Tuesday, June 16, 2009

Il tramonto della Repubblica.

Roma, la protesta dei terremotati
In 1000 alla Camera gridano: “Buffoni”

Lega Nord, l’ultima tentazione
“Immigrati fuori dai giardinetti”

L’Italia e le malattie dimenticate
La denuncia di Msf: “Niente fondi”

Rifiuti, nel giro di due anni
l’emergenza sarà nazionale

Camorra, morte in diretta di una vittima innocente

Bergamo, lite sull’autobus di linea
Anziano accoltella un marocchino

17:14  CRONACHEColpito all’addome con un paio di forbici: era intervenuto per cercare di sedare una discussione. L’immigrato è stato già dimesso dall’ospedale, ma era clandestino e sarà espulso

I pendolari del Venezia-Bassano viaggiano più lenti che nel 1933

Cartoline italiane - 2009

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Sunday, April 12, 2009

Vari livelli di normalità #1

IN UN PAESE NORMALE:

A 6 giorni dal sisma della potenza di 5.8 sulla scala Richter che ha colpito la città de L’Aquila e le zone limitrofe, i cittadini possono tornare alle proprie case. Si piangono i morti, che avrebbero potuto essere in numero decisamente maggiore: fortunatamente gli edifici costruiti con criteri antisismici hanno retto la forte scossa evitando quanto accaduto nel 1703. L’ospedale de L’Aquila ha fatto fronte all’arrivo di qualche ferito e a diversi anziani colpiti da malore per lo spavento. I sindaci e i cittadini degli altri paesi presenti sulla fascia classificata ad “alto rischio sismico” si sono detti tranquilli e pronti ad affrontare un’evento come quello avvenuto in Abruzzo.

IN UN PAESE QUASI NORMALE:

A 6 giorni dal sisma della potenza di 5.8 sulla scala Richter che ha colpito la città de L’Aquila e le zone limitrofe, le centinaia di cittadini sfollati occupano i vari campi allestiti dalla protezione civile e altre centinaia sono stati trasferiti come previsto dal piano d’emergenza per le emergenze delle zone classificate “ad alto rischio sismico”. L’ Ospedale de L’Aquila ha accolto i vari feriti, deviando le emergenze su altri ospedali per non intralciare le operazioni previste nelle 6 sale operatorie che sono rimaste tutte attive dopo il sisma. “I piani d’emergenza funzionano ma altro può essere fatto, come la messa in sicurezza degli edifici storici, cosa a cui stiamo provvedendo lentamente in tutta Italia nelle zone ad alto rischio” queste le parole del portavoce dei comuni a rischio sismico.

IN ITALIA: 

Si è smesso di scavare tra le macerie, non ci sono più dispersi. (L’Aquila, Onna e diversi paesi sono città fantasma) Un uomo è deceduto nella notte in ospedale per le ferite riportate: il bilancio del terremoto è di 294 vittime. Berlusconi ha trascorso la Pasqua con i terremotati: “Vi tireremo presto fuori dalle tende. Per la ricostruzione tempi brevi e certi”. E poi: “Forse siamo già fuori dall’emergenza”. Fini visita l’ospedale da campo (visto che l’ospedale non esiste più)e due paesi distrutti dal sisma: “Non vi lasceremo soli” (a nessuno viene in mente di fare qualcosa in tutti quei paesi che sono costruiti sopra a zone ad alto rischio come a L’Aquila).

SE ABITASSI A: CAMPOBASSO, A MUTO LUCANO, O IN UNO QUALSIASI DEI COMUNI PRESENTI SU QUESTA MAPPA INIZIEREI A PENSARE A COME EVITARE UNA TRAGEDIA COME QUELLA OCCORSA IN ABRUZZO. RESTARE CON LE MANI IN MANO SENZA FARE NIENTE SIGNIFICA GIOCARE D’AZZARDO CON LA VITA.

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