Monday, July 6, 2009

Quando i clandestini eravamo noi:

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”. “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purchè le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

Non ci andava meglio in Svizzera, negli anni ’70 con i leader che scrivevano: “Le mogli e i bambini degli immigrati? Sono braccia morte che pesano sulle nostre spalle. Che minacciano nello spettro d’una congiuntura lo stesso benessere dei cittadini. Dobbiamo liberarci del fardello». «Dobbiamo respingere dalla nostra comunità quegli immigrati che abbiamo chiamato per i lavori più umili e che nel giro di pochi anni, o di una generazione, dopo il primo smarrimento, si guardano attorno e migliorano la loro posizione sociale. Scalano i posti più comodi, studiano, s’ingegnano: mettono addirittura in crisi la tranquillità dell’operaio svizzero medio, che resta inchiodato al suo sgabello con davanti, magari in poltrona, l’ex guitto italiano».

QUANDO I CLANDESTINI ERAVAMO NOI #1
QUANDO I CLANDESTINI ERAVAMO NOI #2

Spero che capirete perchè non sopporto i leghisti.

Aloha

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Sunday, July 5, 2009

Silenzio dei blog: io non ci sarò

Condivido le parole di rectoscopy nel post “Silenzio dei blog: noi non ci saremo” pubblicato nel blog Educazione Cinica :

Noi non ci saremo all’ultima trovata attentionwhoristica del gotha dei bloggher italiani.

Noi non ci saremo perché quasi nessuno si accorgerebbe della differenza.

Noi non ci saremo perché non facciamo parte di alcun gotha. La compagnia di Sofri, Adinolfi, Scalfarotto ci imbarazza. Pensare di modificare la società scrivendo (o tacendo) in internet, è come leggere Topolino per cercare di capire la fisica quantistica (semicit.).

Noi non ci saremo perché non mi piace la furbata di accoppiare protesta dei giornalisti e protesta dei blog.

Noi non ci saremo perché molti atterrano qui cercando “pompinari” e non hanno altre pretese.

Noi non ci saremo per rispetto a una data, il 14 luglio, che segna l’inizio del mondo moderno. Protestare standosene dietro un monitor mi sembra una ben triste eredità. Soprattutto visto che questo governo e questa maggioranza ne stanno combinando ben di peggio.

Noi non ci saremo perché Guido Scorza scrive molte cose sensate, però è anche vero che su internet ci sono molti siti, soprattutto community, gestiti in maniera autoritaria e che non permettono alcuna replica.

Noi non ci saremo perché lo spazio per il diritto di rettifica qui esiste già, e sono i commenti. I commenti sono aperti a tutti e non è mai stato cancellato nulla. Sono fiducioso che un magistrato (che al contrario del legislatore le leggi le studia) possa ritenerli sufficienti.

Noi non ci saremo perché questa legge è l’ennesima grida di difficile applicazione in un Paese che ha i tribunali ingolfati.

Noi non ci saremo perché il provvedimento in merito dimostra una diffusa e totale ignoranza di come funziona il ueb. All’ignoranza si risponde con la pedagogia e, se perdura, con la satira. Non con il silenzio.

Noi non ci saremo perché la legge apre magnifiche opportunità e progressive di troll. Immaginatevi chessò un lucasofri che scrive un post e subito gli arrivano 20 e-mail di richiesta di rettifica.

Aggiungo che se una legge vuole imporre il silenzio, il minimo che si possa fare è maggior casino (sempre considerando che sono pagine internet, e dietro un monitor come dici lui, etc, etc, etc).

Il silenzio è assordante nelle istituzioni. Nella popolazione è inquietante.” - StefsTM

Per questo non aderisco al “rumoroso silenzio” gli ossimori mi piacciono solo nella poesia.

Aloha

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Home, un film di Yann Arthus-Bertrand

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Non perdete tempo andate a vederlo gratuitamente (anche in alta definizione!) su youtube.

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Saturday, July 4, 2009

Quando inviai un’idea alla PETA contro Eukanuba.

"Eukanuba...morte....hmmm...Anubi...Eukanubi!!!" - StefsTM

Hi, while I was reading some infos about the " Youth OutreachCoordinator"opportunity I had an idea for an anti-eukanuba campaign. The productsold by Iams is Dog and Cat food. Here in Italy Eukanuba is very famousand it delivers TV-Ads everyday. My idea is to begin a campaign with theAncient Egyptian God "Anubis" "The Lord of The Dead" changing It's nameto PETA'S purpouse in Eukanubis. Another character would be the GoddessBast because It sounds like "Basta!" which in italian and spanish means"ENOUGH!".

The power of this campaign would be the fact that the Gods and theirnames are very easy to link to daily advertising and moreover thesecharacters have dog and cat heads.

Best Regards


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Friday, July 3, 2009

Noemi: Papi is Burning

 Liberamente ispirata a Frangetta: Milano is burning dei Deboscio.


(Player mp3 per siti e blog ottenuto tramite muzicons.com)

Scarica l’Mp3

Posted by StefsTM at 20:22:32 | Permalink | No Comments »

1 settembre 2009: spero di non averlo “frainteso”

Berlusconi: “A settembre nessuno più in tenda”

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Quella sera a cena…

(clicca sull’immagine per ingrandire)
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Una mia teoria sull’acqua. Esisteranno studi simili?


Spero che quanto sto per esporre non siano cose già
sentite o palesemente considerate stupide da chi tratta l’argomento acqua, ma la mia ignoranza in materia è totale. Fin dalle scuole elementari mi è
stato insegnato che l’acqua conosce un ciclo vitale “infinito” attraverso i processi di evaporazione, condensazione e precipitazione, il cosiddetto “ciclo idrologico”. Qualche giorno fa in treno osservavo la mia bottiglia di acqua minerale da mezzo litro, e
mi sono chiesto se esistesse una stima di tutta l’acqua sotratta al ciclo idrologico su scala globale. E’ possibile che il sistema Terra cerchi di
equilibrare la sempre maggiore sottrazione di metri cubi d’acqua in qualche modo? Se si pensa a tutta l’acqua presente sul nostro pianeta probabilmente la percentuale “in ostaggio” è infinitesimale? La massima “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” è valida anche per l’acqua? Quanti dei prodotti industriali non restituiscono subito ma
solo dopo anni la percentuale d’acqua contenuta nelle materie prime che li compongono? Per concludere, l’imbottigliamento dell’acqua può essere
considerato una violazione del deflusso minimo vitale delle fonti da cui viene prelevata?

Ho inviato questa mail a Giulio Conte e a Sandra Postel. Mai ricevuto risposta. Volevo scrivere a Riccardo Petrella ma non riesco a trovare il suo contatto.

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Un paio di segnalazioni: testamento biologico e piano antisismico

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Thursday, July 2, 2009

Il PD per immagini

 Quando ultimamente penso al PD ecco cosa mi viene in mente:

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Saturno che divora i suoi figli. 1819-1823 Francisco Goya

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Cannibalismo Azteco
. Codex Magliabecchiano.

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Gli usurai. Jan Ravestyn daun’opera di Quentin Metsys

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