Cronache marchigiane…
Così domenica 5 con la mia clone si è andati a Pesaro. E sull’A1 pareva estate, complice anche la coda a Bologna a causa del Cosmoprof. Insomma noi si viaggia per quel paio d’ore e si arriva a Pesaro. Mai vista Pesaro, la prima cosa che ho visto a parte rotonde come se piovesse è stato un palazzetto a forma di coccinella. Poi il lungomare, e la spiaggia sabbiosa. Con le cabine e tutto il resto. Solo che non era estate. Quindi la spiaggia era tutta per noi e qualche dozzina di persone. Nullappiù. Roba da cantare la sigla di O.C. sostituendo la parola California con Marchigiania. Poi c’e’ stata la piazza con la palla di Pomodoro (l’artista) ma ancor più interessante una casa stile liberty del 1907 deturpata da 2 enormi palazzi da riviera adriatica alle sue spalle. Rapida visita alla piazza principale, panchina, opere d’arte per terra che riproducono le pagine dei giornali al tempo del ventennio con l’introduzione delle leggi razziali. Una piazzetta con un banchetto di un’associazione di volontariato, la gelateria senza il bagno e senza il thè freddo, e le volontarie che ci spiegano come arrivare a Gradara. Poi Gradara, con una piadina a rallentarci metabolismo e movenze e il castello più bello fuori che dentro. La mia prima volta con ingresso gratuito in quanto studente di lettere. Di nuovo a Pesaro, per un battesimo. In Chiesa noi non seguiamo la liturgia e i vecchi ci guardan male. Poi si va a fare l’aperitivo. Che è come una cena. Così si torna e ci si ferma a Bologna per finire a chiacchierare a un tavolino di un locale in via Zamboni, che sembra estate. E si parla e anche “Clone è l’ultima volta che te lo dico..”. Poi km e km e si va a nanna.
Aloha
P.S. = R.I.P. Dave Arneson, thanks Dave.

