Un internauta ha bisogno di un interporto e di un interbagnino.
21/07/08
Tornando a quello sciopero a Termini..
E insomma si tornò da Ceccano con un regionale Vivalto e un chilo in più (e forse anche di più). Il biglietto di ritorno per Modena era da cambiare, prenotazione inclusa ovviamente. Operazione pubblicizzata sul sito di Trenitalia.it, che decantava la possibilità di effettuare il cambio prenotazione online, e in modo totalmente gratuito.
Ecco, da qui inizia la discesa nell'inferno dell'inettitudine ed inefficienza di Trenitalia. Per effettuare il cambio di prenotazione con Trenitalia sono necessari il PNR e il CP(Codice di Prenotazione) che dovrebbero essere stampati su ogni biglietto.
Già. Dovrebbero.
Il mio biglietto non ha il CP. Ad ore inizia lo sciopero. Che fare? Chiamo il costosissimo 892 di Trenitalia o il presunto numero verde (l'892 preceduto dall' 800)? No e che cazzo, sono a Roma prima di andare alla stazione più vicina magari per niente, sarà meglio fare una telefonata. Ovviamente trovare il numero di una stazione ferroviaria è impossibile. O almeno trovare quello che interessava a me. Bene, paginebianche.it a portata di mouse, mi rimanda una pagina dell'elenco telefonico scannerizzata in cui c'e' un numero per l'assistenza clienti. E' un numero di Roma col prefisso 06. Per coerenza il numero squilla a vuoto all'infinito. Manco fossero già tutti in sciopero. Si va dritti alla stazione.
Chiusa. Diversi fogli appiccicati al vetro della biglietteria avvisano dello sciopero e del nuovo orario di biglietteria che funzionerà solo al mattino dal giorno seguente. Faccio un tentativo alla biglietteria automatica ma mi chiede il CP.
Dato che ormai è sera, sono stanco e non posso stare a perdere il sonno a causa di Trenitalia, mi risolvo ad una sveglia verso le 7 per poter tornare in stazione e fare finalmente il cambio biglietto/prenotazione.
Ironia della sorte il cellulare si scarica durante la notte e la sveglia non suona. Via di corsa alla stazione.
Con la biglietteria chiusa. Perchè? C'e' un avviso? Una comunicazione? Un omino-tizio-automa? No.
Si va a Termini ed è il delirio. La stazione "biglietto da visita" di chi arriva a Roma è allo sbando all'interno, mentre all'esterno, dalla parte del piazzale da dove partono i bus, è così sudicia che sembra il prologo dell'emergenza rifiuti a Napoli.
La coda per la biglietteria è lunghissima, ci sono solo 3 banchi aperti quando arrivo. Prima di mettermi in coda, aggancio un signore con una pettorina gialla e la scritta "customer's care" e gli spiego la mia situazione. Mi squadra e mi dice: "I biglietti stampati con la tariffa amica non hanno il CP, non si possono cambiare online" - Inutile dirgli che nel sito si dice che qualsiasi biglietto può essere cambiato online- . Lo guardo e guardo la coda: "Devo cambiarlo oggi o data la situazione posso cambiarlo anche domani?" Ci pensa su. "Oggi".
Bingo.
Mi metto in coda. A un certo punto una troupe della Reuters filma la situazione, ma chissà perchè evita di riprendere un manipolo di ragazze poco più che ventenni che vengono piazzate vicino alle biglietterie automatiche munite di suddetta pettorina "customer's care".
Ascolto gli stranieri in coda con me, a quanto pare le biglietterie automatiche vendono i biglietti dei treni soppressi, così qualcuno li ha comprati, e si è ritrovato a dover fare la fila per sostituirli.
Mentre avanzo a passo di lumaca, vedo alcuni sorpassare la fila ed entrare dall'uscita. Solo pochi italiani rumoreggiano, la maggior parte della coda composta da stranieri non si scompone. Io mi incazzo. Appena arrivo abbastanza vicino a un'altro con la pettorina (un ragazzo più giovane di me) gli dico che sarebbe il caso di fare qualcosa. Poi leggo il suo badge e mi corre un brivido lungo la schiena: stagista(tirocinante).
Trenitalia da schiavista ha preso gli stagisti(tirocinanti) e li ha dati in pasto a uno sciopero di quelli da manuale in concomitanza con quello del trasporto locale.
La mia ragazza chiama un'altra stagista per assistere un signore straniero che in coda dietro di me, mi riempie di domande a cui io non so rispondere. L'inglese della ragazza era da barzelletta.
La mia ragazza mi dice: "Non crederai che in biglietteria sia meglio!" e io "Ma dai! Siamo a Termini! Qui arriva il mondo! E' ovvio che lo sappiano l'inglese ai banchi."
Una signora per sua sfortuna prova a sorpassarmi. La cazzio ma con educazione. Lei senza educazione mi manda a girare e se ne va.
Dopo 2 ore di coda arrivo alla biglietteria. Gli dico della faccenda del cambio prenotazione online. La bigliettara parla di una "nuova direttiva" che poi cerca pure, e che quando salta fuori è fumosa come tutte le carte Trenitalia. Ottengo il rimborso del biglietto e il cambio, mentre nel banco di fianco al mio un'altra bigliettara si produce con un "Ma dove li avete comprati sti biglietti? In Inghilterra? Mannaggia con st'inglese..." e chiede aiuto alla sua vicina.
"Ma le ragioni dello sciopero?" chiedo. "Eh... stanno arrivando i privati..." mi sento rispondere. Gioia incontenibile dentro, peccato che poi a quanto pare i privati si occuperanno solo della TAV.
Il treno di ritorno ha una prima classe ancora più vecchia del treno di andata: 1974 solo che qui le plafoniere sono state sostituite, ma di prese elettriche manco l'ombra. Il treno è rimasto a cuocere al sole così che quando saliamo, tutti (e dico tutti) ci incazziamo per aver pagato una prima classe che è un forno.
Aspetto il controllore per dirgli dell'aria condizionata. Sento qualcuno dirgli la stessa cosa più avanti nel corridoio. Quando glielo faccio notare questo con aria incazzosa mi dice che l'aria condizionata funziona e che se voglio sentire quella che non va posso andare in quella a fianco di seconda classe che quella sì che è rotta! La signora di fianco a me dice "Ma le sembra il modo di rispondere?" e io al capotreno "Sta forse dicendo che ci stiamo inventando il caldo?!" Il capotreno ancora più incazzato incalza dicendo che l'aria condizionata funziona e se ne va. Così. Ci guardiamo in faccia allibiti. Passeggeri paganti trattati come idioti.
Certo, se si allarga il punto di vista è tutto coerente con la politica di Trenitalia, che è quella di tagliare il personale a RFI, premonizione questa di un brutto incidente.
I presagi con l'eurostar spezzatosi a Milano ci sono tutti.