Tempo di salutare i mondiali del 1982.
Questo post l'avevo concepito esattamenteil 10 luglio 2006. Chissà perchè lo scrivo solo oggi.
Sono passati solo pochi mesi, ma gia' faccio fatica a ricordare con precisione tutti gli eventi del 9 Luglio 2006.
Il giorno in cui l'Italia del calcio ha salutato i mondiali del 1982 e dato il benvenuto a quelli del 2006 consegnando alla storia i giocatori, l'allenatore e un quarto titolo mondiale.
Quel giorno tutto e' andato semplicemente come doveva andare:
Domenica mattina, stanco marcio ma con la sveglia alle 7 per poter andare a prendere una ragazza a Parma. E' una splendida giornata estiva, non troppo calda ma con i colori brillanti. A S.Polo c'e' di che far colazione e per lei assisto anche a una messa (la prima dopo ANNI) senza essere vittima di autocombustione spontanea o venir fulminato.
Arrivare in cima a Bismantova è sempre un piacere, solo che mai mi era capitato di salire e trovare un cielo cosi' azzurro con l'erba ingiallita dal sole e una marea di farfalle. Oggi mi chiedo come ho fatto a scendere da lassu'!
Poi il pranzo a Canossa. E il pomeriggio a casa mia.
Con la scaramanzia che la fa da padrona, devo essere vestito come con la magica semifinale contro la Germania: pantaloncini bianchi e camicia azzurra con spilletta dell' Italia. E non può mancare la vera canzone di questi mondiali: "Siamo una squadra fortissimi" di Checco Zalone, resa disponibile gratuitamente da Deejay.it
E poi da Carla per fare il gruppo di tifo con Irina, Cecile, Omar! E in piazza una marea di bandiere con ben due megaschermi uno peggiore dell'altro, ma che importa l'importante e' tifare.
E il valzer tra un megaschermo e l'altro per capire dove si veda meglio, capendo che comunque e' un casino, dividendosi.
Poi il rigore di Zidane e l'impressione che l'abbia sbagliato per rimanere tutti sbigottiti scoprendo che il gol c'e': ... ma come? ma cazzo.. ma noo.
Io che la meno con la storia dell' Inno di Mameli e dei versi che dicono "Se uniti noi siamo chi vincer ci può?" e invito tutti a stringersi.
Ed arriva il pareggio siglato da Materazzi, che ancora molti chiamano Macellazzi ed è il delirio come non l'avevo mai visto a Parma.
Poi arrivano i supplementari. Sempre loro, l'incubo. Cala uno strano silenzio in Piazza Garibaldi, tutti ci ricordiamo fin troppo bene la finale degli europei nel 2000. Il dejavù, francese di pronuncia e fastidioso come uno stormo di zanzare ci obbliga a fissare le immagini che giungono dall' Olympiastadion di Berlino.
La situazione non si sblocca. Zidane, che in seguito vincerà il premio come miglior giocatore dei Mondiali viene espulso per una testata su Materazzi a gioco fermo mentre l'arbitro non sta guardando. La carriera di Zidane si chiude con un cartellino rosso in mondovisione che lo costringe a tornare negli spogliatoi passando accando alla coppa del mondo.
Ed ecco i rigori. Altro dejavù che questa volta sembra portoghese, che porta i piu' a pensare a quella finale di Pasadena durante i mondiali 1994 in Usa. Baresi e Baggio non sono in campo ma è difficile non pensare a loro.
Poi succede. Un' onda emotiva ci travolge tutti, è inarrestabile, ci si abbraccia, ci si bacia si urla. C'e' chi piange, c'e' chi rimane di sasso. Per molti e' una sensazione unica, mai provata prima e narrata solo dai genitori o dai parenti piu' grandi. Ed' e' bellissimo, i cori sono spontanei di tutti i tipi.
Dall' inno di Mameli, al ritornello di Seven Nation Army dei White Stripes che poi sarà conosciuta come Pooo popopopo.
Il Megaschermo ci manda le immagini dei giocatori e delle altre piazze italiane in delirio: Milano, Bari, Roma e Napoli dove invece si vede soltanto un inquietante nuvola rossa...
Io, sventolo la mia bandiera italiana, per me enorme per poi trovarne una mastodontica a barriera repubblica. Una bandiera con un palo di almeno 8 metri sventolata da due persone e grande quanto la facciata di una casa.
Il traffico non esiste, sono solo macchine che si muovono convulsamente con clacson e grida.
La gente getta gavettoni dalle finestre. C'e' chi pensa che siano francesi e si creano gruppi spontanei di sfotto' sotto le finestre degli scaricatori d'acqua.
Siamo stravolti, andiamo in Piazzale delle Pace dove il prato e' pieno di gente stravolta coi colori dell' Italia, un' orgia di verde, bianco, rosso e azzurro.
Non mi sembra giusto fermarci ORA, non sono pago. Convinco gli altri a girare ancora, a far casino, a schiamazzare, a gioire. Io e Carla abbiamo dei tamburi artigianali ricavati da bidoncini dell'azienda e li suoniamo con cucchiai di legno.
E poi tutti ad attaccare E LA FRANCIA NON CANTA PIU'! o anche OH FRANCESE NON T'INCAZZARE, L'IMPORTANTE E' PARTECIPARE!
Emanuele vistosamente sbronzo sembra l'allegoria dell' Italia e della statua della liberta' con tutti i vari amenicoli tricolore che porta addosso.
Poi trovo un secchio di latta ed impazzisco. Lo suono facendo un casino tremendo dando il tempo ai piu' eterogenei gruppi di tifosi da via Repubblica al Ponte di Mezzo.
Sto urlando da almeno un'ora e sento la gola bruciare e la voce abbassarsi, ma non mi importa. Questo momento devo goderlo fino in fondo. L'ho atteso da troppo tempo.
Mi si affianca un ragazzo con una pentola e ci diamo il ritmo a vicenda, intanto la citta' comincia a svuotarsi.
Parmigiani o parmensi son sempre loro, riescono a essere sottodimensionati anche col tifo.
Rimango con Irina e decido che bisogna provare anche a fare il carosello con tanto di musica a palla e clacson tachicardico. Giriamo un pò tutta la città, le altre macchine ci affiancano, le persone ci fermano, per fortuna nessuno se la prende con la mia Yaris, è solo festa e delirio.
Radio Deejay manda degli spezzoni della telecronaca di Fabio Caressa commentatore di Skysport sulle note di SevenNation Army assieme a musiche incalzanti, e festose tra cui Shout dei Blues Brothers.
Lascio Irina davanti al suo cancello e mi dirigo verso casa mentre una luna piena mi dice che questa giornata non posso dimenticarla. Campioni del mondo. Siamo campioni del mondo.



Ma le emozioni in differita sanno di stantio...anche se l'ammonimento "Lo conosci. Lo conosci. Lo conosci." penso che mi resterà sempre nella testa.
Ma soprattutto il ricordo di Italia-Germania due a zero é qualcosa che non mi lasdcerà mai :) (Comment this)