano e vanno avanti per ore, confermando che è facile incontrare un napoletano che "non sputa mai per terra".
Mi sembra che una donna mi stia fissando. Mi metto a fissarla, mi guarda e mi vergogno così sposto lo sguardo. Torno a guardarla così è lei a vergognarmi per essere stata pizzicata. Questa cosa va avanti finchè non scende e viene accolta da un omino bruttino. Perchè mi fissasse non so.
Vado al bagno per darmi una rinfrescata ma non c'e' acqua. La serratura è rotta e sono intrappolato. Non posso mettermi a gridare aiuto come una donna isterica ma non posso nemmeno aspettare di arrivare a Roma o addirittura oltre! Così mi produco in un semi-virile:
Aiuto. !
(da fuori) Che succede?
Sono rimasto chiuso dentro.
Non si apre? (genialità pura)
No.
Un ragazzo all'esterno tocca la maniglia e la porta si apre dolcemente. Trenitalia e le sue trappole maledette.
Arrivo a Roma e piove. Ormai è un rito. Anche io come mio padre sono un uomo della pioggia. Roma dal canto suo si gode anche con la pioggia, sopratutto perchè stacca i manifesti elettorali dei ballottaggio.
Al parco un uccello che voleva sicuramente colpire me, sbaglia mira e becca la mia ragazza sulla fronte.
Mi sono reso conto che faccio troppe cose senza pensarci perchè pochissimi minuti dopo l'ho baciata quasi esattamente dove era stata colpita.
Alla sera incontro Luxor con suo fratello, Jessica e la sua coinquilina. Era da molto che non ci si incontrava ma comunque viaggiamo sulla rotta delle cazzate selvagge come ai vecchi tempi. Se poi Luxor e la mia ragazza si mettono a scommettere contro me e Marcello che la Liguria NON confina con la Toscana...
Luxor mi fa sentire come un uomo delle caverne quando mi spiega che è possibile mettere nei segnalibri tutti i siti (blog) che si legge abitualmente per poterli aprire tutti in una volta in schede diverse.
E' come quando trovi uno che si compra la macchina per sentirci la musica dentro, prima o poi qualcuno lo avvicina e gli dice: "Ma sai che puoi anche andarci in giro...vero?"
Guido per Roma. Stavolta non ci sono sorprese.
Il giorno dopo io e la mia lei andiamo a vedere uno spettacolo per bambini interpretato da bambini al Teatro Verde (Trastevere). I bambini sono bravi e il teatro è ben fatto e organizzato. Una grande idea che produce ottimi risultati.
Nel pomeriggio carichiamo chitarra e bonghi (ora ti sfondo i bonghi) prima di arruolare Federico per una gita fuori porta. Destinazione "illusione ottica" nei pressi di Velletri. La cosa singolare è che Federico ci racconta un aneddoto su Rocca di Papa, noi ci perdiamo e ci ritroviamo a Rocca di Papa (!!). Alla fine raggiungiamo la strada con l'illusione ottica (o mistero misterioso) che sembra una salita ma è una discesa e viceversa.
Da quel momento tutto ci sembra un'illusione. Arriviamo in un illusorio lago di Albano, dove un'illusoria strada finisce nel nulla invece di girare intorno al lago. Così ci mettiamo sull'illusoria spiaggia a suonare e a stonare. Per concludere degnamente le illusioni mi metto ad impilare i sassi che sembrano illusionariamente in equilibrio. Amen.
La sera si fa festa al JOIA, posto carino ma sovraffollato. Caldo anche troppo. E sopratutto chiedere 3 euro per ogni oggetto che può comodamente stare su 1 gruccia al guardaroba mi sembra cagnesco.
La sera dopo prendo il solito intercity, quello diretto a Verona. E scopro che leggere non mi distrae quanto guardare un film, anzi mi stanca di più. Mediterò sull'acquisto di un lettore mp4.
Sono in uno scompartimento occupato solo da donne. Da cui apprendo l'esistenza delle mummie di Ferentillo vicino a Terni, conservate in un museo che accoglie i visitatori con una scritta:
"Oggi a me, domani a te.
Io fui quel che tu sei,
Tu sarai quel che io sono.
Pensa mortal che il tuo fine è questo,
e pensa pur che ciò sarà ben presto."
Roba da grattarsi per decenni. Una delle donne a cui non avrei dato meno di 47 anni si mette a parlare di rafting e di cascate di cui ignoravo l'esistenza sempre nella zona di Terni: la cascata delle Marmore.
Sarebbe stato anche un bel viaggio se non si fossero accumulati 50 minuti di ritardo a causa di un investimento (l'ennesimo) avvenuto in stazione a Modena: vittima un tunisino di 31 anni.
Un pessimo modo di iniziare la settimana.